Sail Away with me honey, I put my heart in your hand…- canta David Gray in una luminosissima Londra di metà aprile dove il sole brilla ininterrottamente da una settimana. 

Sail Away with me honey…’,  canta il non profit, ‘… ma salpa con me solo se hai passione, vita dentro, occhi brillanti, solo se hai la rabbia giusta, solo se capace di trasformare  la tua paura in azione collettiva, solo se hai sconfitto il cinismo che ti spegne’.

E’ un canto delle sirene? Sveglia ragazzi, è  un coro! E nel coro c’è anche l’Istat.

Per  voi che non trovate lavoro perché lo cercate nei posti sbagliati, per voi che non vi buttate perché aspettate, per voi che non ci provate perché non ci credete. Per voi che vi siete arresi ai primi no, o non avete capito come superarli. O semplicemente, forse i più, che non vi siete ben informati.

Cosa  aspettate? Che la vita vi passi sotto la suola delle scarpe senza aver lasciato traccia? Vi sentite così leggeri da non lasciare neppure un’impronta?

Mi spiace, ma oggi voglio dirvi che non avete scuse. Che non avete ragioni sufficienti. Che non potete lamentarvi.

E’ un atto di accusa verso i giovani? No, è una ‘chiamata alle armi’, spero una sveglia per lettori che ci si confronteranno: perchè qui si parla di opportunità vere di lavoro e di passione, di orgoglio senza pregiudizio, di carriere internazionali ‘nel’ mondo e ‘per’ il mondo. Una –ultima- chiamata anche per quei quarantenni ingrigiti che si vedono scorrer via la vita arricchendo qualcun altro e sprecando valore e valori personali.

Il non profit non è il modo dei sogni, è pieno di contraddizioni, piccole delusioni, di persone vecchie dentro, di piccoli trafficanti di valori, di persone che  pensionerei subito anche se hanno solo 40 anni…ma anche di tanti combattivi esseri umani e persone ricche di valori. Che fanno a fondo il proprio lavoro seguendo il motto ‘Sii il meglio di qualsiasi cosa tu sia’.

Ci sono molte professioni del non profit, modi di essere ‘manager’, modi di ‘sailing away’ e soprattutto ‘sailing together’: tanti modi per cambiare il mondo. Ma oggi mi va proprio di fare elenchi né statistiche, né di raccontarvi le ‘’sorti progressive e luminose’ dell’umanità (non profit).

E abbiamo pubblicato, in  prima esclusiva per gli amici di Alma Laurea sul loro sito,  i principali profili professionali progettuali e manageriali del non profit, ve li potete andare a vedere lì. Trovate anche tutti i dati possibili su occupazione, Pil e profili professionali più richiesti.

Fa parte di un’azione culturale di ampio impegno per una maggiore conoscenza del settore, i profili saranno proposti ai media, al Ministero del Lavoro (ISFOL), agli Informagiovani, alle Associazioni Studentesche come AIESEC ed in tutte le sedi opportune.

Una  parola di stima sincera, tra tutti, per Alma Laurea- il  grande Consorzio Interuniversitario che da molti anni orienta studenti e media. E per il suo Fondatore e Direttore, il caro Andrea Cammelli, uno di quegli italiani preziosi che fanno l’Italia stando a una certa distanza dalle stanze del potere.

Già, il potere. Per le brave persone, una questione delicata. Non si può evitare, anzi va cercato e gestito per cambiare le cose, influenzarle nel modo che ci sembra giusto. Troppo spesso al potere ci arrivano i peggiori, quelli cioè che ci tengono terribilmente e spesso meschinamente.

Chi lavora nel non profit per il cambiamento ha bisogno di potere, facciamo Advocacy, Lobbying, Campagne e mobilitazioni, non solo ‘progetti’ o ‘assistenza’. Il nostro rapporto con il ‘pubblico’ e la politica, non possono essere né solo esecutivi né solo conflittuali ma di ‘governance’ con tutti  gli attori sociali più significativi, incluse aziende e fondazioni.

Non sono, le nostre professioni ‘per buoni’, per ‘utili idioti’ come una volta fummo definiti, ma neanche per pseudo-rivoluzionari arruffati e chiacchieroni da salotto o da palco.    

Sono mestieri di profondo impegno e responsabilità, di rottura e di negoziato, a volte di trincea, quasi sempre di frontiera, sempre di costruzione, che richiedono grinta, determinazione, professinalità e dolcezza.                                                                                        

Lavorare nel non profit. Se non ora, quando?