Dodici anni dopo la depenalizzazione votata dalla maggioranza di centrodestra di cui faceva parte, il ministro dell’Interno Angelino Alfano – quid o non quid – cambia verso. “Su autoriciclaggio e falso in bilancio andremo avanti” dice a In Mezz’ora sulle intenzioni del governo non più berlusconiano di cui fa parte. “A giugno – ha detto Alfano – si farà la riforma della giustizia, il tema è già nell’agenda del governo. Io sono molto attento al rafforzamento dei poteri di contrasto alla criminalità organizzata”. Quanto ai reati contro la criminalità economica e finanziaria “credo, non ne abbiamo ancora parlato, che su autoriciclaggio e falso in bilancio si andrà avanti. Ncd avrà una posizione avanzata”. Certo, nel 2002, il deputato Alfano si trovava come minimo su altre posizioni visto che – insieme a molti altri del Nuovo Centrodestra ex di Forza Italia – il centrodestra approvò “l’eliminazione” del reato di falso in bilancio. Vale peraltro la pena di ricordare che tra gli autori figurava anche il vicepresidente del Csm e allora sottosegretario alla Giustizia in quota Udc Michele Vietti. Le questioni sono sul tavolo, d’altra parte, anche con il testo del ddl Grasso, su cui si sono concentrate polemiche incrociate tra il presidente dell’Authority per l’anticorruzione Raffaele Cantone e lo stesso presidente del Senato che peraltro ha sconfessato la stesura attuale del disegno di legge (modificato da diversi emendamenti).

Soffermandosi su Cantone e sulla sua Authority – il cui ruolo dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto l’Expo diventa decisivo – il ministro conferma che “oltre che più uomini avrà un accesso preventivo alle informazioni, per lavorare con un’azione di prevenzione”. Dobbiamo “mettere in squadra Prefettura, forze dell’ordine e Anticorruzione – aggiunge Alfano – Con Cantone si assumeranno le decisioni necessarie”. Il titolare del Viminale ha rimarcato che “fin qui per l’Expo il nostro piano anti infiltrazioni ‘mafia freè ha funzionato contro la criminalità organizzata”. “Sulla corruzione invece c’è stata una falla, ma i pm sono intervenuti per tempo”.

Nell’intervista alla Annunziata il ministro dell’Interno attacca anche Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle. In particolare sulle parole del leader del M5s in un comizio in cui aveva detto che carabinieri, Digos e Dia erano schierati con i grillini. “Polizia e carabinieri non stanno né con l’uno né con l’altro – puntualizza Alfano – Stanno dalla parte dei cittadini e da ministro dell’Interno mi sento di dare loro il massimo sostegno, la massima forza e la massima vicinanza contro ogni strumentalizzazione nei loro confronti”. Quanto al risultato dei Cinque Stelle Alfano non pare preoccupato. “Noi abbiamo già avuto l’anno scorso il Movimento Cinque Stelle al 25% e i loro voti e parlamentari si sono rivelati inutili, non si ricorda una proposta e non si ricorda un obiettivo centrato di questi 14 mesi. Lo stesso accadrà anche in questo caso e temo, anzi sono certo, che saranno irrilevanti pure in Europa”. 

Infine lo stato di salute della maggioranza, soprattutto dopo la mancanza del numero legale nel voto per il decreto sul piano casa è stato “fisiologico” e legata al fine settimana elettorale. Il leader di Ncd ha spiegato che il provvedimento sarà varato tra domani e dopodomani e che la mancanza del numero legale non ha avuto nulla a “che fare con la tenuta politica” del governo. “Non c’è nessuno dentro il Pd e Ncd che ha intenzione di interrompere questa stagione di cambiamento”.