L’ultimo saluto a Ciro Esposito verrà dato a Scampia. E’ qui, nel popolare quartiere napoletano, che il giovane tifoso partenopeo abitava. Ed è qui, Piazza Grandi Eventi, che viene celebrato il funerale di rito evangelico del 28enne colpito da uno sparo il 3 maggio scorso prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, che venne preceduta da violenti scontri. Ciro è rimasto in bilico tra la vita e la morte per 50 giorni per quel colpo di pistola sparato, secondo gli investigatori, dall’ultrà romanista Daniele De Santis. Ma il 25 giugno, i medici non hanno potuto fare altro che decretarne la morte.

Oggi Napoli lo vuole ricordare, in silenzio. Lo dice chiaramente la mamma di Ciro alle migliaia di persone che si sono radunate nel cuore del quartiere: ”Per favore, è il momento della preghiera. Un po’ di silenzio e di raccoglimento”. Aggiungendo che “io e mio figlio abbiamo pregato, e dopo la preghiera, su di noi è scesa la pace”, ha detto la donna che ha poi lanciato un appello ai tanti presenti: “Che il suo sacrificio non sia vano e possa portare pace, gioia e amore”.


Poco prima delle 16 quando il feretro è arrivato dalla camera ardente, la piazza che da oggi porta il nome di Ciro era diventata un piccolo stadio con migliaia di persone. Applausi e poi cori in omaggio al ragazzo. Da uno degli accessi numerosi tifosi, rappresentanti di molte squadre di calcio, hanno srotolato un lungo striscione con la scritta: “La Napoli ultrà con un degno figlio degli ultrà. ciao Eroe“. Firmato Curva A e Curva B. Anche Gennaro De Tommaso, detto Genny ‘a carogna, ha voluto rendere omaggio al tifoso.

La fidanzata del 28enne, Simona, è apparsa commossa ma ferma: “Sotterrate la violenza, non facciamo che accada ancora ad altri giovani”. “Basta con la violenza perché così Ciro lo uccidete due volte”. Perché a volere la sua morte “non è stato Dio – ha continuato la ragazza – tutto questo è successo a causa di coloro che non hanno Dio nel cuore”. Presente al funerale anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha rivolto un pensiero alla mamma del ragazzo che “è il simbolo della città di Napoli”, e ha ricordato la “compostezza e la dignità” con cui la famiglia ha vissuto questa tragedia.

Poi a prendere la parola è stato il pastore che ha iniziato il rito funebre evangelico: “Ragazzi non siate animati da sentimenti di odio e di vendetta, momenti così non accadano in alcun posto di Italia”. “Non deve accadere mai più che la vita di un giovane venga stroncata brutalmente. Mi rivolgo a tutte le tifoserie d’Italia – ha continuato – allo stadio portate sciarpe, bandiere, fischietti, trombe non coltelli, spranghe e pistole. Che Dio vi benedica”.

Intorno alle 17, dopo un’ora dall’inizio, il funerale si è concluso con le note della canzone “I ragazzi della curva B” cantata da Nino D’Angelo seguito in coro dalle migliaia di partecipanti.