Si riaccende la mischia intorno alla legge elettorale. Mentre la bozza Renzi-Berlusconi riceve il primo via libera in Commissione Affari costituzionali, il presidente Napolitano torna a premere perché le riforme si facciano “al più presto”, soprattutto quelle che possono correggere la “inefficienza delle istituzioni” nel prendere le decisioni che servono ai cittadini. Ma il leader dell’Ncd – e vicepremier nel governo Letta – Angelino Alfano annuncia per il finesettimana una sfilza di emendamenti che minano l’intero impianto di “Renzusconi”, dalla reintroduzione delle preferenze alla revisione del conteggio dei voti per il ballottaggio. Intanto Silvio Berlusconi – che delle preferenze è oppositore – manda a dire: “Finalmente nel Pd ho trovato qualcuno con cui si può ragionare e parlare”, riferendosi appunto a Renzi. Contrapposto alla “barbarie giudiziaria” che lo ha travolto.

E’ necessario “pervenire al più presto all’approvazione di riforme istituzionali che rendano il nostro ordinamento più idoneo a fronteggiare, nel contesto europeo, le nuove esigenze poste dalla crisi e dalle sfide della competizione globale”, scrive il presidente Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al congresso di Sel in corso di svolgimento a Riccione. “Solo così – aggiunge – sarà possibile sperare in un progressivo riavvicinamento alla politica da parte dei cittadini, la cui disaffezione per la cosa pubblica è determinata in larga misura dall’inefficienza di cui per molti aspetti le istituzioni danno prova, oltre che dai ricorrenti episodi di malcostume”.

Matteo Renzi non sta a guardare e dai microfoni di Virus su Raidue ribadisce: “Questa è l’ultima chance anche per i parlamentari. Io più che fare l’accordo non posso. Se qualcuno pensa con il voto segreto di sgambettarlo non è che fanno un danno a me, fanno un danno a loro, perché la legislatura sostanzialmente vede il proprio fallimento”. E la polemica sulle preferenze, innescata anche all’interno del suo stesso partito, è “pretestuosa”. E se “tecnicamente” si può anche votare nel semestre di presidenza italiana dell’Ue, “che senso ha votare oggi se c’è da fare tante cose?”. Sul tema caldo delle preferenze, Renzi afferma:”Io avrei preferito metterle, perché ero uno dei pochissimi a volerle. Potrei farle l’elenco di autorevolissimi dirigenti che dicevano mai con le preferenze segnano la fine della politica. Magari sono gli stessi che oggi hanno cambiato opinione”.

Non sembrano orientati a far presto gli emendamenti annunciati per il fine settimana da Angelino Alfano: “Proveremo la proposta principale, cioè le preferenze generalizzate, ma stiamo lavorando anche a una proposta di mediazione sul modello di quanto accade in Germania, con una parte di lista bloccata e una parte di preferenze. I nostri tecnici sono al lavoro entro domenica presenteremo anche questa: una parte la scelgono i partiti, una parte i cittadini”. Il leader dell’Ncd va all’attacco dell’altro pilastro della legge elettorale, il meccanismo del premio di maggioranza. “Certamente non faremo i portatori d’acqua a nessuno ed ecco perché stiamo lavorando a un emendamento sullo scorporo. E cioè i voti dei partiti che non prendono i seggi non possono essere contabilizzati per il candidato premier ai fini del ballottaggio”. Questo per evitare “che un partito del 20% guidi una coalizione che arriva fino al 35% prendendo magari esso solo seggi e portando il proprio leader al ballottaggio”. A questo proposito, Alfano ricorda a Forza Italia che con l’attuale legge elettorale andrebbe incontro a una sconfitta da parte del Pd, quindi dovrebbe pensare alle “alleanze” invece “di costruire regole che uccidano o costringano a scelte diverse i partiti e i movimenti politici dell’area del centrodestra”.