Si parla tanto di ‘spending review’ e di ‘tagli’ in bilancio, ma nessuno parla degli sprechi a volte enormi che lo Stato continua a sostenere in questi tempi.
Due esempi? Li porta la Cgil di Modena che ripropone il caso esemplare della Questura di Modena:

«Dal 2000 la nuova sede occupa un edificio di proprietà della rinomata società “Beni Stabili Spa” che l’affitta al Viminale per un canone annuo iniziale con 2.013.000 euro, più Iva, più adeguamento Istat, e giunto oggi a 2.800.000 euro, valido 9+6 anni, cioè fino al 2015. Come si vede, un budget di affitti che ha superato i 35 milioni e che sarebbero già bastati per l’acquisto della Questura. Si può aggiungere il caso del Cie modenese, ora in chiusura e speriamo sia davvero definitiva. La proprietà dello stabile, “Iro Spa”, lo ha affittato al Ministero all’incredibile canone iniziale di 1.445.440 euro annui, più Iva, più adeguamenti Istat e con contratto quindicennale, che scade a fine 2014. Anche il Cie, con i costi dell’affitto, si sarebbe comprato già un paio di volte. Tanto più che la struttura servirà in futuro per auspicabili attività alternative al carcere».

Ma anche il Comune di Modena, per buona parte delle sue sedi, resta in affitto, tanto che il Sole 24 ore, negli scorsi anni, ha collocato Modena tra le città più dispendiose per l’affitto delle sediL’assessore al Patrimonio, dopo un tentativo infruttuoso di acquisto di un immobile dove concentrare gli uffici comunali, ha dovuto rinunciare. Per il momento, la strada più vantaggiosa sembra essere quella della rinegoziazione degli affitti. Nel frattempo, effettivamente, questa operazione ha permesso di ottenere un’ulteriore riduzione dei costi annui che arriveranno a circa un milione e 600 mila.  Comunque tanti soldi spesi inutilmente, come direbbe un qualsiasi buon padre di famiglia, mentre i soldi mancano per i servizi, per la manutenzione, per gli investimenti.

E intanto, sono sempre più numerosi i palazzi di proprietà pubblica inutilizzati o sottoutilizzati. L’unico intervento di recupero, per ora previsto, riguarda il vecchio ospedale Sant’Agostino che dovrà diventare il “palazzo della cultura”: costo circa 70 milioni di euro di cui circa un terzo per costruire ex novo due torri di vetro/biblioteche. Con l’ aria che tira un po’ tantino; chi metterà le mani su questo sostanzioso affare finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena?

Intanto, mentre gli altri palazzi continuano a marcire, lo Stato continua a pagare l’affitto per la questura e il Comune l’affitto per i propri uffici, si parla di tagli alle pensioni….. Che si metta veramente mano a questi sprechi prima di mettere ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini già sufficientemente tartassati.

Per finire, vogliamo fare qualche altro esempio: una ciclabile progettata dal Comune di Modena sul lato di una strada per una lunghezza di circa un km avrebbe dovuto costare 650.000 euro; ora dopo molte polemiche si è deciso di farla su ambedue i lati; costo aggiuntivo: 50.000 euro; c’è qualcosa che tocca? Nella prima ipotesi si pavimentava con cubetti di porfido del costo di circa 75 euro al metro quadro, si prevedeva un costo per la segnaletica a terra di circa 50.000 euro e di altri 15.000 per i cestini. Un po’ di sobrietà, per favore, quando si usano i soldi pubblici… o comunque, dei cittadini.

E poi il prolungamento palesemente inutile dell’ autostrada del Brennero da Campogalliano a Sassuolo con un costo per la collettività di ben 250 milioni di euro.

C’è tanto da studiare prima che Renzi debba mettere le mani in tasca ai pensionati, toccando le già misere pensioni di guerra o di reversibilità che tanto stanno sullo stomaco del commissario Carlo Cottarelli, l’uomo della spending review, che ha precisato stamani quanto incassa per il suo lavoro: 258mila euro di retribuzione annua lorda, circa 150mila euro netti e superiore ai 239mila euro circa che costituiscono l’assegno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dovrebbe essere il riferimento massimo anche per i manager pubblici.