Certi libri non sono solo libri. Ne hanno la forma e forse l’intenzione, ma ne trascendono l’effetto. Per spiegare ciò che intendo, voglio parlare di Velluto. Storia di un ladro, di Silvana D’Angelo e Antonio Marinoni, edito nel 2007 da Topipittori e fortunatamente ancora in catalogo.

Racconta di un ladro che si introduce nelle case in cerca di odori che gli ricordino la sua infanzia lontana, probabilmente infelice. Coi sensi felpati di un gatto, cammina nei luoghi vissuti da altri; ricorda il personaggio di Ferro3-  a casa vuota, magnifico film di Kim Ki-Duk, che sapeva girare per le stanze abitate dall’amata e dal marito senza essere scorto.

Velluto entra in casa mentre Corinne e Claude cenano con i loro due figli: ci sono le storie che il padre racconta ai bambini, le chiacchiere della cena, le ore tiepide prima di andare a letto. Velluto annusa le stanze, sente, negli odori, le storie passate; riesce a percepire il sentore della polvere come quello della schiuma da barba. Ma mentre si muove di stanza in stanza inseguendo il risvolto emotivo dei profumi della casa, e mentre il lettore lo segue stimolato proprio lì, nel collegamento che ogni odore evocato subito accende nei suoi ricordi personali, le pagine offrono uno spettacolo ipnotico: i disegni di Antonio Marinoni, architetto e illustratore specializzato nei ritratti di interni. 

Non ritraggono semplicemente un appartamento parigino con realismo che sfiora la magia: lo fanno inserendo oggetti iconici della storia del design! Chiunque abbia un minimo di dimestichezza col tema si accorge subito che qua e là spuntano belle cose note, la sedia Tulip di Eero Saarinen, la Egg Chair di Arne Jacobsen, la lampada Parola di Gae Aulenti o la tappezzeria Hexagon di David Hicks.

La vista è stimolata quanto l’olfatto e l’occhio si lancia a caccia ai tesori della storia del design, finché una nuova pagina di solo testo risospinge il lettore nei panni del ladro Velluto, con la sua nostalgia per gli odori perduti. In questo rimbalzo dei sensi si arriva in fondo con la sensazione che l’oggetto che chiamiamo libro sia, stavolta, una scatola di illusioni simile al ‘cinématographe’ dei fratelli Lumière, capace di far vedere cose note ma in un modo mai provato prima.

Alla vigilia del Salone del Mobile, ormai internazionalmente noto come Milano Design Week, in quella manciata di giorni, dall’8 al 13 aprile, in cui tutto si contaminerà con il mondo del design e della casa, penso che nessuna lettura sia più appagante di Velluto. È un libro adatto a qualsiasi età perché raccoglie una verità dei tempi moderni: gli oggetti quotidiani sono le ‘madeleines’ di noi abitanti delle case fortunate di oggi.

Prima di chiudere il libro, non perdetevi i risvolti interni della copertina: sono una mappa degli oggetti disseminati nelle pagine, con nome, designer e data di nascita.

P.S. Il 12 aprile alle ore 17 al Fuorisalone di Casa Facile parlerò della casa nei libri per bambini (Magna Pars, via Tortona 15, Milano). Vi aspetto!