Chi scrive, residente a Londra, ha rischiato, se solo fosse stato meno accorto, “la reclusione da uno a tre anni e la multa da euro 51 a euro 258”. Lo dice l’articolo 49 della legge 18 del 1979, che vieta di votare due volte per l’elezione dei membri del parlamento europeo, sia nel paese di cittadinanza che nel paese di residenza. Votare doppio, appunto, è un reato, previsto anche dalle norme comunitarie oltre che da quelle italiane. Eppure è un’opzione che è stata offerta, ieri, a molti cittadini italiani che abitano nel Regno Unito. I quali, per un difetto del sistema, si sono visti consegnare ieri – al momento del voto per le amministrative britanniche – anche la scheda per scegliere un candidato del Regno Unito al parlamento di Bruxelles, pur avendo optato, come da norma italiana, per l’elezione dei candidati italiani nei seggi predisposti dal consolato. Il fattoquotidiano.it ha raccolto più di un caso e fonti interne del consolato lo hanno confermato: “Immaginiamo sia successo più di una volta”. Il problema, spiega la rappresentanza italiana a Londra, è la “mancanza di comunicazione” fra le autorità britanniche e quelle del nostro Paese. Una falla nel sistema appunto, di fronte alla quale sono incappati ieri tanti connazionali che sono andati a votare alle amministrative britanniche avendo scelto di votare alle europee per uno dei partiti italiani.

Rischio di reato a parte – possibile soprattutto per elettori anziani e che magari non sono a conoscenza del divieto del voto doppio – è tuttavia difficile che si incappi in una sanzione. Come confermato al nostro giornale dal consolato, non esiste appunto modo di paragonare le liste elettorali italiane e quelle britanniche, anche considerando che la cancellazione da quelle del Regno Unito dovrebbe essere automatica, almeno in teoria, nel caso si scelga di votare per candidati italiani. Il Regno Unito, come tutti gli altri paesi europei, consente ai cittadini comunitari di scegliere di votare alle elezioni per quei 73 seggi del parlamento di Bruxelles spettanti a Londra. Inoltre, consente di esprimere la preferenza anche ai cittadini del Commonwealth e delle dipendenze della corona inglese regolarmente residenti sul suo territorio.

I casi riportati dal fattoquotidiano.it al momento riguardano il Council di Haringey, nel nord di Londra, dove appunto – come in tutti gli altri Comuni della Grande Londra – si votava anche per il rinnovo delle cariche dei consiglieri locali. Per quanto riguarda le europee, tantissimi nostri connazionali voteranno tra la sera del 23 maggio e la mattina del 24 – in oltre 75 sezioni in Inghilterra e Galles (Scozia e Irlanda del Nord hanno una gestione a parte regolata dal consolato di Edimburgo). Circa 189mila persone di cittadinanza italiana hanno diritto al voto fra Londra e Cardiff, anche se la partecipazione degli italiani all’estero alle elezioni per il parlamento di Bruxelles di solito è bassa (alle ultime europee, nel Regno Unito si espresse il 5%).

I voti degli stranieri, nel Regno Unito, fanno del resto comodo, in un paese dove la corsa al voto è sempre molto bassa e che a questa ultima tornata del 22 maggio ha superato di poco il 35%. Una certa “ambiguità” nella gestione dei registri elettorali, quindi, non stupisce più di tanto, anche se appunto è più probabile che la ragione principale resti la mancanza di comunicazione e di scambio di informazioni fra le diverse autorità. Le regole diffuse dall’Aire, il registro degli italiani residenti all’estero sono poi chiare: “I cittadini italiani che sono permanentemente residenti in Inghilterra/Galles e iscritti all’Aire e che non hanno optato per il voto a favore dei candidati locali saranno ammessi al voto per i candidati italiani senza necessità di presentare alcuna dichiarazione”. Ricevere la doppia scheda, quindi, è una possibilità concreta, considerando il mancato canale di scambio fra Italia e Regno Unito, anche se è difficile fare delle stime sul numero di questi incidenti. Votare doppio e incorrere in un reato, poi, è ancora più facile nel caso di mancata conoscenza delle leggi. Anche se poi incappare in una sanzione è praticamente impossibile.