Di certo c’è solo che il Salone del libro di Torino avrebbe dovuto aprirsi con la presentazione del nuovo romanzo di Luigi Bisignani, “Il direttore“, pubblicato da Chiarelettere, denso di suggestioni che rimandano a Ferruccio de Bortoli e al Corriere della Sera. E che invece la presentazione è scomparsa dal programma. Per pressioni di Rcs, adombra il sito Lettera43, che ha sollevato il caso. “Nessuno ci ha fatto pressioni, questo è certo”, smentisce ad Affaritaliani.it il direttore del Salone Ernesto Ferrero. “Semplicemente, abbiamo fatto delle scelte, dovendo gestire centinaia di incontri”. Replica, sulla stessa testata, Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere: “Non so nulla delle presunte pressioni di cui parla Lettera 43, che avrà le sue fonti. Ma, di sicuro, mi sembra strano che abbiano cancellato un evento che avrebbe fatto molto parlare”. Ad alimentare i sospetti, il fatto che in concomitanza con l’apertura della più importante fiera libraria italiana, l’8 maggio è in programma l’assemblea dei soci di Rcs, in un momento di alta tensione in via Solferino tra direttore, società editrice e giornalisti.

La presentazione del libro di Bisignani, in uscita il 24 aprile, era in programma alle 15,30. Insieme all’autore avrebbero dovuto discutere Peter Gomez, direttore di ilfattoquotidiano.it, Paolo Madron, direttore di Lettera43, e Maria Giovanna Maglie, editorialista di Libero. Dove? Inizialmente nell’amplissima sala azzura (350 posti), in un secondo tempo nella capace sala blu (150), poi nel più raccolto Caffè letterario (100). Mentre Chiarelettere metteva a punto gli ultimi dettagli organizzativi a ridosso della scadenza imposta dal Salone, la sorpresa: l’evento era stato cancellato dal programma senza alcun preavviso. Cosa che ha provocato sconcerto negli uffici della casa editrice, dato che era stata proprio l’organizzazione del Salone del libro a chiedere di avere la presentazione di “Il direttore” nella giornata di apertura.

Certo che i rumors sull’opera di Bisignani, grande navigatore del potere italiano con diverse condanne alle spalle, avevano fatto drizzare le antenne all’ufficio stampa di Rcs. L’incipit racconta di un cadavere impiccato a un ponte sul Tevere, la fotografia della morte del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi, che nel 1982 fece l’identica fine a Londra. E da lì in poi diventano difficili da scacciare le associazioni mentali sull’anziano banchiere Lodovico Bogani, presidente della Bcs (Banca cattolica di solidarietà) e sul direttore del giornale milanese Mauro De Blasio. Di indiscrezione in indiscrezione, secondo Dagospia tra i più preoccupati della concomitanza tra presentazione del libro e assemblea soci Rcs figurava Giovanni Bazoli: già presidente del Nuovo Banco Ambrosiano post Calvi, attuale presidente di Intesa San Paolo e “grande vecchio” dell’azionariato Rcs.