Troppo facile il parallelo con Dynasty. Certo è però che la disputa famigliare in corso a casa Del Vecchio sta affondando in Borsa il titolo Luxottica e mettendo a rischio la credibilità di un gruppo che negli ultimi dieci anni è diventato leader mondiale del settore dell’occhialeria e ha visto il valore delle proprie azioni salire da 13 a oltre 40 euro. L’ultima puntata si è consumata domenica pomeriggio, quando l’incontro chiarificatore tra il fondatore e presidente Leonardo e il nuovo ad Enrico Cavatorta è finito con le dimissioni di quest’ultimo, in azienda da 15 anni e da poco più di un mese amministratore delegato al posto di Andrea Guerra. Quest’ultimo ha lasciato in agosto per motivi mai chiariti ufficialmente, a parte un accenno a “obiettivi non condivisi”. Cavatorta se ne va, stando a indiscrezioni, in polemica con l’eccessivo potere assunto dal consulente Francesco Milleri, vicino alla moglie di Del Vecchio Nicoletta Zampillo. Il cda convocato in via straordinaria per lunedì sera dovrà esprimersi sulla proposta del patron, che chiederà di cooptare Massimo Vian, oggi direttore amministrativo, come co-amministratore delegato. Intanto, però, il titolo Luxottica ha aperto la seduta a -10,08% e, dopo aver incassato due declassamenti da parte di Citigroup ed Equita, ha terminato la giornata lasciando sul terreno il 9,23%. L’azione vale così 37,29 euro contro i 40,81 della chiusura di venerdì 10.

L’influenza di Zampillo, risposata da Del Vecchio dopo che i due avevano divorziato e madre di uno dei suoi sei figli, Leonardo Maria, non si limita però alla parte gestionale. La “first lady” di Agordo, in vista della successione, rivendica anche maggior potere nell’azionariato: ha chiesto il 25% della holding Delfin (la cassaforte di famiglia che ha il 61.35% di Luxottica), che però attualmente è suddivisa in fette identiche del 16,38% intestate ai sei eredi del 79enne fondatore, il quale ha tenuto per sé l’1,72% e ha per ora l’usufrutto delle quote dei figli. Per accontentare Zampillo sarebbe quindi necessario un aumento di capitale a lei riservato. Alla limatura degli attuali pacchetti in dote ai Del Vecchio junior si oppone però l’ex compagna Sabrina Grossi, madre e rappresentante dei figli minori Luca e Clemente.

Il comunicato diffuso domenica sera dal gruppo conferma che “la controllata Delfin è impegnata in uno studio di riassetto con l’obiettivo di migliorarne la governance e separare ulteriormente la proprietà dalla gestione delle aziende partecipate” ma puntualizza che l’ingresso nel consiglio di amministrazione del ventenne Leonardo Maria “non è mai stato preso in considerazione” e che l’attuale consigliere Claudio Del Vecchio, il primogenito, “non sarà riconfermato alla scadenza naturale del mandato, per dare omogeneità e coerenza alle posizioni di tutti i membri della famiglia“.