Sono giornate burrascose a Concordia sulla Secchia, cuore della Bassa emiliana, la stessa zona colpita giusto due anni fa da due terribili terremoti. Qualche giorno fa il nome della cooperativa rossa locale, la CPL, 110 anni di storia gloriosa, un vero gigante nel settore energetico con ramificazioni e affari in tutta Italia e nel mondo, era finito coinvolto nella vicenda giudiziaria del Policlinico di Modena, al centro di una inchiesta dei Nas su presunti appalti pilotati. Ma ora c’è dell’altro: il nome dell’azienda emiliana spunta infatti da altre carte ancora più scottanti. Il boss casalese recentemente pentito, Antonio Iovine, detto ‘o ninno, in una delle prime testimonianze rese davanti ai pm della direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha tirato fuori proprio il nome della Cpl Concordia.

Il 20 maggio scorso, in un interrogatorio andato avanti per tutta la giornata davanti al sostituto procuratore Antonio Ardituro, Iovine a un certo punto ha parlato dei rapporti tra le cosche e gli imprenditori. E qui è spuntato il nome della coop rossa emiliana: “Devo dire che noi abbiamo trovato terreno fertile con le imprese, anche grandi, che venivano da fuori zona e prendevano appalti. Quando ci siamo presentati per esempio a trattare con la Concordia per la realizzazione della rete del gas, abbiamo trovato facilmente un accordo nell’interesse di tutti”. Il riferimento da parte del pentito è probabilmente a uno degli appalti che da diversi anni hanno portato la CPL a distribuire il proprio gas in quelle zone. La coop Cpl è talmente forte e ramificata nelle zone del casertano (è presente tra gli altri posti a Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa), ma anche in Calabria e in Sicilia da avere aperto una società ad hoc, la Cpl Distribuzione, deputata solo a gestire i bacini meridionali. Un territorio minato dalla criminalità organizzata, dove però, a sentire il boss pentito, Cpl avrebbe fatto ben poco per opporsi al sistema: “Dico che la Concordia poteva scegliere di denunciarci – ha spiegato Iovine ai magistrati – oppure poteva rinunciare a quell’appalto per non scendere a compromessi con la camorra”. Poi Iovine durante l’interrogatorio si rivolge al pm: “Mi chiede che cosa sarebbe accaduto se la Concordia avesse deciso di non accettare quell’accordo e di denunciare alle forze di polizia la nostra richiesta di subappalto. Le rispondo che non c’è dubbio che il clan avrebbe reagito male, sia bloccando i cantieri sia provando a intervenire sui sindaci dei rispettivi comuni. Del resto in quel caso io ritengo che la Concordia abbia fatto un accordo a monte con Piccolo Antonio, uomo di Zagaria”.

Ma non è tutto. Il 7 giugno scorso, Iovine è tornato a parlare. Questa volta in aula, in un processo pubblico, quello contro il consigliere regionale Enrico Fabozzi, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Questa volta non ci sono, come nelle carte degli interrogatori di maggio, degli omissis. I fatti sarebbero gli stessi, ma Iovine, nella sua deposizione in video-conferenza, riportata per iscritto dal quotidiano online Casertace net, li contestualizza: “La metanizzazione riguardava i comuni di San Marcellino, Frignano, Villa Literno, Casapesenna, Casal di Principe, San Cipriano e Villa di Briano. Ci fu un accordo con la Concordia, una società di Modena. Poi decidemmo i subappalti”. Poi il boss conclude: “Io mi accordai (…) per 10 euro al metro per un guadagno di circa 300 mila euro. Questi lavori risalgono al 2002-2003 e durarono qualche anno”.

“Non abbiamo mai conosciuto né il signor Iovine né i suoi affiliati”, rispondono, interpellati da ilfattoquotidiano.it, da Cpl Concordia. “Lavoriamo in Campania dagli anni ottanta, dove abbiamo seguito il progetto di sviluppo della metanizzazione. Tra questi ci sono anche i metanodotti per le isole di Ischia e Procida, ma anche Corleone in Sicilia e altri comuni del sud. Noi riceviamo dai comuni la concessione per la costruzione delle reti, poi affidiamo la costruzione a un appaltatore in regola con le certificazioni tecniche e quelle antimafia. Questo anche nei casi di cui parla Iovine”, proseguono fonti ufficiali della coop che poi spiegano: “Noi abbiamo a che fare con gli appaltatori che, di solito in tutta Italia, scegliamo del posto; non abbiamo a che fare con i subappaltatori. In quella zona noi tra l’altro siamo ancora gestori”. Poi dalla sede di Cpl Concordia ricordano un fatto: “Questi comuni in questione erano rimasti fuori dai progetti di metanizzazione perché considerati a rischio di criminalità: una delle persone che convinse il nostro presidente a spendersi per questi centri fu Lorenzo Diana”.

E qui va aperta una parentesi. Per anni senatore dei Democratici di sinistra, ex membro della commissione Antimafia, Premio Borsellino 2008, minacciato dai Casalesi e sotto scorta da anni, Lorenzo Diana è finito anch’egli nei verbali del neo-pentito Iovine: “Per esempio a San Cipriano – ha spiegato o’ ninno il 20 maggio ai pm – una persona come Lorenzo Diana, che pure ha svolto un azione politica dura di contrasto alla criminalità organizzata facendo parte anche della Commissione Antimafia, ha permesso che noi continuassimo ad avere questi appalti anche quando erano sindaci Lorenzo Cristiano è Reccia Angelo della sua stessa parte politica”. Lorenzo Diana aveva risposto a stretto giro: “Iovine è stato uno dei capi che ha emesso una sentenza di morte nei miei confronti perché davo troppo fastidio alla Camorra e ora sostiene che io l’abbia lasciato fare?”.

*Riceviamo e pubblichiamo la seguente richiesta di rettifica:

“Spett.le Redazione de Il Fatto Quotidiano.it in relazione all’articolo dal titolo “Camorra, il pentito Iovine attacca la coop rossa Cpl Concordia: “poteva denunciarci”, a firma di David Marceddu, pubblicato sulla vs testata on line lo scorso 10 giugno, la società CPL CONCORDIA Soc. Coop. richiede, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (Legge 8 febbraio 1948, n. 47 e successive modifiche), la pubblicazione in versione integrale della seguente rettifica: “In riferimento all’articolo “Camorra, il pentito Iovine attacca la coop rossa Cpl Concordia: “poteva denunciarci”, la nostra società ritiene doveroso specificare quanto segue. Siamo di fronte alle dichiarazioni (peraltro diffuse illegalmente) di un pentito, che devono ancora essere sottoposte al vaglio e verifica degli inquirenti. L’articolista, in un passaggio in cui cita la deposizione del pentito sulla metanizzazione, riporta in seguente passaggio: “La metanizzazione riguardava i comuni di San Marcellino, Frignano, Villa Literno, Casapesenna, Casal di Principe, San Cipriano e Villa di Briano. Ci fu un accordo con la Concordia, una società di Modena. Poi decidemmo i subappalti”. Poi il boss conclude: “Io mi accordai (…) per 10 euro al metro per un guadagno di circa 300 mila euro….” Con l’espediente, in questo caso scorretto, delle parentesi si lascia intendere che Iovine si sia accordato con “la Concordia”, il che è assolutamente falso, poiché nel testo integrale apparso sugli organi di stampa si dice “Io mi accordai con Di Tella per 10 euro al metro…”. E Di Tella non è in alcun modo riferibile a CPL CONCORDIA. La nostra impresa lavora in Campania (e più ampiamente nel Sud Italia) fin dagli anni ’80, ed ha realizzato le reti gas in oltre 150 comuni, dando lavoro e prospettive a centinaia di giovani del territorio. Dalla fine degli anni ’90 CPL CONCORDIA ha acquisito il Bacino Campania 30 come concessionario di pubblico servizio: la nostra azienda cioè ha acquisito la concessione di costruzione e successiva gestione delle reti gas dai comuni interessati a questa importante infrastruttura. Per i lavori, come è sua prassi in tutta Italia, CPL ha privilegiato le manovalanze locali, scegliendo esclusivamente appaltatori in possesso delle necessarie certificazioni antimafia e qualifiche richieste per svolgere le attività di metanizzazione. Non ha avuto a che fare con subappaltatori che notoriamente sono gestiti dagli appaltatori. Da ultimo ribadiamo che fra coloro che negli anni hanno sollecitato il nostro intervento per lo sviluppo del difficile territorio campano è stato Lorenzo Diana, senatore della Repubblica e Segretario della Commissione Parlamentare Antimafia, il quale ha partecipato più volte alle assemblee di CPL CONCORDIA, vive dal 1994 sotto scorta ed è uno dei pochi politici citati da Roberto Saviano in “Gomorra” come persona fortemente impegnata nella lotta alle mafie. In difetto di Vostri adempimenti in merito alla pubblicazione della presente rettifica, la Società CPL CONCORDIA si riserva di valutare il ricorso alle vie legali per tutelare la propria onorabilità e operato. In attesa di Vs riscontro in merito, porgiamo distinti saluti. Ufficio Legale CPL CONCORDIA Soc. Coop

Questo il virgolettato completo: “La metanizzazione riguardava i comuni di San Marcellino, Frignano, Villa Literno, Casapesenna, Casal di Principe, San Cipriano e Villa di Briano. Ci fu un accordo con la Concordia, una società di Modena. Poi – ha dichiarato Iovine – decidemmo i subappalti. A Casale e a Villa Literno per il subappalto c’era Claudio Schiavone, a Casapesenna e a Villa di Briano Antonio Piccolo, a S. Cipriano Pietro Pirozzi e a Frignano DI Tella. Io mi accordati con Di Tella per 10 euro al metro per un guadagno di circa 300 mila euro. Questi lavori risalgono al 2002-2003 e durarono qualche anno”.

aggiornato da redazione web l’11 giugno 2014 alle ore 17