Sul terreno della rappresentanza sindacale si consuma l’ultimo scontro in seno alla Cgil. Il segretario della Fiom Maurizio Landini ha scritto alla leader del sindacato confederale Susanna Camusso per chiedere quello che aveva già anticipato nei giorni scorsi: sospendere la firma della Cgil all’accordo sulla rappresentanza di venerdì 10 gennaio, in attesa di svolgere la consultazione tra gli iscritti il cui pronunciamento è vincolante e previsto dallo stesso statuto. Il testo, accusato dalla Fiom di “limitare le libertà sindacali”, è però difeso dalla Cgil, che ne sottolinea la “straordinaria importanza“.

Un giudizio di certo non condiviso dal sindacato dei metalmeccanici. “Abbiamo appreso della firma, da parte del segretario generale della Cgil, di un accordo definito ‘Testo unico sulla rappresentanza Confindustria, Cgil, Cisl e Uil’ con una serie di contenuti mai discussi in nessun organismo dirigente della nostra organizzazione”, scrive Landini nella lettera a nome della segreteria nazionale Fiom, sottolineando che si è arrivati ad “un nuovo accordo“, rispetto a quello del 31 maggio 2013. La Fiom punta il dito in particolare contro le sanzioni e l’arbitrato interconfederale: “Il nuovo accordo prevede sanzioni verso le organizzazioni sindacali o i lavoratori eletti, introduce l’arbitrato interconfederale in sostituzione dell’autonomia delle singole categorie e compaiono elementi che configurano una concezione proprietaria dei diritti sindacali, di fatto limitano le libertà sindacali anche in contrasto con la recente sentenza della Corte costituzionale sulla Fiat. Non è comprensibile che tutto ciò sia avvenuto senza mettere le categorie nella condizione di poter conoscere, discutere e decidere prima di arrivare alla firma”.

Pertanto il sindacato dei metalmeccanici chiede “che sia convocata con urgenza la riunione del Comitato direttivo della Cgil nazionale; lo svolgimento di una consultazione delle iscritte e degli iscritti interessati da tale intesa, attraverso il loro pronunciamento vincolante con il voto certificato, previsto dallo statuto della Cgil; la sospensione della firma fino all’esito finale della consultazione, il rispetto in ogni caso dei principi sanciti dallo statuto della Cgil; la realizzazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro nel corso delle quali dovranno essere rappresentati e illustrai i contenuti e gli eventuali diversi giudizi sull’accordo”. La valutazione “definitiva sull’intesa e sul nuovo quadro” che determina viene rimandata al Comitato centrale del 16 gennaio, al quale la Fiom invita a partecipare e intervenire la stessa Susanna Camusso.

Il giorno seguente, venerdì 17 gennaio, si terrà il direttivo nazionale della Cgil, che prevede all’ordine del giorno proprio la discussione dell’accordo sulla rappresentanza sindacale. Ma la linea della confederazione è chiara. In una nota alle proprie strutture, la Cgil conferma “la straordinaria importanza del passaggio alla fase attuativa dell’accordo che determina i criteri di rappresentanza e di democrazia sindacale”, firmato venerdì scorso con Cisl, Uil e Confindustria. “Si traducono in regole il meccanismo della certificazione degli iscritti e del valore vincolante del voto dei lavoratori per la validità e l’esigibilità dei contratti”, si sottolinea nella nota. “E’ poi fondamentale – prosegue – la discontinuità con un metodo con cui aziende e associazioni di impresa potevano rivolgersi a qualunque organizzazione per determinare accordi”.