È ripreso questa mattina il lancio di razzi da Gaza contro Israele. Dopo circa dieci ore di calma, si è tornanti nel pieno della violenza del conflitto. L’esercito israeliano ha comunicato di avere colpito nella notte oltre 30 obiettivi militari, dopo il continuo lancio di razzi avvenuto nella giornata di venerdì. Solo oggi, sono cinque i palestinesi uccisi dai raid condotti dall’aviazione israeliana. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Sanità palestinese a Gaza. Altri dieci persone sarebbero state ferite durante i bombardamenti a case, moschee e scuole di questa mattina. Sul fronte opposto, le sirene di allarme sono risuonate in vari centri abitati dello Stato ebraico, ma non risultano danni o feriti. Salgono così a 1.904 le vittime palestinesi dell’ultimo mese, mentre 9.800 i feriti della Striscia. Sono invece almeno 64 i soldati di Tel Aviv che sono rimasti uccisi negli scontri con uomini armati palestinesi a Gaza. Tre i civili israeliani che sono stati uccisi per il lancio di razzi da parte di Hamas. 

Continuano i raid: bombe su campo profughi
Tra le vittime palestinesi, due persone sono state uccise da un raid mentre erano a bordo di una moto nel campo profughi di al-Mughazi nella Striscia di Gaza centrale, hanno spiegato fonti locali. L’esercito israeliano, ha confermato la morte delle due persone, aggiungendo però che erano “militanti di una fazione palestinese”. Altri tre palestinesi sono stati estratti dalle macerie di una moschea bombardata sempre oggi dalle forze israeliane, nel campo profughi di al-Nusairat. L’esercito israeliano ha fatto sapere che durante la notte scorsa sono stati circa 33 gli ”obiettivi” colpiti nella Striscia. Inoltre il portavoce militare – citato dai media – ha confermato che due uomini sono stati uccisi a bordo di una motocicletta in un campo profughi nel centro della Striscia e che i due erano “militanti di una fazione palestinese”. In serata almeno due persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano contro un’automobile a Rafah, nel sud della Striscia. Lo afferma il ministero della Sanità a Gaza. Sale così a sette il numero di palestinesi rimasti uccisi oggi.

Trattative al Cairo, Israele non c’è: “Fermate lancio di razzi”
Le trattative in corso al Cairo tra egiziani e fazioni palestinesi sono puntate per ora esclusivamente a ripristinare il cessate il fuoco terminato venerdì scorso. Lo ha detto una fonte israeliana confermando che Israele non parteciperà al tavolo negoziale se non si fermerà il lancio di razzi. Secondo la fonte – citata da Haaretz – gli egiziani stanno cercando in effetti di raggiungere un’intesa tra Hamas e le altre fazioni in modo da interrompere proprio il lancio dei razzi e far ripartire i colloqui. “Non ci saranno concessioni a Israele, la resistenza continua”, ha fatto sapere Hamas, sfidando i tentativi internazionali di ottenere un nuovo cessate il fuoco: “Non torneremo indietro, la resistenza continuerà”.

Scambio di accuse dopo la tregua di 72 ore
Torna alta la tensione nella Striscia, dopo che è stata interrotta la tregua di 72 ore per consentire i colloqui indiretti al Cairo e fermare in modo duraturo i combattimenti. Restano le accuse reciproche sul motivo per il quale è stato rotto il cessate il fuoco proposta dall’Egitto. Per l’esercito israeliano, “i terroristi hanno violato la tregua” e tre ore prima dello scadere dei tre giorni di negoziati egiziani, diversi razzi sono stati lanciati da Gaza contro Israele. Di lì a poco, sono ripresi i raid dell’esercito di Tel Aviv su tutta la Striscia. Sul fronte opposto, Hamas ha negato di aver lanciato razzi contro lo Stato ebraico prima della fine della tregua. L’esponente dell’ufficio politico di Hamas, Izzat al Risheq, ha invece accusato la delegazione di Gerusalemme di essere “responsabile del mancato accordo per un cessate il fuoco”, sostenendo che i palestinesi al Cairo “non hanno avuto alcuna risposta” alle richieste avanzate tramite la mediazione egiziana. 

Manifestazione in Cisgiordania: morto palestinese ferito dall’esercito
Un giovane palestinese ferito venerdì sotto i colpi dell’esercito israeliano durante una manifestazione a Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata, è morto per le ferite riportate. Lo riferiscono fonti mediche palestinesi. “Nader Edriss, 22 anni – hanno fatto sapere – è morto sabato mattina all’ospedale al-Mizan di Hebron” per un colpo al petto. Un altro giovane, di 29 anni, era stato colpito durante la manifestazione e decine di manifestanti erano rimasti feriti. Secondo l’esercito israeliano, 300 manifestanti hanno attaccato dei soldati tirando loro pneumatici incendiati e lanciando Molotov e pietre. “I soldati hanno risposto con armi antisommossa, tra cui alcuni fucili”, ha riferito un portavoce. Circa duemila le persone che hanno sfilato a Hebron, agitando le bandiere di Hamas. Sempre venerdì, un altro ragazzo palestinese di 19 anni era stato ucciso negli scontri avvenuti vicino alla colonia di Psagot, tra Gerusalemme e Ramallah