Un esposto presentato contro i Tg Rai indirizzato all’Agcom e alla presidente del servizio pubblico Anna Maria Tarantola, perché i telegiornali “fanno campagna per Renzi”, visto che a lui, presidente del Consiglio ma anche segretario del Partito democratico, e al governo “dedicano il 45 per cento degli spazi”. I parlamentari del Movimento 5 Stelle, secondo quanto riporta l’agenzia Dire, hanno così deciso di rivolgersi all’autorità garante per chiedere un riequilibrio delle presenze in tv. Già a dicembre i suoi senatori avevano presentato un esposto ad Agcom, contestando lo spazio dedicato dai telegiornali alla loro formazione politica. “Per i tg non esistiamo – aveva detto Alberto Airola, componente della Commissione di Vigilanza – l’azienda è tenuta a realizzare un’informazione equilibrata e imparziale, non quella fino ad oggi garantita ai partiti da lottizzazione, direttori di testata politicizzati e giornalisti conniventi o ricattati”.

Il 9 aprile Roberto Fico, deputato M5s e presidente della Commissione di Vigilanza Rai, aveva “presentato un quesito alla Rai sulla sovraesposizione del Presidente del Consiglio e del governo nel suo complesso nei tg e nei programmi di informazione della tv pubblica. Nelle ultime settimane – prosegue in una nota pubblicata sul suo profilo Facebook – che coincidono con l’inizio della par condicio, abbiamo assistito a una massiccia presenza di Renzi, e dei suoi ministri, nei notiziari e nei talk show Rai”.

Fico prende in esame la settimana che va dal 22 al 28 marzo (i comizi elettorali sono stati convocati il 18) e lo fa con i dati dell’Osservatorio di Pavia. “Il tempo destinato al governo è pari al 45,1% nei tg, al 29,2% nelle rubriche di approfondimento, al 18% nelle trasmissioni di informazione e al 50% nei programmi di Rai Parlamento. Anche con riferimento al periodo pre-elettorale (durante il quale l’Agcom raccomanda di osservare con particolare cura l’equilibrio delle presenze dei soggetti politici) il dato della sovraesposizione è evidente specialmente tenendo conto della sola presenza televisiva del Presidente del Consiglio. Un esempio per tutti: la puntata di Porta a Porta del 13 marzo che ha visto Renzi protagonista assoluto per due ore senza contraddittorio e senza traccia di provvedimenti governativi da illustrare in grado di giustificare uno spazio così esteso”.

Secondo il presidente della Commissione di Vigilanza, “tutto questo ha portato a una sproporzione rispetto al tempo fruito da tutti gli altri soggetti politici, squilibri che non si giustificano semplicemente con esigenze di cronaca. Dall’entrata in vigore della par condicio, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto limitarsi all’informazione relativa alle funzioni istituzionali svolte e non a presenziare in tv con contenuti propagandistici. C’è da chiedersi allora come venga considerato il tempo destinato a Renzi nella tv pubblica: parla in qualità di capo del governo o come segretario di un partito che partecipa alle elezioni europee e amministrative?”.

Poi invita la presidente Rai Tarantola a fornire una risposta “al più presto una risposta, tenendo ben presente il rispetto del pluralismo politico in Rai, e in caso di violazione del principio, bisognerà ricorrere in tempi stretti al ripristino dell’equilibrio e della parità di trattamento tra i vari soggetti politici”.