Non è tempo di nuove espulsioni. Gianroberto Casaleggio arriva a Roma dopo due settimane di terremoto in casa 5 stelle e porta rassicurazioni sui due nuovi casi di sfiducia verso i senatori Serenella Fucksia e Bartolomeo Pepe. Questa volta la scomunica dei meetup del territorio (ricevuta da entrambi nei giorni scorsi) non basta. La parlamentare delle marche incontra il cofondatore del Movimento nel primo pomeriggio: parlano di temi politici, programmi e idee e, a quanto riferiscono, il tema dell’uscita non viene nemmeno toccato. Chi invece non ci sta a nascondere i problemi sotto il tappeto è Pepe. Così, la battaglia interna si sposta all’assemblea del gruppo a Palazzo Madama: all’ordine del giorno ci sono il governo Renzi, il fondo per la piccola media impresa e i prossimi interventi politici. Ma il senatore campano chiede spiegazioni sul voto per le nomine nella commissione Ecomafie, da cui lui dice di essere stato escluso ingiustamente. L’assemblea risponde alle critiche, ma lo streaming si interrompe e i giornalisti vengono allontanati dal piano degli uffici. Una chiusura della giornata che stona con il tentativo di Casaleggio di placare le discussioni e ritornare a parlare di contenuti. Sul tavolo, nella sua giornata di incontri, ha messo la legge elettorale (presto approvata definitivamente dal web), le elezioni europee e la campagna elettorale, e infine la consultazione della rete per le riforme costituzionali.

Video di Irene Buscemi

Casaleggio: “Gruppo di dissidenti? Non ci spaventano”
Nove senatori espulsi e due sfiduciati. Un nuovo gruppo di dissidenti e fuoriusciti che nascerà nei prossimi giorni. Gianroberto Casaleggio cerca di rimettere a posto clima e malumori. Ma nega che ci sia una qualsiasi preoccupazione sui progetti futuri dei critici: “Non ci interessa assolutamente”, ha detto all’agenzia Ansa, “Possono fare quel che vogliono, è una loro scelta. Noi saremmo in difficoltà se l’opinione pubblica non ci segue e non per un nuovo gruppo”. E in merito all’incontro con la senatrice sfiduciata Fucksia, commenta: “Non ci sarà alcun processo. Ascolterò quello che vuole dirmi. So poco o nulla del caso. Serenella mi ha chiesto di incontrarla circa un mese fa ma finora non sono riuscito ad incontrarla. L’espulsione? Decide il gruppo parlamentare. Io posso votare se il gruppo avvia la procedura. Ma il mio voto vale uno come quello degli altri, non mille”, spiega Casaleggio. “Io come Torquemada? Non abbiamo questi costumi”, risponde il guru cinque stelle. Casaleggio invia anche un messaggio distensivo al senatore Bartolomeo Pepe, anche lui come la Fucksia sfiduciato dal suo meet-up locale: “Non so nulla. Ho soltanto letto i giornali. Se vuole incontrarmi, quando vuole”. Più duro il tono nei confronti del “dissidente”, ormai espulso, Francesco Campanella che ha sempre detto di aver provato a mettersi in contatto con Grillo e Casaleggio: “Le persone che mi hanno chiamato le ho sempre incontrate. Poi ognuno ha la sua versione”. Il cofondatore del Movimento è in Parlamento per incontrare i suoi nel corso della giornata, parlare delle prossime elezioni europee e cercare di risolvere i problemi interni. Davanti ai giornalisti però, respinge gli attacchi personali ricevuti negli ultimi giorni: “Io non sono mai stato iscritto alla massoneria, né ho voglia di iscrivermi alla massoneria. Sono contro qualunque potere al di fuori dello Stato e per la massima trasparenza per i dipendenti dallo Stato. Non possono esserci poteri altri. Chi ha prove contrarie le porti fuori”.

Si dice serena la senatrice Serenella Fucksia: “L’incontro con Casaleggio è andato molto bene: abbiamo parlato di progetti, proposte di legge, politica. E non abbiamo parlato né delle prese di distanza da parte del mio meet up né di espulsioni”. Toni distesi anche dall‘ex capogruppo Vito Crimi: “Non ci sarà nessuna espulsione e lo dico io che sono un ‘espulsore’ per antonomasia. La sfiducia da parte dei meet up non ha mai comportato meccanismi automatici di espulsione: può essere un elemento in più che si aggiunge a rilievi che già erano stati notati”.

Assemblea al Senato. Pepe: “Annullare votazione per commissione Ecomafie”
L’assemblea a Palazzo Madama è trasmessa in streaming e tra gli ordini del giorno non c’è la discussione su espulsioni o polemiche interne. Si parla di governo Renzi, e interventi politici in Parlamento. L’unico a sollevare alcune criticità è il senatore M5s, sfiduciato dal meetup napoletano, Bartolomeo Pepe. Contesta le modalità di votazione per i candidati alla commissione di inchiesta sui rifiuti che lo vede escluso “dopo che per sette volte sono stato vincitore. “Chiedo di annullare la votazione e di vedere il tabulato dei voti: chi ha votato e come. Solo dopo di questo trarrò le conseguenze” dice Pepe che punta l’indice contro l’organizzatore delle votazioni, il collega Martelli “molto bravo a fare questi giochetti. Vorrei sapere come mai è stata annullata la votazione che per la settima volta mi vedeva vincitore, per la bicamerale rifiuti”, si lamenta . “Voglio sapere come mai è stata fatta una votazione a doppia preferenza obbligatoria” incalza Pepe. Si alza la tensione durante la riunione del gruppo M5s al Senato, che chiude la diretta streaming quando si tratta di affrontare il caso di Pepe. L’assemblea, trasmessa in streaming quando si trattava di affrontare gli argomenti di lavoro parlamentare all’ordine del giorno, è stata interrotta. E i cronisti che già vengono tenuti lontani dal corridoio in cui affacciano le porte dell’Aula in cui si svolge l’incontro vengono ulteriormente allontanati. La richiesta, annuncia uno dei responsabili della comunicazione, che verrà inoltrata agli uffici di Palazzo Madama, sarà quella di escludere la stampa dall’intero piano in cui si svolgono le riunioni del M5s.