Tutti ai piedi di Amazon. I numeri impressionanti del colosso dell’e-commerce, soprattutto in periodo di crisi economica, sono riusciti a piegare non solo i lavoratori ma anche istituzioni, associazioni di categoria e sindacati. All’inaugurazione del nuovo magazzino della multinazionale guidata da Jeff Bezos, proprio all’uscita autostradale di Castelsangiovanni (Piacenza) le voci dissonanti sono state ben poche. Nonostante le polemiche riguardanti gli altissimi standard di lavoro, l’assenza di rappresentanza sindacale e il fatto che Amazon paghi le tasse in Lussemburgo invece che in Italia.

Effettivamente le luci  sono tanto accecanti da poter nascondere, per ora, le molte ombre. Le due facce della crisi: da un lato imprese storiche vacillano, molte chiudono i battenti, dall’altro questi soggetti che operano sui mercati internazionali sfruttano la vocazione logistica del territorio piacentino (e la sua disoccupazione, soprattutto giovanile) per insediarsi senza essere vincolati da troppi lacci burocratici. Amazon, leader nel settore, ha così scelto la Valtidone per aprire un secondo stabilimento, dopo il primo nel 2011, per fare di Castelsangiovanni – 14mila abitanti – la capitale del commercio online. Ad ora, hanno reso noto i vertici, sono presenti 426 dipendenti a tempo indeterminato e altri 400 verranno assunti a breve per essere impiegati nel nuovo centro di 70mila metri quadrati. In totale, tra meno di un anno, saranno mille i posti di lavoro a disposizione (con l’ausilio di interinali durante le festività) e la prospettiva per il 2016 di arrivare a un totale di 2mila posti di lavoro messi a disposizione dalla nuova struttura.

“Questo centro rappresenta il cuore pulsante del servizio che diamo ai clienti Amazon in Italia – ha detto Stefano Perego, regional director per il Sud Europa dell’azienda americana -. E’ l’unico centro che abbiamo nel Paese ed è transitato da una dimensione di 35mila a 85mila metri quadrati”. Un aumento di dimensioni che va di pari passo con la crescita del commercio elettronico, in netta controtendenza rispetto a quello tradizionale. “L’e-commerce cresce a doppia cifra in Italia – ha aggiunto Perego – e ci ha permesso di passare da 50 addetti nel 2011 a 400 assunti oggi a tempo indeterminato”.

Non è tutto oro quello che luccica. Un magazziniere, è stato calcolato, può arrivare a percorrere in un giorno tra questi capannoni ben 10 chilometri. Lavorando cinque giorni a settimana, per uno stipendio che si aggira intorno ai 1.050 euro. Per questo sono ormai chiamati i “maratoneti di Amazon” e si spostano velocemente da una corsia all’altra in un tempo prestabilito e sempre controllato da uno scanner. In questo modo i responsabili conoscono in tempo reale i tempi di spostamento e la produttività. Se non vengono rispettati gli standard, sul display dello scanner arriva un messaggio: devi andare più veloce. Se sbagli collocazioni, dopo 5 errori vieni richiamato.

Difficile comunque che qualcuno si lamenti, anche perché non possono contare sulle sigle sindacali, o meglio, nessuno dei dipendenti ha aderito: “Non siamo presenti, però abbiamo più volte chiesto di venire a vedere questa a realtà – ha chiarito Vincenzo Guerriero della Uiltucs Uil -. Oggi è un giorno di festa e sarebbe da pazzi andare contro chi porta così tanti posti di lavoro in un periodo del genere. Certo, d’ora in poi dovremo verificare le problematiche dei dipendenti. Abbiamo un accordo con l’azienda per vederci in futuro e staremo a vedere se riusciremo ad avere rappresentanti”. E se i sindacalisti rimangono in attesa di un’apertura, le associazioni di categoria sono apparse entusiaste dell’ascesa di Amazon nel Piacentino nonostante le chiusure a catena registrate negli ultimi anni sia nel commercio che nell’industria tradizionali. “Dobbiamo capire come evolve il mondo e non credo che questo sia in contrasto con il commercio tradizionale – ha detto Giovanni Struzzola, direttore provinciale di Unione commercianti – ma penso siano complementari, con tipologie di consumatori che si intrecciano e dovrebbe essere uno stimolo per i nostri esercenti l’utilizzo sempre maggiore della tecnologia”.

Dello stesso avviso Emilio Bolzoni, presidente di Confindustria Piacenza: “Seguiamo Amazon con molto interesse, anche perché non distribuisce solo libri o dvd. E’ estremamente interessante la loro logica di business, rivolta verso il futuro. Credo sia importante averli sul territorio”. Nessuna risposta, invece, dal punto di vista dei versamenti al Fisco italiano. “E’ un problema che va affrontato”, aveva assicurato Joe Costello, ministro irlandese del Commercio e presidente di turno dell’Unione europea. Ora che toccherò all’Italia staremo a vedere. Per adesso Amazon continua a pagare le tasse in Lussemburgo: “Mi spiace ma non è di mia competenza” aveva detto il regional director Perego. Solo il sindaco di Castelsangiovanni, Carlo Capelli, quando prende la parola si lascia scappare l’amaro in bocca per una situazione sotto gli occhi di tutti: “Quando mi chiedono come mi sento nel vedere dei laureati che lavorano come magazzinieri dico male. Perché vuol dire che abbiamo sbagliato programmazione come Paese. Però sono costretto a dire bene, visto che almeno possiamo assicurargli uno stipendio”.