Nuovo affondo di Beppe Grillo sul suo blog dopo le tensioni e le polemiche degli ultimi giorni. “In Italia è in corso, ora, mentre tu leggi questo articolo, un colpo di Stato, non puoi più far finta di nulla. Non è il primo, potrebbe essere l’ultimo. In questi anni ci sono stati molti colpetti di Stato dall’adozione del Porcellum che ha creato un Parlamento di nominati dai partiti, all’uso indiscriminato dei decreti-legge che ha spossessato il Parlamento della funzione legislativa con il beneplacito del Presidente della Repubblica” si legge nel posto sul sito. In un tweew l’ironia del segretario Pd Matteo Renzi: “Ha detto Beppe Grillo che è in corso un #colpodistato. Mi pare sia il tredicesimo dall’inizio del 2014. Fate attenzione, mi raccomando”. 

“La scorsa estate c’è stato un tentativo di colpetto di Stato per scardinare la Costituzione modificando l’articolo 138, ma è stato sventato dal M5S. La volontà popolare viene rappresentata dagli eletti in Parlamento e l’Italia, secondo la Costituzione, è una Repubblica parlamentare. Così dovrebbe essere, ma non è così. Il passo successivo è l’eliminazione dell’opposizione. Finora non era necessario. I partiti – argomenta l’ex comico – per più di vent’anni hanno esercitato un consociativismo spinto, larghe intese sottobanco. Non c’era bisogno di far tacere l’opposizione perché non c’era opposizione. Quindi, quindi… Si riabilita il socio Berlusconi, uscito dal Senato per esclusivo merito del M5S”.

Secondo il leader del Movimento 5 Stelle “si fa una legge elettorale extraparlamentare, il Pregiudicatellum, con un pregiudicato e un condannato in primo grado, Renzie, assistiti da Verdini che ha più processi che anni, per impedire in qualunque caso la vittoria del M5S . In Aula, però, il M5S ha ancora diritto di parola e può far decadere dei decreti legge porcata come IMU/Bankitalia che ha regalato 7,5 miliardi alle banche. Va tolto perciò, per finire il lavoro, anche il diritto di parola all’opposizione. Ed è avvenuto con una decisione che non rientra nelle facoltà della presidente Boldrini, che non è presente nelle procedure della Camera, come una volta si faceva per i decreti regi lo scorso giovedì 29 gennaio 2014. E’ un fatto gravissimo, avvenuto per la prima volta nella storia della Repubblica. D’ora in poi, qualunque discussione parlamentare può essere annullata, qualunque decreto-legge può essere approvato senza modifiche. E’ la fine della democrazia. Il decreto legge IMU-Bankitalia va invalidato per almeno due motivi – sostiene Grillo – . Conteneva decreti tra loro totalmente disomogenei ed è stato approvato CONTRO le leggi del Parlamento. Laura Boldrini deve dimettersi, ha violato, lei che doveva farle rispettare per ruolo, le leggi della democrazia. Nessuno prima di lei si è spinto fino a questo punto. Il M5S farà in modo di invalidare il decreto e di ottenere le dimissioni della Boldrini. In alto i cuori!”.  Proprio la presidente della Camera, oggetto di insulti e minacce da parte di attivisti sul blog di Grillo, ha criticato pesantemente il Movimento. Anche il premier Enrico Letta è intervenuto nella polemica parlando di barbarie. “Per me è una vicenda chiusa. È già stata abbastanza penosa” dice la terza carica dello Stato ha rispondendo ai cronisti che le chiedono di commentare la nuova richiesta di dimissioni. 

In un altro post Grillo se la prende con il leader di Sel: “Vendola ha detto che bisogna evitare l”abbraccio mortale con il caimano’. Vendola in passato ha definito Berlusconi nell’ordine: ‘un individuo geniale’ ‘ha veramente dei tratti strabilianti’ ‘un self made man che riesce a costruire un’intera epopea della vita culturale nazionale’ ‘un prototipo di uomo nuovo che si è saputo imporre sulla scena italiana’. SEL è in Parlamento solo grazie al premio di maggioranza incostituzionale del Porcellum ed è già stato approntato per il Pregiudicatellum un emendamento ‘salvavendola‘. Vendola dovrebbe tacere quando si parla di Costituzione o di tutela delle minoranze dopo che la Boldrini ha violato la Costituzione e zittito antidemocraticamente la minoranza di opposizione del M5S per regalare 7,5 miliardi alle banche'”.