Gli elettori sono ormai “raggiungibili solo attraverso un contatto personale diretto. Non li possiamo convincere attraverso la televisione, perché non la guardano più“. Il sermone al funerale del piccolo schermo è firmato da uno dei pochi da cui non ce lo si aspetta: Silvio Berlusconi, l’uomo che la tv come oggi la conosciamo l’ha inventata. L’ex premier è tornato a parlare di politica e di appuntamenti elettorali in una telefonata nel corso di un’iniziativa di Forza Italia a Civitanova Marche: “Avete visto il calo delle trasmissioni di approfondimento politico, gli elettori non seguono i tg, soprattutto quando arriva il famigerato pastone. Non leggono neppure i giornali”. Per questo Forza Italia ha dato il via “alla stagione dei congressi che riguardano tutti i Comuni italiani” e si concluderanno entro marzo 2015. “Attraverso i congressi comunali – ha spiegato Berlusconi – i cittadini potranno scegliere in modo assolutamente democratico chi dovrà guidare Forza Italia in ogni Comune”. 

Lo scopo: “Credo che noi questo 48-50% di elettori che non hanno votato alle Europee, e che arrivano a 24 milioni, possiamo arrivare a convincerli”. “E’ una follia, ma è possibile. Quasi il 50% dei cittadini – ha ricordato – non intende andare a votare. Sono cittadini disgustati, delusi, indecisi, che si sono rassegnati. A loro i politici sembrano tutti uguali: inutili, inconcludenti, addirittura dannosi“. Per questo “sogno di vincere con una Forza Italia da sola, senza alleati, per poter disporre di una chiara maggioranza in Parlamento”.  L’ex presidente del Consiglio sogna “una maggioranza in grado di formare e sostenere un governo totalmente composto da nostri ministri”. “So che è una follia – ha osservato – ma sono convinto si possa fare”.

Per raggiungere lo scopo servono i voti, per questo il partito spalanca le braccia anche ai figlioli prodighi che hanno smarrito la retta via: “Siamo aperti a tutti coloro che hanno pensato fosse meglio andare da un’altra parte e cercare di formare un altro partito – ha aggiunto il Cavaliere – ma poi questo partito ha tradito le loro aspettative”. Le porte, ha sottolineato però, “restano chiuse per tutti quelli che “ritengono ancora sia una posizione giusta stare al governo con la sinistra“. “Tonino D’Alì è tornato con noi e mi ha fatto un immenso piacere. L’ho abbracciato, siamo stati insieme un’intera serata ed è in squadra con tutti noi per questo grande traguardo che ci siamo dati”. Il tutto inquadrato nell’ottica di uno dei suoi vecchi sogni: “Il frazionamento è sempre stato la nostra palla al piede”, dobbiamo “puntare sulla coesione del centrodestra“.

Il Cavaliere torna a parlare anche di giustizia: “Sappiamo di doverci molto, molto preoccupare perché i giustizialisti non possano prevalere con norme che limitino la nostra libertà”, accusa Berlusconi nel giorno in cui il ministro Andrea Orlando parla della riforma con il Corriere della Sera. Il Guardasigilli si dice certo della necessità di portare avanti il lavoro con le opposizioni: “L’esigenza di un confronto è fisiologica. Nella maggioranza ci sono forze che avevano programmi sulla giustizia molto diversi. E i numeri al Senato ci impongono un confronto con le opposizioni”. E ancora: “Andare oltre la maggioranza non è solo un’esigenza numerica; è un’esigenza politica. Dopo lo scontro di questi vent’anni, costruire una grande infrastruttura come la giustizia è questione di rilevanza democratica”. Ma alla domanda sulla possibilità che il patto del Nazereno possa prevedere un accordo sulla giustizia, Orlnado risopnde: “No. E non ho mai avuto alcun tipo di segnale”. 

Un discorso, quello a Civitanova Marche, in cui l’ex Cavaliere rispolvera i suoi cavalli di battaglia: “La nostra situazione è tale che non si può più definire una democrazia. Siamo paralizzati da un assetto istituzionale che non si può cambiare dal 1948 e che rende ingovernabile il nostro paese”, ha detto il premier che ha poi citato Mani pulite, e “altri tre colpi di Stato che abbiamo subito sul nostro corpo”. “Siamo stati governati da tre governi consecutivi non eletti dai cittadini – ha continuato Silvio Berlusconi – e ora abbiamo un governo che si regge su una maggioranza che è stata ottenuta in modo non certo corretto”. Alla Camera, ha ricordato l’ex premier, “ci sono 144 parlamentari dichiarati incostituzionali dalla stessa Corte Costituzionale e 32 senatori che erano stati eletti con noi con il mandato di contrastare la sinistra”.

Quel che è certo è che “è venuto il momento di reagire. C’è una sola possibilità per far diventare l’Italia un paese governabile. Riuscire a trasformare il ceto medio da maggioranza numerica in consapevole maggioranza politica organizzata, che possa dare a noi la vittoria“. Ora il compito è  “fare di Forza Italia la rappresentante di tutti i moderati, maggioritaria nel paese, che possa prendere in mano il governo del paese e garantire a tutti una totale assoluta libertà”.