Arrivano le prime pene nel caso Maugeri, la vicenda che vede al centro la struttura sanitaria pavese e che ha portato al rinvio a giudizio dell’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione. Due fiduciari del presunto “sistema” che avrebbe permesso di dirottare all’estero soldi per creare ‘fondi neri’, infatti, hanno patteggiato oggi pene fino a due anni e 4 mesi.

Il gup di Milano Paolo Guidi, che firmato il sequestro dei beni di alcuni imputati tra cui l’attuale senatore, ha ratificato il patteggiamento a due anni e 4 mesi per Gianfranco Parricchi, imputato in qualità di fiduciario dell’ex direttore amministrativo della Maugeri, Costantino Passerino, perché avrebbe stipulato e sottoscritto “fittizi contratti di consulenza” per giustificare il trasferimento di soldi all’ estero. Alla pena di un anno e 10 mesi, invece, ha patteggiato Paolo Mondia, anche lui “fiduciario” di Passerino. Entrambi erano accusati di associazione per delinquere e altri reati e i loro difensori hanno raggiunto un accordo con i pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta per i patteggiamenti. Il gup ha anche disposto a carico degli indagati confische per un totale di quasi 200mila euro.

Lo scorso 3 marzo lo stesso giudice ha mandato a processo Formigoni, il faccendiere Pierangelo Daccò, l’ex assessore regionale Antonio Simone e altre sette persone (il processo inizierà il 6 maggio). Il trasferimento di fondi all’estero, attraverso un reticolo di società, come hanno ricostruito le indagini, si sarebbe aggirato attorno ai 61 milioni di euro in una decina di anni, cifra che avrebbe costituito la cosiddetta ‘provvista’ per pagare, secondo l’accusa, tramite Daccò e Simone e sotto forma di benefit di lusso e utilità per circa 8 milioni di euro, anche l’allora presidente lombardo. Oggi in udienza per i patteggiamenti erano presenti anche i legali della Regione Lombardia e dell’Agenzia delle Entrate, parti civili. Altre posizioni tra cui quella dell’ex presidente della Fondazione Umberto Maugeri, e dei consulenti Gianfranco Mozzali e Claudio Massimo sono state stralciate dal procedimento principale in vista dei patteggiamenti, su cui, però, il gup non si è ancora pronunciato.