Dopo il sì di Hamas, arriva anche quello di Israele che accetta il nuovo cessate il fuoco di 72 ore proposto dall’Egitto. Sarà tregua quindi dalla mezzanotte di domenica (ora italiana) alla stessa ora di mercoledì 13 agosto. L’obiettivo resta invariata: portate avanti i negoziati per permettere la fine del conflitto. In accordo con la linea dettata dal premier Benjamin Netanyahu di trattare solo se sarà fermato il lancio di razzi sullo stato ebraico, una delegazione israeliana andrà al Cairo solo se il cessate il fuoco sarà “pienamente” rispettato. Sugli accordi, fermo il leader politico di Hamas Khaled Meshaal: “Una tregua duratura deve portare alla revoca del blocco alla Striscia di Gaza”.

Una mattinata di violenze
In attesa che i negoziati al Cairo riprendano, il conflitto ha  ripreso ad infiammare la Striscia di Gaza, seppur con minore intensità rispetto alle ultime tre settimane. Israele prosegue le operazioni militari bloccando due missili lanciati da Hamas. Dopo gli attacchi di sabato che hanno provocato almeno sette vittime, altre tre persone sono morte nella notte nella Striscia, secondo fonti locali palestinesi. Tra le vittime anche un ragazzo di 12 anni. Lo hanno riferito funzionari di Gaza, aggiungendo che altre 4 persone sono rimaste ferite. A Bani Suheila una donna è stata uccisa e 8 membri di una famiglia sono rimasti feriti da un attacco ad un’abitazione. Un uomo è stato ucciso in un attacco separato, che ha colpito una casa nel campo profughi Jabaliya, secondo le fonti palestinesi. Cannonieri della marina militare hanno inoltre aperto il fuoco contro il porto di Gaza, e si sono sviluppati degli incendi nel palazzo dove i pescatori ripongono le proprie attrezzature, secondo quanto ha riferito la polizia. Il numero dei morti dall’inizio del conflitto supera i 1.900

Israele si scusa per l’uccisione del 12enne
L’esercito israeliano si è scusato per la morte del ragazzino palestinese di 12 anni ucciso nel corso di un’operazione avvenuta nel campo profughi di al-Fawwar, vicino a Hebron, in Cisgiordania. In una nota citata dai media locali, le forze israeliane hanno ammesso di aver aperto il fuoco e che il bambino è stato ucciso. Sul caso è stato aperta un’inchiesta da parte della Divisione criminale militare.  

Unrwa: “Fine del blocco a Gaza”
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, che ha chiesto che venga posta fine all’embargo israeliano in vigore da sette anni sulla Striscia di Gaza. Va trovata una soluzione politica al conflitto, ha aggiunto l’Unrwa, e avviata la ricostruzione dell’enclave palestinese. “Non possiamo ricostruire Gaza con le mani legate dietro la schiena – ha detto il portavoce dell’Unrwa Chris Gunness – L’embargo deve finire. Dobbiamo occuparci solo della questione umanitaria. Tutti coloro che sono direttamente o indirettamente responsabili della carneficina e della distruzione devono impegnarsi”.

L’appello di Papa Francesco
Rivolto ai fedeli in piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato l’assedio di Gaza, dove “dopo una tregua è ripresa la guerra, che miete vittime innocenti e non fa che peggiorare il conflitto tra israeliani e palestinesi”. Nel mezzo del suo appello, poi, fa una lunga pausa di preghiera silenziosa, dopo aver invitato la piazza a pregare con lui.