E’ morto a Milano Giorgio Stracquadanio, ex deputato del Popolo della libertà. Aveva 54 anni ed era malato da tempo. A lungo fedelissimo di Silvio Berlusconi, era passato prima delle elezioni politiche del 2013 a Scelta civica. “La notizia della morte dell’amico Giorgio Stracquadanio coglie tutti noi di Forza Italia impreparati e sconvolti”, afferma una nota del partito di Silvio Berlusconi. “Se anche in quest’ultimo periodo le strade politiche – prosegue la nota – ci hanno visti lontani, tutti ricordiamo lo straordinario entusiasmo, la grande preparazione e la passione che ha sempre animato Giorgio, persona che proprio per il suo carattere si è sempre fatta amare e che adesso piangiamo. Forza Italia esprime un sentito cordoglio alla moglie e a tutti i suoi familiari”. Secondo Renato Brunetta, capogruppo forzista a Montecitorio, a mancare non è stato solo un amico, ma anche un “politico appassionato e uomo dalla rara intelligenza e sensibilità”. “Di lui – aggiunge il capogruppo berlusconiano al Senato Paolo Romani – ricorderemo sempre l’entusiasmo e l’impegno, manifestati pienamente nella sua appassionata attività parlamentare”.

Stracquadanio iniziò l’attività politica come radicale, poi nel 1996 l’ingresso in Forza Italia: si candida con il Polo delle Libertà ma non viene eletto. Entra finalmente in Parlamento (al Senato) nel 2006, quando il centrodestra perde le elezioni per 24mila voti circa. Poi diventerà deputato nel 2008 e sarà consigliere politico dell’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Nonostante sia considerato un “falco”, un fedelissimo di Berlusconi “duro e puro” è tra i primi che nei momenti di difficoltà consiglia di cambiare rotta. Per esempio in piena emergenza “spread”: il 3 novembre 2011 spinge l’allora presidente del Consiglio a formare un nuovo governo per far ripartire l’azione dell’esecutivo ormai precaria. Non viene ascoltato (lui come gli altri “dissidenti” Pdl), ma dopo pochi giorni Berlusconi darà le dimissioni per lasciare posto a Mario Monti. Ma non basta. Stracquadanio si allontana progressivamente e quando Berlusconi annuncia la sua ricandidatura alle politiche del 2013 abbandona il Pdl e definisce l’ex leader ormai al tramonto. La polemica con gli ex compagni di partito non si placherà neanche dopo il suo addio: “Io ero un falco di Berlusconi – dichiarò in un’intervista – ma lo difendevo con argomenti. Non starnazzavo, come altri falchi come la Santanchè, Capezzone e talvolta Brunetta, che sembrano più cornacchie”

Numerose le sue partecipazioni “originali” in tv e le posizioni su tematiche controverse. “Chi guadagna 500 euro è uno sfigato per varie ragioni e per fortuna sono pochissimi in Italia” disse per esempio una volta a Radio 24. O per esempio l’invettiva contro i dipendenti pubblici: “Non fanno un cazzo”. E ancora “nessuno scandalo – disse – se una deputata si prostituisce per un posto”. Molto capace di utilizzare le telecamere e i mezzi di comunicazione, dunque, ma anche un rapporto non sempre sereno, come quando spaccò la telecamera a una troupe di Piazzapulita.