Il segreto di una vita lunga e soddisfacente è racchiuso in una pratica che suscita ancora scandalo, soprattutto se pensata in chiave femminile: la masturbazione. A sostenere l’importanza del sesso fai-da-te è Betty Dodson, educatrice sessuale, artista e scrittrice americana, autrice di libri celebri in tutto il mondo. Il suo testo più famoso, diventato un bestseller, si intitola ‘Sex for one. Le gioie dell’autoerotismo’, e spiega le principali tecniche di stimolazione, i diversi usi dei sex toys e i modi per imparare a giocare con il proprio corpo in perfetta libertà, da sole o in compagnia.

All’età di 85 anni la Dodson, invece di ritirarsi dalle scene, ha deciso di tornare alla ribalta perché crede che sia necessario trasmettere il sapere accumulato in 50 anni di attività alle giovani generazioni che, a suo dire, non sono libere quanto quelle che hanno vissuto gli anni della rivoluzione sessuale. Così ha pensato di riproporre, a New York, dei laboratori di autoerotismo per le ragazze di oggi, con momenti teorici e pratici, sul modello dei workshop che faceva negli anni Settanta, per gruppi di una quindicina di persone a volta. In quel periodo, racconta al Guardian, “mi consideravo una femminista, ma mi sentivo fuori luogo nei gruppi di autocoscienza perché pensavo che il sesso fosse una questione prioritaria e politica e non privata come invece credevano altre attiviste tra cui Gloria Steinem”.

Il raggiungimento di una piena consapevolezza del proprio corpo ha richiesto tempo alla Dodson, come racconta nel memoir uscito nel 2010 dal titolo ‘My romantic love wars‘ (non tradotto in italiano). E anche una certa fatica. “Ero una romantica fissata con l’amore come voi tutte– dice al Guardian – E’ una malattia, non saprei come altro chiamarla”. Una deformazione mentale diretta discendente dall’idea disneyana del principe azzurro che la Dodson ha combattuto separandosi dal primo marito, incontrando un nuovo partner con cui ha trovato un’intesa sessuale intensa e aprendo la coppia all’esterno.

Ai suoi nuovi laboratori partecipano giovani donne disinvolte e alla moda. Si tratta soprattutto di ragazze che appartengono alla cosiddetta “quarta ondata femminista“, stanche dei discorsi sui diritti, convinte che la riscoperta del piacere passi dal corpo e che un orgasmo indipendente sia più interessante della lotta per gli asili nido. Nonostante le apparenze, però, una parte di queste donne non ha davvero confidenza col proprio corpo. Infatti, non sono poche le partecipanti che ammettono di non essere mai riuscite ad avere un orgasmo.

Dietro a questi freni c’è una sola grande causa, secondo la Dodson: l’idea romantica dell’amore. “E’ la droga peggiore del mondo e la causa delle nostre cattive decisioni durature”, spiega l’attivista che si definisce “eterosessuale, bisessuale, lesbica” e che non crede nella monogamia. “Ti sposi e il sesso finisce”. E rivela che il sesso migliore che abbia mai avuto nella vita è arrivato a 70 anni, quando ha fatto da trainer a un giovane under 30 che, dopo una decina d’anni, se n’è andato per la propria strada. Senza nessun rimpianto da entrambe le parti. “I giovani vanno lasciati andare – spiega la Dodson – non bisogna diventare come Hugh Hefner (il creatore dell’impero di Playboy, ndr)”.