Come ormai da tradizione, la serata delle cover è la migliore di tutta la settimana sanremese. In più, quest’anno, c’era anche la finale delle Nuove Proposte più interessante degli ultimi tempi. Ne viene fuori una serata decisamente migliore delle tre precedenti, e persino Fabio Fazio sembra vivo. Tra i giovani trionfa il rapper campano Rocco Hunt, mentre l’esibizione più emozionante tra i big è quella di un intensissimo Cristiano De Andrè che canta Verranno a chiederti del nostro amore dell’immenso padre. Brividi in sala stampa e all’Ariston. Così come emoziona anche l’omaggio di Gino Paoli alla scuola cantautorale genovese. Stasera finalissima, con Renga dato per favorito, ma che dovrà fare i conti con Arisa, Renzo Rubino e Raphael Gualazzi.

Le pagelle di Silvia Truzzi

Fabio Fazio – 6/7
Dopo lo sfogo, “Mi sono rotto le palle”, (lo aspettavamo da anni per avere una prova che è umano) è definitivamente l’ex buono della tv italiana. Per la prima volta sembra divertirsi durante la puntata. Per fortuna, perché in conferenza stampa venerdì mattina sembrava uno che non vedeva l’ora che tutto finisse per tornarsene a casa. Note di colore: molto chic i colletti sottili delle camicie. Molto azzardata la scelta di prendere in braccio Lucianina, in uno slancio di virile romanticismo: la teneva come fosse un sacco di patate. Deve fare esercizio.

Luciana Littizzetto – 7
Ci piace di più quando fa ridere di quando propina i sermoni contro la chirurgia estetica (davanti a una platea piena di gente completamente rifatta, con un monologo che infastidisce perché è troppo lungo). Però bisogna ammettere che si spende moltissimo e in certi momenti pare tenere tutto da sola.

Perturbazione – 3
Osano fare la difficilissima e immensamente bella Donna cannone di De Gregori con Violante Placido. Il risultato è roba da codice penale.

Francesco Sarcina – 7
Diavolo in me con Scamarcio alla batteria e Silvia Ottanà al basso. Pas mal, anche Scamarcio.

Francesco Renga – 5
Presenta Un giorno credi di Bennato, con Kekko dei Modà. Poco convincente, anche se la sua canzone in gara è prima nella classifica provvisoria

Ron – 7/8
Porta Cara del suo amico di sempre, Lucio Dalla. E gli rende omaggio con voce e stile. Bravo davvero.

Arisa – 5
Con i danesi “Who made who” porta Cuccuruccu di Franco Battiato. Si presenta con scarpe gialle fluorescenti, ma non è la cosa peggiore. E’ peggio l’esecuzione.

Noemi – 5
Con La costruzione di un amore di Fossati, speravamo recuperasse punti. Invece no. Il film horror delle mise continua.

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetrooth – 5/6
Con Tommy Lee alla batteria, portano Nel blu dipinto di blu. Ma non funziona, anche se loro sono tra i pochi musicisti in gara.

Cristiano De Andrè – 9
Canta suo padre, e non dev’essere facile avere un monumento come padre. Verranno a chiederti del nostro amore incanta.

Renzo Rubino – 8
Porta Gaber, Non arrossire. Bella scelta, non scontata e ben interpretata sia da lui che da Simona Molinari, anche elegantissima.

Giusy Ferreri – 5
Sceglie Il mare d’inverno, duetta con Alessandro Haber. La salva Alessio Boni che introduce con un recital. Diciamo che poteva fermarsi lì.

Antonella Ruggiero – 8
Non tradisce con Una miniera dei New Trolls. Gran voce, e altrettanta classe.

Giuliano Palma – 5
I say I ‘sto ‘cca di Pino Daniele, eseguita con la sua band. Diciamo che se la cava meglio che con la sua canzone.

Riccardo Sinigallia – 6
Squalificato dalla gara, canta con tre signore: Paola Turci, Marina Rey e Laura Arzilli. Ho visto anche degli zingari felici, del grande Claudio Lolli

NUOVE PROPOSTE
Diodato – 8
Bravissimo, non c’è che dire. Voleva vincere per dedicare il risultato alla sua città, Taranto. Arriva secondo, ne sentiremo parlare.

Zibba – 6/7
Bravo. Ha vinto il premio della critica, anche se è un peccato per Diodato, ed è terzo nella gara.

Rocco Hunt – 9
Intelligente, spigliato, bravo. La gara dei giovani entusiasma molto più di quella dei “grandi”. Lui trionfa.

The Niro – 6/7
La canzone che celebra il 1969 narra l’anno dello sbarco sulla luna e di Woodstock. Ha talento, ma arriva ultimo.

Le pagelle di Domenico Naso

Fabio Fazio – 6,5
Si sveglia dopo tre serate di pennichella. Riesce persino a mostrato barlumi di brio. Miracolato.

Luciana Littizzetto – 6,5
Serata liscia come l’olio. Nel numero di illusionismo con un redivivo Silvan si diverte e fa divertire.

Perturbazione con Violante Placido – 4,5
Il duetto con Violante Placido sulle note de La donna cannone di De Gregori non è riuscito benissimo. L’attrice forse ha subito troppo l’emozione dell’Ariston. Peccato, perché l’arrangiamento non era niente male, ma l’esibizione è da dimenticare.

Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio e la bassista Sil- NC 
Niente, non riusciamo ad apprezzare lo sforzo nemmeno quando si cimenta in un pezzo “acchiappaentusiasmo” come Diavolo in me di Zucchero. E visto che ci siamo stufati di dargli voti bassi, stasera torna a casa con un non classificato. Da salvare la partecipazione di Scamarcio alla batteria.

Frankie Hi-nrg con Fiorella Mannoia – 6
Boogie di Paolo Conte aiuta molto un’esibizione old style, gigioneggiata con spensieratezza in coppia con Fiorella Mannoia.

Noemi – 4
Quest’anno la rossa cantante romana è totalmente fuori forma. Riesce persino a toppare La costruzione di un amore (Mia Martini/Ivano Fossati), una cover che ha già fatto tante volte, da X Factor in poi. Il pezzo meritava un trattamento migliore. Peccato.

Francesco Renga con Kekko dei Modà – 4
Bella la scelta di Un giorno credi di Edoardo Bennato, un po’ troppo furbetta quella del compagno di palco. Kekko, si sa, è un catalizzatore di televoti e Renga spera nell’onda lunga per la finale di domani. Ma il duetto non funziona, la voce di Renga è sacrificata e Kekko, come al solito, non aggiunge nulla di nulla.

Ron – 7
Cara di Lucio Dalla è una scelta sofferta, ma che alla fine ha pagato. Abbiamo finalmente ritrovato il Ron migliore. 

Arisa – 6,5
Cuccurucucu di Franco Battiato: arrangiamento meraviglioso, e la compagnia dei danesi WhoMadeWho è stata più che gradita. E visto che cantare Battiato, se non sei Battiato, non è per niente facile, Arisa se l’è cavata più che bene.

Raphael Gualazzi & The Bloody Beetroots – 7
Altra scelta paracula di Gualazzi, che canta Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, la canzone sanremese per eccellenza. Ma lo fa in maniera affatto banale, lasciando a sorpresa il microfono quasi sempre al carismatico e talentuoso Sir Bob. Sono in prima fila per la vittoria finale.

Cristiano De André – 9
Canta Verranno a chiederti del nostro amore, uno dei pezzi più belli del padre con una intensità e una delicatezza commoventi. Il silenzio irreale della sala stampa è sfociato poi in un lunghissimo applauso. L’Ariston ha fatto altrettanto. Da brividi.

Renzo Rubino – 7,5
Nonostante l’avversione di molto critici “quotati”, Renzo Rubino con Non arrossire di Giorgio Gaber va come un treno. Il duetto con Simona Molinari (bella, brava e vestita da Dio) è di una eleganza d’altri tempi. Dovrà vedersela con Renga, Gualazzi e Arisa per la vittoria.

Giusy Ferreri – 4
Due attori sul palco, Alessio Boni declama e Alessandro Haber canta, ma Il mare d’inverno di Loredana Bertè risulta insipida. Non lascia traccia.

Antonella Ruggiero – 8
E’ di un altro pianeta, una voce così. E stavolta con Una miniera dei New Trolls, lontana dalla sua canzone festivaliera troppo difficile, riesce a incantare. Si fa accompagnare da un gruppo di geniali musicisti che suonano (benissimo) un tablet, proprio dopo il sermoncino boldriniano di Fazio contro il cyberbullismo. Tecnologia 1 – Buonismo 0.

Giuliano Palma – 5,5
Scialba esibizione di I say i sto ‘cca di Pino Daniele, così come è scialba la sua presenza al Festival. Meglio la cover di Daniele, rispetto al suo pezzo già sentito.

Riccardo Sinigallia – 7
Espulso dalla gara perché aveva già cantato in pubblico la sua canzone, Sinigallia torna sul palco quasi in lacrime con Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli, e la sua buona fede sembra fuori di dubbio. L’esibizione con Marina Rei e Paola Turci è convincente, la canzone di Lolli è eterna.

NUOVE PROPOSTE
Rocco Hunt – 9
Bella canzone, lui è un animale da palcoscenico e ha sempre un sorriso per tutti. Da leggenda le lacrime dopo la vittoria e l’abbraccio prolungato con tutto il parentame presente all’Ariston.

Diodato – 8
Rocco Hunt era imbattibile, visto il seguito che ha. Ma lui si piazza ottimo secondo ed è pronto, finalmente, ad entrare nel mondo della musica che conta, passando per la porta principale.

Zibba – 7
Simpatico, disponibile, vero musicista. Vince il premio della critica, si piazza terzo.

The Niro – 6
Bravo anche lui, per carità, ma con avversari del genere non poteva davvero fare di meglio.