Traslochi di lusso in Vaticano. L’ex Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, è pronto a benedire i locali del suo nuovissimo e “modesto” attico nel Palazzo San Carlo in Vaticano di 700 metri quadrati dove trascorrerà la pensione. I lavori, iniziati subito dopo l’estate scorsa, ovvero quando Papa Francesco (che, scrive Repubblica, non ha per nulla apprezzato) ha annunciato il nome del successore del porporato salesiano al vertice della Segreteria di Stato, il neo cardinale Pietro Parolin, sono appena terminati e tutto è pronto per il trasloco. In questi mesi, dalla metà di ottobre a oggi, in cui Bertone è andato in pensione, infatti, il porporato è rimasto ad abitare nell’appartamento riservato al Segretario di Stato in carica, al primo piano del Palazzo Apostolico vaticano, lì dove Francesco ha scelto di non vivere. Serviva ancora del tempo per completare i lavori della lussuosa residenza scelta da Bertone: due appartamenti uniti in uno: quello che era appartenuto all’ex comandante della Gendarmeria Vaticana, Camillo Cibin, morto nel 2009, e quello che aveva occupato monsignor Bruno Bertagna, scomparso in un clinica di Parma il 31 ottobre 2013,  fino al 2010 vicepresidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi. 

Al suo arrivo a Roma nel novembre scorso, Parolin non si diede pena per non aver trovato libero l’alloggio riservato al Segretario di Stato poiché aveva già deciso di andare ad abitare in una stanza, una semplicissima monocamera, al secondo piano di Casa Santa Marta. Stesso edificio e stesso piano dove, in un modesto bilocale, vive anche Papa Francesco, e dove, sempre in due monocamere, vivono i due segretari di Bergoglio, monsignor Alfred Xuereb e monsignor Fabian Pedacchio Leaniz. La stanza di Parolin è molto semplice: c’è una scrivania con tre poltrone per poter ricevere alcune persone privatamente senza essere osservati da qualche sguardo indiscreto; un piccolo separé che nasconde il letto a una piazza e mezza (sono stanze pensate e arredate per i cardinali in conclave) e un bagno. Così semplici sono anche le due stanze dei segretari del Papa, mentre l’appartamento di Francesco è un bilocale: una stanza da letto con l’armadio e una cassapanca; uno studio con la scrivania e tre sedie e un bagno.

Bertone nel suo nuovo attico risiederà a pochi passi da Casa Santa Marta ma è chiaro che i contatti tra lui e il Papa saranno limitati soltanto alle celebrazioni ufficiali in piazza San Pietro e nella Basilica Vaticana. Più facile, invece, che Benedetto XVI sia ospite a pranzo nel nuovo appartamento lussuoso del suo Segretario di Stato. Ratzinger, infatti, è rimasto in ottimi rapporti con il porporato salesiano e recentemente i due hanno pranzato insieme. Quando, ormai due anni fa, regnante ancora il Papa tedesco, dall’appartamento pontificio fu dato l’ordine di avviare i lavori di ristrutturazione e di trasformazione dell’ex monastero Mater Ecclesiae non pochi in Vaticano pensarono che Benedetto XVI stesse preparando la dimora per la pensione di Bertone. L’annuncio choc delle dimissioni dell’11 febbraio 2013 svelò, invece, al mondo intero la verità e cioè che era Ratzinger stesso ad aver deciso di lasciare il governo della Chiesa.

L’attico di Bertone era in cantiere da tempo e tutti in Vaticano, Bergoglio in primis, ne erano a conoscenza. Papa Francesco in oltre un anno di pontificato ha dato l’esempio di una vita povera, abbandonando tutti i lussi e gli agi a cui ha diritto un Pontefice. Ma non ha mai chiesto a nessuno dei curiali di fare gesti pauperistici e non ha nemmeno ridotto il piatto cardinalizio, che si aggira intorno ai 6mila euro. Non pochi, dentro le mura della Città leonina, hanno notato il “pauperismo di facciata” di certi cardinali e prelati che quando partecipano agli incontri col Papa usano semplici utilitarie e mettono al collo croci pettorali molto sobrie, ma quando sono lontani dallo sguardo di Francesco tornano nelle comode auto blu e sfoggiano le loro preziose croci d’oro con cammei e pietre preziose. In questo, se non altro, Bertone ha il coraggio della coerenza. Che Bergoglio approvi o no.

Twitter: @FrancescoGrana