Alla fine i posti di lavoro all’Adnkronos sono stati salvati. Ma l’accordo firmato – dopo l’annuncio dell’editore Pippo Marra del licenziamento di 23 persone (20 giornalisti e tre poligrafici) nonostante i conti fossero in ordine – è quelli che vengono definiti “lacrime e sangue”. I giornalisti hanno a lungo scioperato: l’ultima giornata decisa era proprio oggi per cercare di salvare il lavoro di tutti. E quello che si è raggiunto è un sacrificio che cadrà soprattutto sulle spalle dei lavoratori.  

Entro quindi giorni: le redazioni dell’agenzia di stampa e quelle del sito saranno fuse, vengano di fatto annullati tutti i contratti integrativi e il girono di riposo sarà “maturato” per i giornalisti non dopo tre giorni – come prevede il contratto nazionale – ma dopo quattro giorni. E quando verrà ridiscusso il nuovo contratto integrativo il riposo verrà maturato dopo cinque giorni.

I riposi non goduti – alla data del 31 dicembre 2013 – verranno pagati al 50%. Ma non solo l’azienda porterà avanti questo piano “a fronte delle adesioni a conciliazioni individuali da parte di tutti i giornalisti interessati” a “possibili rivendicazioni economiche”. 

Eppure in una nota la Federazione nazionale della stampa e l’Associazione stampa romana, esprimendo “soddisfazione” e parlando di “successo della ragionevolezza”. “È il successo della ragionevolezza prevalsa alla fine di una delicata fatica negoziale delle parti, assistite da Fnsi, Associazione Stampa Romana e Fieg (per la parte aziendale)”, commentano il segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, e quello di Asr, Paolo Butturini. “È prevalsa la volontà di entrambe le parti di guardare allo sviluppo, alla tenuta aziendale, in un contesto difficile ma nel quale è necessario che le innovazioni di prodotto si coniughino con l’impegno e la crescita della professionalità dei giornalisti e del loro lavoro”.

“Ringraziamo – continuano i due dirigenti sindacali – il sottosegretario Luca Lotti sia per il contributo importante alla soluzione della controversia, sia per aver assicurato di farsi depositario e garante della stessa, anche monitorando costantemente i progressi dell’accordo”.