Il deputato nazionale del Partito democratico, Maria Tindara Gullo, è stata rinviata a giudizio insieme ad altre 92 persone imputate a vario titolo di falso in atto pubblico, voto di scambio, e truffa a danni dello Stato. Gullo, imputata di falso ideologico per cambio di residenza, è stata coinvolta nell’inchiesta “Fake” condotta dalla polizia di Patti (Messina) del marzo 2011.

Il deputato è figlia è dell’ex vicesindaco di Patti, Francesco, anche lui rinviato a giudizio, e cugina di Luigi Gullo, che nel 2011 era candidato a sindaco di Patti e che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Gullo, inoltre, è da sempre vicina a vicina al parlamentare Francantonio Genovese recentemente arrestato per un’inchiesta sui fondi della formazione professionale.

Tra gli altri che dovranno affrontare il processo, dopo la decisione del gup Maria Giuseppa Scolaro, c’è l’ex vice comandante della polizia municipale Carmelo Lembo, gli ex consiglieri comunali Alessio Arlotta e Nicola Campana, l’imprenditore Carmelo Campana, i consiglieri comunali Domenico Pontillo, Filippo Tripoli e Pasqualino La Macchia, l’imprenditore Michele Cappadona, e il geometra Raffaele Aliberto, ritenuti facenti parte di un’associazione per la commissione di reati di falso in atto pubblico e in materia elettorale, al fine di consentire la raccolta di voti per sostenere la candidatura a sindaco di Luigi Gullo.

Cinque imputati (Giovanni Franchina, Daniela Tumeo, Maria Alessandra Tumeo, Katia Marabello e Michela La Cauza) sono stati prosciolti “perché il fatto non sussiste“.