Il comune di Reggio Emilia ha avviato una prima verifica interna dopo l’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano da Marco Lillo che portava alla luce un appalto risalente al 2009 da 140mila euro. La particolarità dell’affidamento stava nel fatto che la ditta che si era aggiudicata i lavori di ristrutturazione della scuola d’infanzia “Allende” era di proprietà del cugino dell’allora sindaco Graziano Delrio, Paolo Delrio. L’altra particolarità è che socio all’1% del titolare della azienda, chiamata Delrio Bonfiglio & figli di Delrio Paolo S.A.S. che nel frattempo nel 2010 ha chiuso i battenti, era Enrica Montanari, moglie di Paolo Delrio e funzionaria dell’ufficio appalti e contratti al Comune di Modena. La stessa struttura che affida i lavori alle aziende.

Ora il Comune di Reggio Emilia, guidato dal sindaco reggente Ugo Ferrari (in questa carica da quando Delrio è a Roma) promette che risponderà “con le modalità e nelle sedi istituzionali, alle richieste di informazioni e chiarimenti pervenute da consiglieri comunali”. Poi la nota prosegue: “Riguardo alla dottoressa Enrica Montanari, si ribadisce che è in corso un’istruttoria conoscitiva interna, di tipo preliminare, per verificare se esistano presupposti tali da poter poi valutare l’avvio di un procedimento disciplinare. Solo al termine di tale fase preliminare si potrà avere un quadro conoscitivo completo sulla vicenda”.

Non sarà una vera e propria indagine dunque, ma una specie di pre-istruttoria, affidata peraltro ad altri dipendenti dello stesso ente. A occuparsi del caso dovrebbero essere infatti il dirigente del servizio legale con delega agli appalti, l’avvocato Santo Gnoni e la dirigente del personale Battistina Giubbani. I due dovrebbero appurare se la funzionaria Montanari avesse o meno dato comunicazione sulle sue quote societarie nella ditta che vinse l’appalto. Contemporaneamente si dovrà capire se qualcuno nell’amministrazione si accorse della partecipazione azionaria di Montanari nella società di suo marito, cugino del sindaco Delrio.

Nell’articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano, lo stesso avvocato Gnoni che adesso dovrà investigare su quegli atti, aveva già dato una sua versione della vicenda: “Era una procedura negoziata con invito di alcune società e una gara con l’aggiudicazione al massimo ribasso”. E aveva difeso l’attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Delrio: “Ovviamente il sindaco non si occupa e non ha alcuna competenza su queste materie. Non vedo nessun problema legale nella partecipazione minima della dottoressa Montanari”. La stessa Enrica Montranari si era difesa: “Sono stata assunta nel 1993 dal comune e dal 1995 sono all’ufficio gare. Graziano Delrio non faceva nemmeno politica. Nella gara che è stata vinta dalla società di mio marito il criterio di aggiudicazione era il massimo ribasso e dunque non era possibile favorirlo”.

Eppure in una nota del 28 febbraio, successiva all’articolo del Fatto quotidiano, il Comune di Reggio Emilia sembrava avere già chiuso la questione. La nota aveva spiegato che “la dottoressa Enrica Montanari, funzionaria del Servizio Appalti e Contratti del Comune di Reggio, coniuge di Paolo Delrio, ha avuto un ruolo d’ufficio minimale, non si è occupata dell’invito alle ditte e non ha partecipato ai lavori della commissione”. Poi di fatto, il Comune aveva minacciato querele per l’articolo: “Il Comune ha incaricato i propri legali di valutare se i contenuti dell’articolo siano tali da ledere l’immagine e l’onorabilità dell’Amministrazione stessa”. Sulla questione c’è stato anche il commento di Matteo Olivieri, consigliere comunale del Movimento 5 stelle, che nei giorni scorsi aveva chiesto conto della vicenda: “Non ho mai conosciuto l’esito di queste istruttorie. Vengono aperte poi di solito non se ne sa più nulla”.