“Chi non vota la fiducia al governo Renzi è fuori dal partito”. L’aut aut arriva dal segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini, che lunedì mattina, mentre Matteo Renzi saliva al Quirinale per ricevere l’incarico, ha voluto mandare un avvertimento all’area civatiana del partito. E in particolare a quei parlamentari bolognesi, come Sergio Lo Giudice, che non hanno ancora dato garanzie sul voto, in attesa di vedere la nuova squadra di ministri e i contenuti del programma.

L’incertezza del gruppo vicino a Civati non è piaciuta al segretario bolognese. Che per questo, nel corso di un vertice mattutino con i deputati e i senatori eletti nel capoluogo emiliano, ha voluto chiarire la posta in gioco: “Chi volesse divorziare dal Pd di Bologna può non votare la fiducia al Governo Renzi, perché è evidente che farlo vorrebbe dire andare fuori” ha dichiarato a margine dell’incontro, così come riportato dall’agenzia Dire. “Mi aspetto che tutti i parlamentari di Bologna votino la fiducia e non ho motivo di credere che non sarà così”. Insomma l’unità del partito prima di tutto, è il richiamo del segretario. Altrimenti la strada obbligata è quella della scissione interna: “Noi del Pd di Bologna faremo fino in fondo la nostra parte” ha concluso il segretario.

E se la deputata Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi e alle primarie tra i sostenitori di Pippo Civati, ha già sciolto le riserve, assicurando il sostegno al nuovo premier a patto che, come primo dovere, Renzi “spieghi le ragioni di quanto avvenuto”, le ombre di una separazione in casa Pd non sembrano affatto dissolte. All’interno del partito rimangono parecchi dubbi e malumori sul nuovo esecutivo targato Renzi. E rimane chi prima di aprire la strada al nuovo esecutivo vuole rassicurazioni sia sulla squadra di governo, sia sui punti all’ordine del giorno.

Tra questi in prima fila c’è anche il bolognese Sergio Lo Giudice, esponente democratici a Palazzo Madama. Ed è per questo che è soprattutto a lui che Donini ha fatto appello, in particolare dopo le dichiarazioni rilasciate dal senatore in un’intervista telefonica. “Non abbiamo detto che non voteremo la fiducia ma aspettiamo spiegazioni rispetto all’operazione che si sta facendo, perché fino ad adesso sono state insufficienti”, ha chiarito Lo Giudice. “Abbiamo posto questioni sui contenuti su cui si va a fondare questo nuovo Governo, ma anche sugli obiettivi che questo cambio di premiership vuole portare e su come si sta costruendo la nuova alleanza tra le varie forze”. Ma per il momento, assicura, nessuna voglia si separarsi. “Vogliamo rimanere nel partito e vorremmo anche rinnovare la fiducia al nostro segretario. Ma se lo facciamo è giusto che venga fatto sulla base di contenuti politici chiari. Perché qui non si tratta solo di qualche senatore, ma di un’intera area politica e di 300 mila elettori che alle primarie hanno dato fiducia a Civati”.