Chiede un voto politico, annuncia la presa di Palazzo Chigi, certifica un percorso irreversibile iniziato proprio qui in Sicilia. Dopo quasi un anno e mezzo dall’exploit delle ultime politiche, Beppe Grillo torna a Palermo, nella stessa piazza che attonita aveva assistito alla sua infelice battuta su Cosa Nostra. “La mafia non strangola, la politica si” disse davanti al teatro Politeama nel comizio che chiuse le amministrative 2012: battuta mal riuscita che aveva forse contribuito a tenere il Movimento Cinque Stelle fuori dal consiglio comunale.

Video di G.Pipitone e S.Bellotti

Di acqua sotto i ponti però ne è passata: in pochi mesi il Movimento ha recuperato nel capoluogo siciliano decine di migliaia di voti, fino ad arrivare alle centomila preferenze delle ultime elezioni politiche. In mezzo le elezioni regionali, quando dall’isola, terra di alambicchi e laboratori politici per antonomasia, era partito il primo segnale importante per lanciare il Movimento Cinque Stelle su scala nazionale. Negli ultimi mesi c’è stata la parentesi espulsioni: il Meetup di Palermo ha perso due senatori, Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, che ora sono al gruppo misto in attesa di decidere se lanciare una nuova formazione politica. Fu un terremoto a livello locale, con vecchi attivisti pronti ad abbandonare il Movimento. Ma di quei malumori resta poco. Una piazza piena che pensa solo all’Europa e cosa succederebbe se davvero arrivasse la vittoria.

E davanti a quella piazza, oggi Grillo sulla mafia aggiusta il tiro: “I mafiosi oggi hanno fatto il salto di qualità, i figli dei mafiosi oggi hanno i master, la giacca e la cravatta, operano dove ci sono i soldi, quindi non qui” spiega, mentre piazza Politeama applaude soddisfatta. Da queste parti il Movimento Cinque Stelle fa incetta di voti, e la Sicilia è ormai stata eletta a roccaforte intoccabile: se ne sono accordi i dirigenti del Pd, quando alle ultime elezioni hanno visto il loro partito arrivare solo terzo nella corsa per il premio di maggioranza al Senato. Grillo evidentemente ha fatto bene i suoi calcoli, ed è per questo che cerca di stimolare al massimo il suo pubblico: se il suo Movimento pensa di poter sorpassare i democratici alle Europee deve fare en plein di preferenze in Sicilia. “Crocetta si sfiducia da solo, va mandato a casa, in Sicilia è sempre la stessa storia, come con Lombardo che diceva di non andare a votare perché erano tutti uguali: per questo io a voi chiedo un voto politico, perché se alle Europee prenderemo un parlamentare in più di tutti gli altri, cambierà la storia” annuncia il fondatore del Movimento, che indossa un giubbotto rosso e jeans chiari, mentre la folla entusiasta si sbraccia per applaudire.

Un pubblico numeroso, che riempie totalmente la piazza, composto tra gli altri dai “senza casa”, i “senza lavoro”, i “disoccupati organizzati” e perfino i “disoccupati medi”: tutte sigle ormai storiche che raccontano di un’isola affamata e in miseria da anni, ormai estranea alle cartoline da spiaggia. “Questi politici hanno poco da offrire adesso: una volta ti davano un ventimila lire, una busta di spesa, un buono di spesa, ma oggi nemmeno questo” spiega un supporter dei Cinque Stelle, avvolto nella bandiera del Movimento. Pochi minuti prima, sul palco era salito Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato da Cosa Nostra il 19 luglio del 1992. “Il Csm, presieduto dal Capo dello Stato, vuole smantellare il pool che indaga sulla Trattativa: capisco che il mio intervento verrà strumentalizzato, ma questo è l’unico posto dove posso parlare del triumvirato composto da Napolitano, Renzi e Berlusconi” dice il leader delle Agende Rosse, mentre il pubblico applaude. Le mani rimangono ferme soltanto quando Grillo parla della falsa chimera rappresentata dal Comunismo in Italia. “Tutti siamo stati innamorati del Pci: ma il comunismo è stato messo in pratica in maniera sbagliata”, dice il comico genovese. Ma per la prima volta durante un’ora di comizio, la maggior parte di braccia sono rimaste conserte: a Palermo piazza Politeama è stata storica cornice di Salvo Lima e Giulio Andreotti. E a tredici anni dai sessantuno seggi a zero targati Forza Italia, gli elettori delle vecchie sigle preferiscono non sentire parlare del passato. “ Grillo è l’ultima occasione: ci hanno rubato tutto, e comunque non hanno più niente da offrire” spiegano. Sul fondo svetta un cartellone, che con ironia forse involontaria, racconta il dramma di una Regione ormai alle corde: sullo sfondo bianco un pennarello colorato ha scritto “Grillo liberaci dal cancro”. Quale sia quel cancro oggi, tra i tanti problemi di Sicilia, non è dato sapere.

Twitter: @pipitone87