“Il voto che ha decretato l’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar è da rifare”. A dirlo il vicepresidente della Fifa Jim Boyce, dopo che il Sunday Times oggi (domenica primo giugno) è uscito in prima pagina con i risultati di un’inchiesta che dimostrano il mare di corruzione, tangenti e fondi neri che ha decretato la vittoria dell’emirato mediorientale. Parole pesantissime, arrivate a dieci giorni dall’inizio dei Mondiali di Brasile 2014 e che seguono di due settimane quelle di Sepp Blatter – il boss della Fifa, uno che non parla mai a caso – che aveva annunciato la sua ricandidatura e detto che forse, magari, era stato sbagliato assegnare il Mondiale del 2022 al Qatar. Parole che spalancano una voragine politica nella lunga campagna elettorale che porterà nel giugno 2015 all’elezione del nuovo presidente della Fifa, con candidati lo stesso Blatter e il convitato di pietra Michel Platini, cui questa storia potrebbe alla fine ritorcersi contro.

Andiamo con ordine. Oggi il Sunday Times scrive di essere in possesso di “centinaia di milioni di documenti segreti, tra email, lettere e trasferimenti bancari” che dimostrano che l’ex vicepresidente della Fifa, ex delegato Fifa per il Qatar, ed ex boss della federazione asiatica Mohamed Bin Hammam avrebbe pagato mazzette per oltre 5 milioni di dollari, soprattutto a votanti africani, per fare vincere il Qatar nell’assemblea del dicembre 2010. Si tratta di pagamenti diretti, a famigliari dei delegati, o di veri e propri conti segreti su cui erano fatti transitare i soldi. Non è la prima accusa nel merito, anzi. Lo stesso Bin Hammam, insieme al suo omologo della federazione centro americana Jack Warner, anche lui pesantemente tirato in mezzo dalle rivelazioni del Sunday Times, si erano già dovuti dimettere per corruzione proprio all’indomani della scelta della Fifa di assegnare i Mondiali al Qatar.

Ma dopo le parole di Blatter, quelle di Boyce suonano come una pietra tombale. “Come membro del Comitato Esecutivo della Fifa, assicuro che ogni prova di corruzione all’interno dell’organismo sarà trasmessa a Michael Garcia (il superprocuratore che sta indagando sulla vicenda, ndr.) cui spetta redigere il rapporto definitivo – ha detto oggi il vicepresidente della Fifa -. E se sarà dimostrato che è successo qualcosa, io sarò il primo a battermi perché ci sia una nuova votazione per assegnare il Mondiale del 2022”. E qui veniamo ai retroscena. Che l’assegnazione della Coppa del Mondo al Qatar puzzasse di marcio era stato chiaro fin dal giorno dopo, con accuse e controaccuse che hanno portato a un’immediata interrogazione parlamentare in Gran Bretagna, e a una serie di indagini che hanno coinvolto anche l’Fbi e che hanno portato già all’arresto o alle dimissioni di molti pezzi grossi del mondo del calcio. 

Curioso notare come i due mammasantissima a essere saltati, Bin Hammam e Jack Warner, erano ex alleati di Blatter che avevano deciso di contrastarlo nell’elezione a presidente della Fifa del 2011. Spazzati via quelli, e ottenuto vittoriosamente il suo quarto mandato, ecco che ora Blatter il mese scorso decide di candidarsi per il quinto mandato consecutivo in vista delle elezioni del 2015. E quando annuncia la sua candidatura per la prima volta ammette che è stato uno sbaglio assegnare i Mondiali del 2022 al Qatar – “per il caldo” – e accusa il governo francese di “pressioni”. E dal governo francese al presidente della Uefa Michel Platini il passo è breve. A candidarsi per il 2015 avrebbero dovuto infatti essere l’attuale vicepresidente Jeffrey Webb e l’ex segretario generale Jerome Champagne, ma era un segreto di Pulcinella che in realtà a sfidarsi sarebbero stati proprio Blatter e Platini: ex delfino di Blatter che proprio nel 2011 non si era candidato in cambio della promessa di successione.

Ma adesso tutto e cambiato, e tra i due è guerra aperta. E il Qatar ne è il banco di prova. Sono infatti noti i legami tra Platini e l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani: dalla famosa cena all’Eliseo in compagnia di Sarkozy alla vigilia dell’assegnazione dei Mondiali del 2022, al potente ingresso del Qatar nel calcio francese attraverso l’acquisto del Psg e i diritti televisivi del network qatariota Al Jazeera, fino all’assunzione del figlio di Platini da parte di una controllata della Qatar Sport Investments (QSI), il fondo che sovraintende a tutte queste operazioni. Per questo l’accenno di Blatter alla Francia non era stato casuale. La Fifa è un mostro che muove ogni anno miliardi di dollari. Per dire, il fatturato del 2013 è stato di 1,4 miliardi con un utile di 70 milioni e riserve che ammontano a un altro miliardo e passa. Ci sta che una battaglia per il suo controllo riesca a travolgere eventi come l’organizzazione di un Mondiale: per tutti un affare colossale da centinaia di milioni, per la Fifa una bazzecola.

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