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La prima di Vannacci a Cernobbio: “Dall’Ungheria alla Bulgaria un ‘me ne frego’ all’Ue”. E Monti lo attacca: “Il tuo programma viola la Costituzione”

Discorso piuttosto moderato del leader di Futuro nazionale, che prova ad accreditarsi di fronte agli imprenditori. Ma Monti lo dileggia, poi passa all'attacco: "Combatterò la tua retorica fascista"
La prima di Vannacci a Cernobbio: “Dall’Ungheria alla Bulgaria un ‘me ne frego’ all’Ue”. E Monti lo attacca: “Il tuo programma viola la Costituzione”
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La prima volta di Roberto Vannacci al Forum Ambrosetti di Cernobbio non verrà ricordata per le sue dichiarazioni di fronte a imprenditori e industriali, bensì per il discorso di Mario Monti, che gli siede accanto. “Non mi resta molto da vivere, ma se lei continuerà così, spenderò le mie ultime energie per combattere la sua retorica fascista“.

Il generale, computer aperto davanti a sé con gli appunti, parla per 20 minuti scarsi. Prende in giro Ferruccio De Bortoli, che nei giorni scorsi lo aveva attaccato, definendo il suo programma “inquietante”, cita Friederich Paulus che si è arreso a Stalingrado in un’analogia guerresca con l’Unione europea, che come il comandante – sconfitto – della sesta armata tedesca “non ha cambiato strategia”; cita “l’interoperabilità militare” quando sostiene che Bruxelles “deve lasciare capacità d’iniziativa agli Stati membri”. E sempre in un immaginario bellicista confessa che “il mio incubo è vedere partire le mie figlie partire per la guerra con un generale che si chiami Macron o, peggio ancora, von der Leyen”.

Il discorso di Vannacci è piuttosto vago, salvo quando dice che il programma “Reform Europe” andrebbe chiamato “ReArm Europe”, o quando con un volo a planare cita leader e partiti dell’estrema destra in Europa in crescita: “Farage è pronto. Macron, Merz e Sanchez non mangeranno il panettone. Marine Le Pen è vincente in qualsiasi sondaggio e in Sassonia domani si vota con Afd al 42%. Davanti a Bruxelles, l’Ungheria, la Slovacchia e la Bulgaria hanno l’atteggiamento dannunziano del ‘me ne frego’“.

Finito l’intervento del leader di Futuro nazionale, prende la parola Monti. Che parte piano, per poi andare all’attacco col passare dei minuti. “Ho letto il suo programma” dice all’europarlamentare ex Lega, “e sono rimasto molto attratto dai suoi riferimenti alla storia e alla cultura romana. I romani dicevano ‘dividi et impera’. Lo stesso che fanno Trump e Putin, applicandolo all’Europa e cercando di divederla dall’esterno. Ma, vede, secondo me i sovranisti stanno adottando la stessa strategia dall’interno, alcuni spinti dal presidente Usa, altri mossi dal presidente russo. Queste forze che lei ha citato, e che vanno forte in Europa, si chiamano nazionalisti, e la mia profonda convinzione è che nella maggioranza dei casi vadano contro l’interesse del loro popolo”.

Dopodiché l’ex presidente del Consiglio dileggia Vannacci, suscitando prima l’applauso e poi le risate della platea. “Ho una domanda bibliografico-concettuale sul suo programma” esordisce. “L’elaborazione è stata affidata al professore Lorenzo Gasperini, che nel 2021, in un post sui social, scrisse che ‘chi si vaccina dimostra infermità mentale, facile obbedienza al primo politico che passa e una psicologia da servo. Tutte caratteristiche che dovrebbero comportare l’esclusione dalla vita sessuale. Ora – continua Monti – ho una curiosità tecnica: come si implementa questa sanzione? Evirazione seduta stante, che sarebbe una soluzione strutturale, o il braccialetto elettronico, probabilmente non applicato al polso ma a un’altra parte del corpo maschile?”. Infine “ho una curiosità politica: quando lei ha dato una responsabilità così gravosa a Gasperini, era a conoscenza di questo scritto, oppure faceva curriculum? Questa cosa desta preoccupazione”.

Alla fine del proprio intervento, Monti si concentra sul programma di Futuro nazionale. “Sono arrivato alla conclusione che lei viola palesemente la Costituzione col suo programma, ma anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”. Poi, di nuovo rivolto verso il generale: “Lei è consapevole che anche solo una primordiale applicazione del documento che ha stilato comporterebbe una cacciata dall’euro e dall’Unione europea? Gli imprenditori vedrebbero il mercato unico completamente distrutto”, pausa e confessione: “Ho quasi finito, questo è un confronto che ho lungamente atteso”. Poi l’attacco sul fascismo: “Qualcuno sostiene che stia ricostituendo il partito fascista. Io non sono in grado di affrontare un tema così alto, però ascoltando i suoi interventi ritengo che un aspetto del fascismo, il più insidioso, sia già in atto. E non è tanto la ricostituzione del partito, quanto la ricostituzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo. Ho il terrore di quello che lei desidera realizzare, e cioè la ricostruzione psicologica di una Italietta. Se continuerà su questa strada e se ci sarà modo di impedirlo, spenderò le mie ultime energie per farlo”.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
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