Prosegue l’itinerario di mostre sulla pittura del Novecento di Palazzo Blu a Pisa. Dopo i grandi maestri spagnoli, francesi, russi e americani, per la prima volta un artista italiano: Amedeo Modigliani, la figura più leggendaria della bohème parigina degli anni dieci, l’artista maledetto per antonomasia, celebre per l’inconfondibile stile longilineo dei suoi soggetti dai volti stilizzati, colli affusolati e occhi scuri senza pupille, caratteristiche mutuate dalle culture antiche come l’arte egizia, africana e la scultura Khmer che l’hanno reso unico e originale. Sospeso tra genialità e trasgressione, il bellissimo dandy dai tanti amori incarna il mito romantico del genio incompreso dalla vita dissoluta e continua a esercitare un incantevole fascino su chiunque si avvicini al suo mondo. L’uomo e la sua sofferenza sono sempre stati al centro della sua poetica pittorica, probabilmente come risposta a una vita difficile contrassegnata dalla povertà e dalla salute cagionevole che lo condusse alle morte per tubercolosi a soli 35 anni.

Dal 3 ottobre al 15 febbraio la suggestiva cornice di Palazzo Blu ospiterà opere di altissima qualità provenienti oltre che dal Centre Pompidou di Parigi da molti altri musei come l’Orangerie, i Musées d’Art Moderne de la ville de Paris, de la ville de Troyes, des Beaux-Arts de Rouen, di Grenoble, della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, di Brera, di Villa Mimbelli e molte collezioni private italiane e straniere. L’esposizione vuole essere una sorta di viaggio all’interno del percorso di maturazione di Modì, ricostruendo la sua vicenda umana e artistica dal periodo della sua formazione a Livorno, sua città natale, fino al trasferimento nel 1906 nella Parigi della cultura avanguardistica, dove si dedicò alle sperimentazioni più estreme nella costante e affannosa ricerca del nuovo, influenzato da Picasso, Toulouse-Lautrec e Cèzanne.

A curare la mostra è Jean Michel Bouhours, tra i massimi esperti di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou. Il comune di Livorno ha dato il suo patrocinio e il sindaco della città toscana, Filippo Nogarin, sarà presente all’inaugurazione per onorare la paternità del celebre pittore del XX secolo. I capolavori di Modigliani in mostra a Pisa sono la cifra di una straordinaria stagione della pittura europea ed è per questo che saranno “messi in dialogo” con le opere di altri celebri artisti, suoi compagni di avventure a Montparnasse tra i quali Chaim Soutine, Pablo Picasso, Marc Chagall, Fernand Léger e quasi sembrerà di passeggiare tra Montmartre e Montparnasse e di respirare il clima di quegli anni. Insieme alle pitture, a completare il percorso espositivo, ci sarà una significativa selezione di sculture di Modigliani e altri grandi scultori dell’epoca come Constantin Brancusi di cui saranno messe in mostra anche fotografie che lui stesso ha scattato. L’esposizione cade tra l’altro a 30 anni dalla beffa di Livorno, quando tre studenti realizzarono con un trapano tre false teste di Modì raffiguranti volti di donna per poi gettarle nel Fosso Reale dove furono ritrovate e attribuite all’artista livornese. Le tre pietre scolpite e scambiate per vere, dopo essere state in mostra in Fortezza Vecchia a Livorno, sono state portate a Pisa in occasione della mostra su Modigliani. È stata la stessa Fondazione Palazzo Blu a farne richiesta per poterle inserire in una sezione separata che troverà spazio all’interno del Museo Nazionale di San Matteo perché, pur false, hanno dato vita a un dibattito sul senso dell’arte che dura ormai da trent’anni, da quando la notizia fece il giro del mondo.