Prima gli è stata tolta, poi gli è stata riconfermata. Il capitano Ultimo, l’ufficiale dei carabinieri che il 15 gennaio 1993 arrestò a Palermo Totò Riina, continuerà ad avere la scorta. Perché sulla sua testa pende ancora la condanna a morte del Capo dei capi che nelle ultime esternazioni nel carcere milanese di Opera con il boss Alberto Lorusso è tornato a minacciare chi ha contribuito al suo arresto e i pm di Palermo.

In un primo momento il Comitato per la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, aveva deciso  di revocare la protezione per il colonnello del Noe Sergio De Caprio. La notizia era stata anticipata dal settimanale Panorama. Ma nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a Roma è avvenuta la retromarcia: Ultimo continuerà ad avere il suo angelo custode.