Che cosa ci aspettiamo di trovare ad ottobre? Sicuramente broccoli, cavoli, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles, finocchi, porri, patate, rape e carote. Sbizzarritevi in cucina con le zucche e i profumatissimi porcini. Avete a disposizione tutte le gradazioni del verde con bietole, spinaci, valerianella e indivia. Poi, fagiolini, cetrioli, ravanelli, sedano, zucchine, peperoni, melanzane e pomodori. Meglio aspettare novembre per carciofi, cardi e radicchi. Alzi la mano chi ha mangiato i topinambur: per quelli che non li conoscono si tratta di tuberi, per caratteristiche simili alle patate, ma dal sapore simile a quello del carciofo. Se sentite parlare di tartufo di canna o di rapa tedesca o di carciofo di Gerusalemme o di patata del Canada, sono sempre loro. Sono originari del Nord America e si trovano nelle zone umide di quasi tutta Italia. In Estate producono un fiore di un giallo intenso, simile al girasole. Ce ne sono di due varietà: la bordeaux, più diffusa, si trova da ottobre fino ad aprile e la bianca, più precoce e meno diffusa. Non sempre è facile trovarli, ma se vi capita, fatevi una bella frittata. Contengono vitamina A, vitamine del gruppo B, ferro, calcio, potassio, magnesio, fosforo e asparagina, arginino e colina. Il topinambur contiene anche la biotina o vitamina H, in concentrazioni molto più elevata che nella patata, che ci fa evitare stanchezza, sonnolenza, inappetenza e dolori muscolari. E’ inoltre molto utile nelle diete per diabetici, grazie ad un tipo particolare di zucchero che è facilmente assorbibile dal corpo senza effetti negativi sul pancreas.

L’Estate – seppur veramente pazza quest’anno – l’abbiamo lasciata con un bacio sulla guancia. Ci ritroviamo a passare in rassegna vari modi per non farci venire l’umore da pioggia autunnale. E un pensiero che ci conforta c’è… Già lo sentiamo il profumo della terra bagnata, di sottobosco, di funghi e tartufi. Così, pieni di spirito propositivo, siamo decisi ad uscire una volta per tutte dal giro dei “fragolisti anonimi” (la promessa è fatta: “Giuro solennemente di non comprare più fragole tutti i mesi dell’anno. Di non cadere in tentazione di fronte a qualsiasi cosa quel serpente ammaliatore del mio fruttivendolo mi dovesse suggerire”). Decidiamo di fare un salto al mercato vicino casa. Arrivati sul posto, la scelta di frutta e verdura di stagione si rivela un’impresa. Le fragole, rosa pallido, sembrano uscite dal candeggio. Sui banchi c’è una gran confusione di stagioni. E’ ora di ripassare la lezione: tra la frutta di stagione, arrivano limoni, mele, cotogne, melagrane, pere, uva, noci e castagne. Kiwi, arance e mandarini meglio da novembre. Giù le mani da pesche, susine e fichi: non sono più di stagione. Mentre fate acquisti, la vocina da “fragolista anonimo” che c’è in voi si fa strada: “Ma se voglio mangiare pomodori tutto l’anno, quale è il problema? Cucinare con frutta e verdura di stagione mi impone tante limitazioni” Giusta osservazione! Chi ve lo fa fare?

Le vitamine, indispensabili per il nostro organismo, si concentrano nella frutta e nella verdura, grazie all’azione combinata di terra, acqua e sole. Le serre – luoghi a calore artificiale dove vengono coltivati i prodotti fuori stagione – non potranno mai sostituire adeguatamente l’apporto dato dal sole. Per questo motivo, per soddisfare un mercato che chiede merce “fuori Natura”, i produttori utilizzano rimedi alternativi per sopperire a questa mancanza. Il risultato è frutta e verdura di bell’aspetto, ma insapore e piena di sostanze artificiali. Tutto ciò ha inoltre più di un costo. Il nostro corpo è fatto di ciò che mangiamo, compreso quindi delle sostanze chimiche che incameriamo mangiando questi prodotti. I prodotti chimici vengono riversati sulle nostre terre in quantità superiore a quelli necessari durante un ciclo produttivo normale. Serve, inoltre, maggior energia per conservare e trasportare la merce dai paesi in cui è di stagione ai paesi in cui non lo è. Pensate che tutto questo non incida anche sui nostri portafogli? Il sole è gratis, il resto no. Un vero spreco di salute, di ambiente e di soldi. Perché non possiamo aspettare otto mesi per mangiare un pomodoro in insalata?! Le stagioni diversificano in maniera automatica l’apporto di nutrimenti utili per il nostro corpo, perché non servirci di questo orologio perfetto? Il mercato lo facciamo noi, con le nostre scelte.