La proposta di legge per abolire i vitalizi dei consiglieri regionali approderà in commissione Bilancio già a partire da questa legislatura. La data scelta è quella del prossimo 5 maggio. Hanno aderito in centinaia al mailbombing lanciato dal Movimento 5 Stelle della Regione Emilia Romagna per convincere il presidente della commissione consiliare Bilancio, affari generali e istituzionali, il forzista Marco Lombardi, a calendarizzare la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare che vorrebbe cancellare, già a partire dal governo in corso, gli emolumenti a vita riconosciuti agli eletti di viale Aldo Moro, sede del parlamentino regionale, a partire dal raggiungimento dei 60 anni di età. Tornano così sui loro passi i consiglieri regionali dopo che nei giorni scorsi era sembrata farsi strada l’intenzione di far saltare l’intervento. La proposta, nata da una raccolta firme sottoscritta a giugno 2013 da 6.000 cittadini e promossa dal Movimento 5 Stelle, dopo l’ok della commissione di garanzia e un congelamento lungo 6 mesi, era infatti passata velocemente in aula ed era stata rispedita nuovamente in Commissione. Il rischio? Farla finire nel dimenticatoio causa l’approssimarsi della fine della legislatura. Ora invece, dopo il mailbombing e le proteste dei giorni scorsi, inizierà l’iter che la porterà in Assemblea Legislativa per la votazione.

“Il mailbombing – spiega il capogruppo nonché unico consigliere grillino in viale Aldo Moro Andrea Defranceschi – è nato perché trovavamo vergognoso che un’iniziativa sottoscritta da 6.000 cittadini, capace di far risparmiare centinaia di migliaia di euro alla Regione, soldi dei contribuenti, venisse accantonata in questo modo. Per sei mesi Lombardi, presidente della commissione Bilancio, uno dei 33 consiglieri che non hanno rinunciato volontariamente al vitalizio, ha evitato di calendarizzarla, bloccandola in un cassetto col rischio che finisse nel dimenticatoio visto l’avvicinarsi della fine della legislatura: ebbene, ora dell’abolizione di questo emolumento a vita si dovrà parlare, e noi monitoreremo i lavori affinché non ci siano ulteriori rallentamenti”.

“E’ giusto che questa legge venga finalmente discussa, perché un atto che viene dai cittadini merita sempre risposta – racconta a ilfattoquotidiano.it Liana Barbati, Idv, alla cui casella di posta sono state recapitate circa 100 email al giorno – io fui tra i promotori della norma regionale che cancella i vitalizi a partire dalla prossima legislatura, per cui mi sono sempre impegnata per eliminare sprechi e privilegi. In questo caso, però, parliamo di un diritto acquisito, quindi bisognerà lavorare con cautela, altrimenti la Regione potrebbe trovarsi a dover far fronte a numerosi ricorsi. Ma un punto su cui si potrà sicuramente discutere è quello della reversibilità, e cioè la possibilità che i vitalizi vengano riconosciuti anche agli eredi del consigliere in questione, moglie e figli: questa formula non è corretta, e va rivisitata”.

L’emolumento, corrisposto a vita all’eletto in consiglio regionale non appena questi compie 60 anni, prevede il versamento del 25% dell’indennità mensile lorda percepita dai consiglieri a contributo, e varia, quindi, in rapporto agli anni di mandato. Beneficiari dell’assegno, tuttavia, sono anche gli eredi del rappresentante istituzionale in questione, “e le trattenute – sottolinea Defranceschi – non sono quindi sufficienti a coprire totalmente il costo degli assegni pagati agli ex consiglieri, col risultato che il disavanzo, negli anni, non fa che aumentare. Il tutto a spese della Regione e quindi dei cittadini”. Il consiglio nel 2012 ha approvato una legge per abrogare i vitalizi su base volontaria, e 17 consiglieri su 50 hanno aderito. “Ma non basta – precisa il capogruppo a 5 Stelle – quegli assegni vanno cancellati qui e ora, così che già a partire dal 2015 la Regione non si trovi a pagare centinaia di migliaia di euro”.

Più cauto nell’esprimere una posizione sul tema è il vicepresidente della commissione Bilancio, Fabio Filippi di Forza Italia. “Io credo che chi lavora per 15 – 20 anni in Regione abbia diritto a una pensioncina, che poi questa sia chiamata vitalizio o contributo non importa, non siamo preti e meritiamo un riconoscimento dopo anni di lavoro. L’Emilia Romagna è una regione virtuosa e il termine vitalizio è improprio, io sarei per eliminare le pensioni superiori ai 5.000 euro, però penso che un contributo a chi lavora tanto vada riconosciuto”.

La proposta di legge popolare, che era a rischio cancellazione visto che, dopo il passaggio in aula, lo Statuto regionale concedeva ai consiglieri del gruppo Bilancio 12 mesi di tempo per esprimersi in merito, anno che però scade in piena campagna elettorale, ora passerà al vaglio della commissione competente, che dopo averne discusso, il 5 maggio prossimo, convocherà i promotori della petizione in un’audizione. Successivamente, qualora non dovessero esserci ritardi, il testo verrà esaminato nuovamente dai membri del gruppo Bilancio, che dovranno fissare due date per discuterlo, e poi una terza per l’approvazione. A prescindere dall’esito di tale passaggio, infine, il provvedimento tornerà in Aula, questa volta per il voto finale. “Generalmente una proposta di legge richiede da 1 a 2 mesi, dipende dalla maggioranza, quindi c’è tutto il tempo per espletare l’iter burocratico prima dell’inizio della prossima campagna elettorale – fa i conti Defranceschi – il timore è che alla fine venga bocciata, ma in ogni caso era doveroso fare un ultimo tentativo per risparmiare alla Regione milioni di euro, soldi pubblici. E la calendarizzazione è un primo passo. Noi vigileremo, pronti a ripartire con nuove iniziative di protesta. Certo è vergognoso che ci sia voluta una tale pressione mediatica per compiere un primo passo vero la cancellazione dell’ennesimo privilegio riservato alla casta”.