Da dove nasce l’attacco frontale del Movimento Cinque Stelle nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano? Dal corpo a corpo in corso nell’aula della Camera sul decreto Imu-Bankitalia. Da una parte l’ostruzionismo del M5S non si ferma, dall’altra la presidente dell’assemblea di Montecitorio Laura Boldrini ha chiesto ai gruppi di trovare un accordo per non dover ricorrere alla “tagliola” per il contingentamento dei tempi. Il decreto – contestatissimo nella parte che riguarda la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia – è passato con un voto di fiducia la scorsa settimana, ma scade il 29 gennaio. Al termine della riunione dei capigruppo, la presidente della Camera ha “ribadito di non voler applicare” la cosiddetta ‘tagliola’.  Boldrini, nonostante in aula vada avanti l’ostruzionismo del M5S, ha quindi deciso di non utilizzare la prerogativa (mai utilizzata sinora) che consente alla presidente della Camera di porre in votazione un provvedimento a prescindere dalla fase in cui esso si trovi.

Alla “ghigliottina” si oppone appunto a tutti i costi il Movimento Cinque Stelle: “Le dichiarazioni della presidente sulla tagliola sono irricevibili – dice il capogruppo Federico D’Incà – Noi crediamo che la presidente Boldrini sia sotto il ricatto del presidente del Consiglio Letta e che il governo voglia mettere la museruola alle opposizioni”. Ed ha ribadito la necessità di stralciare le norme su Bankitalia da quelle sull’Imu. Boldrini ha fatto ripetutamente appello a concludere l’esame del decreto, andando anche sul merito, invitando a considerare le conseguenze di una mancata conversione dovuta ad un non voto dell’Aula: un fatto “che avrebbe un effetto negativo sul rapporto tra Istituzioni e cittadini, che non capirebbero nè potrebbero giustificare il comportamento del Parlamento”. Durissimo il Pd sull’ostruzionismo di M5S. “Beppe Grillo – sbotta il capogruppo Roberto Speranza – vuol far pagare la seconda rata dell’Imu alla gente. Il decreto va assolutamente convertito e l’ostruzionismo di M5S è assurdo, mentre è giusto l’atteggiamento della presidente Boldrini, che fa bene a garantire la conversione di un decreto per non danneggiare le famiglie italiane. Questa vicenda ci dimostra ancora una volta quanto sia urgente la riforma dei regolamento”. Per Renato Brunetta “è responsabilità del governo che con questo decreto legge ha fatto una pasticciaccio brutto”.

L’ipotesi dunque è diventata scorporare le norme sull’Imu (davvero urgenti perché in ballo c’è la seconda rata) da quella su Bankitalia, ritenuto un ennesimo regalo alle banche private. “Mi pare una buona idea – dice per esempio il capogruppo di Scelta Civica Andrea Romano – potrebbe esserci un provvedimento ad hoc, anche perché pure noi su Bankitalia abbiamo qualche perplessità”. Su questa strada il Governo “potrebbe essere disponibile”. Gli ordini del giorno sono stati già approvati, ma manca l’ok finale.

Ma Fratelli d’Italia – tra i gruppi più scatenati contro questo decreto – apre un nuovo capitolo dopo il no del governo all’ordine del giorno che ribadiva che le riserve auree custodite dalla Banca d’Italia sono dello Stato. “Cosa significa? – si chiede Guido Crosetto – Perché non ha voluto ribadire una cosa così ovvia approvando un ordine del giorno? Cosa hanno in mente? Oppure si tratta solo della consueta superficialità di questo inutile Esecutivo? Sarebbe opportuna una spiegazione immediata”. “I venduti del governo al soldo del potere finanziario bocciano l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia per ribadire che l’oro della Banca d’Italia (100 miliardi) è di proprietà del popolo italiano – insiste su facebook Giorgia Meloni – Questi corrotti in cambio di qualche marchetta, finanziamento, consulenza o bustarella sotto banco consegnano le riserve auree dell’Italia alle lobby delle quali fanno parte”.