La storia della GoInSardinia per ora si ferma. La società costituita dagli imprenditori turistici della Sardegna ha risolto il contratto con la Anek, la compagnia armatrice della nave El Venizelos diventata nelle causa di disagi e proteste per migliaia di viaggiatori che dovevano (e in molti casi ancora devono) tornare dall’isola. La questione si fa sempre più complicata anche perché ora ci sono un centinaio di membri dell’equipaggio che lamentano il mancato pagamento degli ultimi due stipendi. Rischia così di affondare definitivamente il “sogno” del consorzio dei 200 operatori galluresi che nel 2013 unirono le forze per noleggiare il traghetto in modo da accogliere i turisti a prezzi più accessibili rispetto alle altre compagnie. Ma ora per le migliaia di persone che hanno prenotato il viaggio di ritorno da qui alla fine di settembre (si parla di circa 20mila persone) alla beffa si aggiunge la beffa. Oltre al biglietto già pagato con GoInSardinia (per il quale è stato promesso un rimborso, ma è da vedere se e quando arriverà) le famiglie dovranno ora fare i conti con i prezzi delle altre compagnie di navigazione. Per giunta alcuni tra i rimasti a terra lamentano che ora “alcune compagnie hanno alzato i prezzi”. 

I turisti: “Prezzi assurdi per tornare a casa. Rimborsi? Chissà se li vediamo”
Solo oggi sarebbero dovuti partire da Olbia per Livorno circa 1500 passeggeri, con 500 tra auto e camper invece dobbiamo “metter mano al portafoglio e pagare prezzi assurdi per rientrare a casa”, come racconta Monica Caria, milanese con origini sarde, arrivata nell’isola con la famiglia, 13 persone, con 4 bambini tra i 12 mesi e i 5 anni, con a seguito tre auto e un camper. “Per tutto il gruppo, andata e ritorno, abbiamo speso circa 1.500 euro, ma ora i prezzi non sono accessibili. E’ assurdo, noi abbiamo già pagato il biglietto per tornare a casa e dobbiamo sobbarcarci un altro biglietto e chissà poi se rivedremo i soldi e, soprattutto, quanto ce li restituiranno. Non è sicuramente questo modo di fare turismo, in questo modo la gente la si allontana”. Monica – che fa parte di una famiglia di artigiani e piccoli imprenditori – è un fiume in piena, è da ieri al porto di Olbia, sul camper, che si rifiuta di pagare nuovamente il biglietto del rientro, ma oggi, con rassegnazione, fa la spola tra il porto Isola Bianca di Olbia e quello di Golfo Aranci per valutare quale sia, al momento, la compagnia più economica. “La Moby ha posto – racconta – però per due adulti, due bambini e un camper il biglietto costa tra i 600 e gli 800 euro. La Tirrenia costa meno, ma non ha disponibilità sino a domenica. Ora stiamo provando con la Sardinia Ferries, online ci hanno dato disponibilità, costo mille euro”. Come lei tanti altri turisti rimasti bloccati in Sardegna oggi hanno deciso di non restare tutto il giorno al porto e si sono riversati tra le spiagge e il vicino centro commerciale.

Due inchieste aperte. “Le altre compagnie aumentano le tariffe”
“Al momento non c’è alcuna criticità in porto e le compagnie marittime ci hanno dato la disponibilità per ospitare i passeggeri che sarebbero dovuti partire in giornata” afferma l’ammiraglio Nunzio Martello, comandante della Capitaneria di Porto di Olbia. La compagnia ha ufficialmente comunicato, sul suo sito internet, che “tutte le tratte da Livorno a Olbia e da Olbia a Livorno sono state soppresse a causa del ritiro delle nave da parte di Anek Lines. Vi invitiamo all’acquisto di un nuovo biglietto su altra compagnia”. Sulle due indagini aperte, l’ammiraglio Martello spiega: “La Procura è costantemente informata su quanto sta accadendo in porto, ora però la nostra priorità è quella di far rientrare le persone a casa”. Per quanto riguarda il caro prezzi – alcune compagnie, denuncia chi è rimasto a terra, hanno aumentato le tariffe proprio in queste ore – il comandante della Capitaneria di porto osserva: “Noi non possiamo entrare in merito al prezzo, noi dobbiamo assicurare che ci siano i posti disponibili per far rientrare le persone a casa”.

Nella notte posto gratis in albergo per 214 passeggeri
Sono 214 i passeggeri che hanno trovato la notte tra il 28 e il 29 agosto un posto gratuito questa notte nei 36 alberghi di Olbia, Arzachena, Loiri Porto San Paolo, Budoni, San Teodoro, Tempio, Palau e Porto Cervo. Su oltre 130 camere messe a disposizione dagli albergatori della Gallura, ne sono state utilizzate circa un’ottantina. A comunicare questi dati sono Confcommercio Sardegna e Federalberghi Gallura. “In sole tre ore abbiamo gestito l’emergenza e nessuno è rimasto all’addiaccio – precisa il presidente di ConfCommercio, Agostino Cicalò – Alle 23 tutti i turisti che erano rimasti fermi in banchina avevano trovato un ricovero gratuito nelle strutture alberghiere che hanno dato la propria disponibilità. Tutti gli alberghi aderenti al consorzio Sardegna sulla cresta dell’onda possono utilizzare le convenzioni con i vettori Tirrenia-Cin, Moby, Sardinia Ferries e Grimaldi per consentire anche ai passeggeri GoinSardinia di poter usufruire delle tariffe scontate per la tratta di rientro dalla Sardegna”. “Ringraziamo i nostri imprenditori turistici che si sono subito impegnati per gestire l’emergenza – aggiunge Paolo Manca di Federalberghi – confermando che in Sardegna esistono seri professionisti della ricettività”.

Nave ferma a Livorno. L’equipaggio: “Ci mancano gli stipendi di due mesi”
La nave ora è ferma al porto di Livorno e di certo non tornerà più in Sardegna. L’armatore (Anek) ha già nominato un’agenzia raccomandataria per le incombenze amministrative. Ma i problemi non finiscono qui. Si sono vissuti momenti di tensione a bordo del traghetto, a Livorno, il cui equipaggio italiano imbarcato, circa 43 persone, lamentava il mancato pagamento della mensilità di agosto e il saldo di luglio. Gli animi si sono scaldati ed è stato richiesto l’intervento di due pattuglie della Polmare. La situazione si è tranquillizzata quando, dietro minaccia di sequestro conservativo della nave avanzata dall’Itf (il sindacato internazionale dei trasporti) sono arrivate dall’armatore greco assicurazioni sul versamento degli stipendi. A bordo della nave sono saliti anche gli ispettori della Capitaneria di porto livornese e la sanità marittima per verificare le condizioni igienico sanitarie della nave a seguito della denuncia dell’equipaggio italiano.