“E se ti chiedessero com’è l’aver sposato il figlio di un assassino?”. L’ultima puntata della polemica tra il Movimento 5 Stelle e le istituzioni, la firma Rocco Casalino, portavoce del gruppo comunicazione al Senato (ed ex concorrente del Grande Fratello). In una lettera aperta alla conduttrice di La7 Daria Bignardi, chiede spiegazioni sull’intervista ad Alessandro Di Battista di venerdì scorso e sul perché abbia insistito nell’indagare il passato del padre del deputato. Ma le parole, pubblicate anche sul blog di Beppe Grillo, riaprono la polemica che sta tenendo impegnata la politica italiana nelle ultime ore. “E’ scandaloso”, dice da Doha il premier Enrico Letta, “non posso non commentare le frasi folli di Grillo verso Bignardi e suo marito: la corsa verso la barbarie intrapresa da Grillo, pare senza fine, non ci può essere tolleranza verso questo modo di fare politica”. Una nuova occasione di scontro che provoca un nuovo intervento della Presidente della Camera Laura Boldrini, che interviene per solidarizzare con giornalisti e conduttori tv: “Voglio esprimere la mia solidarietà a Daria Bignardi, ad Augias e a Fazio, perché quello in corso è un pestaggio mediatico“. Il primo segno di distensione arriva in serata, quando Grillo su twitter scrive: “Francesco Neri, noto per aver bruciato i libri di Augias, non rappresenta il M5S e utilizza senza alcuna autorizzazione il simbolo del M5S”. E prende le distanze così dal presunto attivista che, in segno di protesta, aveva compiuto il gesto estremo per poi pubblicarlo su internet.

Ma le polemiche non si fermano alla piccola Italia e in Europa, il capogruppo dei socialisti-democratici al Parlamento Ue condanna duramente Beppe Grillo e i toni degli ultimi giorni. “E’ insopportabile”, ha detto Hannes Swoboda, “avere un leader di movimento politico che sostiene, che glorifica lo stupro. Spero che molti dei seguaci più sensibili del movimento aprano gli occhi sul nocciolo fondamentalmente disumano di esso e lo lascino. Il Movimento 5 Stelle proclama di volere il cambiamento della cultura politica. Ma tutto quello che fa è bloccare e ostacolare i lavoro tramite attacchi che diventano sempre più personali e semplicemente inaccettabili”.

La lettera di Casalino a Daria Bignardi
Quale intervento ha suscitato una nuova ondata di sdegno da parte del premier e del presidente della Camera? Si tratta della lettera di Casalino a Daria Bignardi (i due, tra l’altro, si conoscono perché nel 2000 furono conduttrice e concorrente del Grande Fratello). “Cara Daria Bignardi, ti propongo questa riflessione. Come sarebbe per te se ti invitassi a una trasmissione tv e le domande fossero: come si sente tuo figlio a scuola ad avere il nonno mandante di un assassino? Come è l’aver sposato il figlio di un assassino?”. Il riferimento è alla relazione tra la Bignardi e il giornalista Luca Sofri, figlio di Adriano Sofri. “E se insistessi su questa domanda come hai fatto tu per il padre ex fascista di Di Battista? E se dopo aver avuto te ospite invitassi uno scrittore che invece di parlare del suo libro raccontasse di cosa è stato Lotta continua e di cosa pensa di te? -prosegue Casalino – E se questo scrittore utilizzasse il suo tempo non per parlare del suo libro ma per denigrare te che, oltretutto, saresti impossibilitata a difenderti? Tu penseresti che io sia stato corretto come conduttore o penseresti che questo invito sia stato una trappola ben orchestrata per far prevalere una idea e una tattica precostituita? Ad esempio che il MoVimento 5 Stelle e i suoi parlamentari sono squadristi”. “Con una grande abilità sei passata dal papà fascista (tra l’altro, ex fascista, ora vota m5s) ad Augias che ci dipinge come neofascisti. Ma assomigliate più voi a quel regime, voi che utilizzate tecniche da istituto luce, o noi che volevamo solo evitare che andassero 7,5 miliardi di euro alle banche? 7,5 miliardi che pagheremo noi tutti, tu e la tua famiglia comprese”, conclude Casalino.

I malumori interni al gruppo M5S
Il gruppo 5 Stelle in Parlamento intanto cerca di gestire lo scontro. I primi a dissociarsi sono i senatori Lorenzo Battista, Laura Bignami, Monica Casaletto e Luis Alberto Orellana, da sempre voci critiche. “Il confronto”, scrivono in un comunicato congiunto, “con l’avversario e il rispetto per le istituzioni devono essere valori imprescindibili della vita politica. Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica” dicono. “Abbiamo aderito al Movimento 5 Stelle per essere parte attiva di un cambiamento e contribuire a migliorare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. I fatti accaduti e gli attacchi personali dell’ultimo periodo non hanno dato né un segnale positivo né propositivo”, dicono i 4 senatori che stigmatizzano “con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica. Se da una parte Internet deve essere libera, è altrettanto vero che un certo tipo di messaggi, compresi alcuni post pubblicati sul blog di Grillo e le esternazioni dei responsabili della comunicazione M5S, possono innescare reazioni scomposte”. Per gli esponenti M5s “l’attacco alla persona non rappresenta l’attacco alle idee! I contenuti del blog non sono redatti con il consenso o la partecipazione di chi rappresenta democraticamente il paese. Chiediamo agli autori della comunicazione del M5S di essere maggiormente responsabili e consapevoli dei contenuti pubblicati e del loro inquadramento professionale”. Qualche ora prima anche il deputato Ivan Catalano aveva criticato i metodi comunicativi del gruppo: “La rivalità della solidarietà, ottimo trucco Beppe. I consulenti di PNL stanno facendo un ottimo lavoro. Far dipendere la politica dalla comunicazione e dal marketing, la svuota dai contenuti. Direi che in meno di 10 mesi ci siamo adeguati alla comunicazione peggiore che potevamo fare. L’uso della rete come grande strumento infamatore di massa è la nuova frontiera. La rete dovevamo usarla per fare partecipare le persone alla politica, tramite strumenti di democrazia diretta. Casaleggio per quanto mi riguarda riprenditi il consulenti che ci hai mandato”.

L’attacco della Boldrini da Fazio (Rai3) e il tweet di Messora
“Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio!”. E’ domenica sera, alla fine di una giornata di feroci polemiche tra Movimento e Presidente della Camera, Claudio Messora, responsabile comunicazione M5s al Senato, scrive questo tweet. Ne segue una valanga di polemiche e quindi le scuse oggi, a fine mattina: “Non era mia intenzione offendere Laura Boldrini. Se a causa di una mia battuta è accaduto, me ne scuso. Ora torniamo a parlare di contenuti”. Un dietrofront maturato già nella notte quando Messora, pressato dalle polemiche annota su Twitter: “Sono sincero: non sono stato di classe. Lo so. Però credo che quello che ha detto una presidente della Camera sia altrettanto grave”. Una frase che non è piaciuta a molti parlamentari 5 Stelle: “Chi cura la comunicazione politica di un gruppo parlamentare”, ha commentato la deputata Corda su Facebook, “e viene pagato per questo, non può arrogarsi il diritto di esprimere valutazioni personali pubbliche di bassissima lega con un tweet. Specialmente quando tali valutazioni hanno risvolti politici nefasti per l’immagine del gruppo stesso”.