Le mie simpatie per Renzi vanno a corrente alternata, ma ciò non dipende da volubilità o da superficialità nell’esame del personaggio, ma dalla sua linea politica, che è come una moneta: ha due facce. Sì, proprio due facce, la faccia con la quale si presenta a tutti e quella con la quale fa più o meno nascostamente gli accordi politici.

La prima faccia è quella che piace al grande pubblico e che lui usa per conquistarsi i voti. Simpatia, battute spiritose e intelligenti anche di fronte alle critiche, risposta pronta, buona memoria e buona conoscenza di tutte le non facili problematiche di cui si deve occupare un presidente del Consiglio.   

E’ la stessa faccia con la quale, tra il plauso di moltissimi italiani, ha inaugurato il semestre italiano in Europa rivendicando una politica più attenta alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro. In un momento di crisi nera come quella conosciuta dall’Italia negli ultimi tre anni, chi in Italia poteva non essere d’accordo con lui?

La seconda è quella che gli ha consentito di realizzare la sua strepitosa carriera politica. Il suo “pragmatismo” arriva spesso a vero e proprio cinismo, e lo si è visto chiaramente nel modo in cui ha disarcionato dalla poltrona di primo ministro il collega e “compagno” di partito Enrico Letta per mettersi al suo posto.

Ma il suo passo più cinicamente pragmatico lo aveva già compiuto poche settimane prima quando, a gennaio, fresco di nomina a segretario del suo partito ha colto tutti di sorpresa stipulando nientemeno che con l’“odiato” Berlusconi, il famigerato “Patto del Nazareno” (dal nome della via dove ha sede il Partito Democratico). Un patto cui, adesso che  lo si può vedere in interezza e chiarezza, si può dare solo la definizione di “scellerato”.

Ma Renzi, al momento di stringere quell’accordo, di cui non disse in dettaglio quasi niente, lo presentò con tutta la sua capacità affabulatoria, nascondendo abilmente la gravità del suo contenuto dietro il suo magico e ipnotizzatore pragmatismo schiacciasassi. Lo si può agevolmente vedere nella dichiarazione rilasciata quella sera al termine dell’incontro con Berlusconi: “profonda sintonia” col Cavaliere per “una legge elettorale verso un modello che favorisca la governabilità, il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli“. Quello che sta eliminando invero non è solo il potere di ricatto, ma proprio i partitini tout court… insieme alla la possibilità di vivere in una democrazia compiuta.

Ma questo sembra essere per Renzi un dettaglio poco influente. Lui in un colpo solo ha preso tre “piccioni” con una fava, ovvero si è conquistato l’alleanza di Berlusconi garantendogli quello che Berlusconi voleva (senza precisare cosa) e si è così spianato anche la strada per la conquista di Palazzo Chigi e l’imminente presidenza italiana del semestre europeo, iniziata il primo luglio.

La “fava” con cui Renzi ha ottenuto l’alleanza di Berlusconi è contenuta nello sciagurato pacchetto di riforme che ora lui e la sua gasatissima ma inesperta ministra per le Riforme si prefiggono di imporre al popolo italiano (più che al Parlamento, che come sappiamo è un Parlamento di “nominati” quindi in larga parte costituito da “soldatini” degli stessi Renzi e Berlusconi).

E’ superfluo che io stia qui a descrivere una per una le riforme scellerate che gli alleati Renzi e Berlusconi vogliono imporre all’Italia affossando per sempre ogni residua parvenza di reale democrazia al nostro paese, basta leggere lo straordinario, per chiarezza, sintesi e onestà intellettuale, articolo di Marco TravaglioPatto Renzi-Berlusconi, il modello ‘super-premier’ senza opposizione” per rendersi conto di ciò che veramente “bolle in pentola”. Ovvero della inaudita violenza che la nostra povera democrazia starebbe per subire se non si riesce a fermare per tempo l’insieme di queste scellerate riforme.

Non è casuale la fretta con cui Renzi e Berlusconi si prefiggono di far approvare dal Parlamento l’“Italicum” e gli altri spropositi istituzionali proprio prima della pausa estiva. E’ la stesa tecnica delle svalutazioni monetarie: per riuscire bene nello scopo bisogna prendere la gente di sorpresa, quando l’attenzione è allentata. Non è esattamente una tecnica da galantuomini, ma di solito funziona.

Caro Renzi, quando gliele canti alla Merkel piaci alla gente, ma il tuo Italicum e le altre riforme istituzionali sono degli autentici emetici per chiunque ami almeno un poco la vera democrazia. Sei un giovane intelligente e sei pragmatico, adesso quindi è il momento di fermarti, buttare a mare queste riforme insieme a quelli che le vogliono, e cominciare a lavorare sul serio per la democrazia, non per il pattume partitocratico.

Dallas, Texas