Dal Giglio arriva ancora la notizia di un rinvio per la partenza della Concordia: la nave lascerà l’isola mercoledì 23 luglio per il porto di Genova. La decisione, secondo quanto si apprende, sarebbe legata ai ritardi delle operazioni di rigalleggiamento. “C’è qualche lavoro da finire, sono rifiniture, che possono essere terminate in giornata o in nottata”, ha detto Sergio Girotto, project manager per Micoperi, parlando della Concordia. Le operazioni di rigalleggiamento della nave continuano nonostante il forte vento e durante la notte la nave è emersa di quasi 11 metri. Restano quindi ancora circa 3 metri per raggiungere il pescaggio finale. Il cassone S4 ha quasi raggiunto la sua posizione, mentre restano da abbassare i cassoni S5 e S14 prima che la nave possa partire per il suo ultimo viaggio. “Il nostro obiettivo è l’emersione di 17,5 metri ed è possibile farlo” ha affermato Franco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione della Costa Concordia. 

Il primo cittadino del Giglio Sergio Ortelli ha espresso in conferenza stampa la sua preoccupazione, dichiarando una certa “irritazione per lo slittamento e il rinvio della partenza della Costa Concordia”.  Il sindaco ha aggiunto in merito che “il ritardo è un fatto di cui prendiamo atto e cerchiamo di farcene una ragione” ma pur comprendendo le difficoltà tecniche, “la nostra apprensione e quella dei cittadini rimane alta”. Il capo della protezione civile Franco Gabrielli ribatte alle dichiarazioni di Ortelli: “il meteo ha avuto un’incidenza”, la partenza del relitto non avverrà nelle prossime ore perché “questa notte ci saranno venti a trenta nodi”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche la direzione di Costa Crociere, che fa sapere “Siamo certi di arrivare a Genova domenica”. Lo ha detto l’amministrazione delegato Michael Thamm, sottolineando che “questa operazione non ha precedenti” e l’importante è “arrivare a Genova nella massima sicurezza e senza errori”. Il comune fa sapere con una nota che “Le attività di manovra del relitto avranno luogo a partire dalle ore 8.30 del mattino, dopo l’arrivo del primo traghetto da Porto Santo Stefano, dopo si renderà necessario interrompere il traffico dei traghetti per un periodo presunto di circa 4-6 ore. Non appena saranno concluse le operazioni davanti alla costa saranno riattivate le corse secondo il normale orario stagionale”.  Ci potrebbero essere variazioni dovute a esigenze operative o legate al meteo e viene confermato, come su indicazione di Arpat, “il divieto di balneazione per la durata delle operazioni nella spiaggia in prossimità del Demòs Hotel. Una volta terminate le operazioni, sarà ripresa ogni attività”.

“Il trasferimento è complesso e per cinque giorni presenta pericoli”, ma “per ogni pericolo è stata predisposta una risposta efficace. Sono state prese precauzioni lungo il percorso, soprattutto per le sostanze contenute nello scafo: solfuri, rame, ftalati, idrocarburi pesanti e tensioattivi anionici. Sarà tutto smaltito in sicurezza”. Lo assicura il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in un’intervista alla Stampa. Il recupero della Concordia pone una luce su quella che è non solo la competenza, ma anche la preparazione dei nostri ingegneri navali. “Stiamo parlando di figure professionali richieste dal mercato del lavoro, nazionale e internazionale” dice Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri italiani. “Finora sta andando tutto bene nonostante i soliti imprevisti del maltempo. Chi gestisce le operazioni ha tutti i margini per portare il tutto a buon fine”.