Dopo Atene, la nostra seconda tappa InterRail  è Salonicco. Essendo arrivati verso mezzanotte e avendo il treno per Belgrado, la nostra terza tappa, poco prima delle 16 ci alziamo non troppo tardi per vedere qualche angolo di Salonicco. Passeggiamo verso il mare fino a raggiungere quello che è considerato da tutti come il principale simbolo della città: la Torre Bianca da dove ammirare uno splendido panorama sulla costa e la città stessa.

Prima di lasciare la Grecia e prendere il treno, abituati come siamo ormai alla sua cucina così simile alla nostra non possiamo non fare a meno di fermarci in un ristorante per gustare qualche piatto tipico locale. Anche questa volta la “delicious-food-detector” che mi accompagna non mi delude e mi porta da Rouga un grazioso ristorante a gestione familiare che nel pochissimo tempo che abbiamo a disposizione ci delizia il palato con specialità locali (insalata greca, formaggio fritto) senza dimenticare il dolce con un Melomeni (squisito fagottino di pasta sfoglia, miele, e feta) accompagnato dall’immancabile caffè greco“.

Non ci resta che avviarci alla stazione dove ci aspetta il treno diretto alla capitale Serba. Dopo tredici ore di viaggio saremo a Belgrado. Prima però, lungo tutto il viaggio, dovremo sottoporci ad una decina di controlli tra biglietti e/o passaporti. Il treno attraversa infatti la Repubblica di Macedonia prima di entrare in Serbia e nessuno dei due paesi fa parte dell’Unione Europea. Risultato: prima di uscire da ogni paese e all’ingresso nel nuovo il treno si ferma per circa mezz’ora per consentire ai poliziotti di ritirare tutti i passaporti, controllare l’identità di ognuno, apporre il timbro e restituirli uno ad uno.

Rifletto a come in Europa siamo abituati a muoverci liberamente senza controlli e apprezzo ancor di più in momenti come questo il vantaggio dell’abolizione delle frontiere dovuto a Schengen. Pur non essendo i cittadini europei obbligati a possedere un passaporto per viaggiare nei Balcani al controllo non si scampa. Avendo comunque con me il passaporto chiedo quindi che mi appongano il timbro (non obbligatorio per gli europei) per avere almeno un “souvenir” di quel passaggio.

Alle prime luci dell’alba arriviamo a Belgrado e come prima cosa in stazione cambiamo qualche euro in dinari per poter pagare il taxi. Posiamo gli zaini in albergo e ci rechiamo in piazza del Parlamento per un primo tour della città con il comodo bus panoramico con guida audio in italiano.

In un’ora e mezza si ha un’ottima panoramica della capitale serba grazie all’interessante percorso che passa per Piazza della Repubblica, costeggia le mura della Fortezza, raggiunge Novi Beograd (centro di shopping) attraversando il ponte sul fiume Sava, permette di ammirare da non troppo lontano il Tempio San Sava (uno dei templi ortodossi più imponenti al mondo), fiancheggiando il Museo della storia della Jugoslavia, la “casa dei fiori” (mausoleo dove sono custodite le spoglie mortali di Tito) e lo storico Hotel Mosca nella centrale piazza Terazije.

Resto subito impressionato dalla modernità della città rispetto alle immagini che avevo in mente (purtroppo risalenti ai tragici eventi degli anni ’90). Ci sono parchi ovunque, tram moderni e tantissimi giovani.

Scesi dal bus abbiamo ancora più voglia di scoprire il centro della città. Ci attende una grande area pedonale la cui arteria principale è Knez Milaiova da cui si possono raggiungere facilmente i vari quartieri della città, ognuno con una sua anima caratteristica. C’è quella artistica di Kosancicev con le gallerie d’arte e i musei, quella “Bohemienne” di Skadarlija, cuore pulsante di Belgrado e quartiere storico con i suoi locali tipici e con le strade di ciottoli, dove una volta si incontravano pittori e poeti. E per soddisfare tutti i gusti e quasi a voler provare questa moltitudine di anime, non lontano c’è la strahanjica bana (che sembra contrapporsi alla vicina Skadarlija) co i suoi ristoranti moderni, caffé e discoteche.

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