Esperto di protezione civile e di informatica, ha passato la breve conferenza stampa a spiegare che cercherà di essere “poco mediatico”, perché lui, al contrario di un sindaco o dei politici in generale, non ha “bisogno di voti”. Eppure Ennio Mario Sodano, il nuovo prefetto di Bologna, è probabilmente l’unico nel suo ruolo in Italia ad avere un suo sito internet personale (www.sodano.it) dedicato all’attività di funzionario dello Stato e dove (non senza prima una citazione del filosofo Platone), racconta la sua carriera, raccoglie fotografie istituzionali, articoli di giornali, video e persino le curiosità sul ruolo che ricopre.

Trasferito da Padova, dove ha ricoperto la stessa carica dal 2009, Sodano, 60 anni appena compiuti, ha sostituito alla guida della prefettura di piazza Roosvelt Angelo Tranfaglia, andato in pensione il 30 settembre 2013. La priorità del nuovo rappresentante del governo, premette egli stesso nel presentarsi alla stampa, sarà la lotta alle mafie: “Si tratta di un grosso peso che troppo a lungo è stato considerato solo un dramma del sud. Ma è un limite allo sviluppo di tutto il Paese. Bologna, tutta l’Emilia Romagna è una zona florida con una imprenditoria che funziona e questo fa gola alla mafia”. La biografia e il curriculum di Sodano, originario di Caserta, dovrebbero essere d’aiuto. In passato infatti ha guidato, come Commissario straordinario, la ASL Napoli 4, sciolta per infiltrazioni della criminalità organizzata. Poi il 21 dicembre 2007 l’allora ministro degli Interni Giuliano Amato lo nominò prefetto di Vibo Valentia. “In quella sede – spiega il nuovo rappresentante del governo sul suo sito web – ho promosso alcuni protocolli d’intesa sulla legalità (fra i quali quello relativo alla costituzione della Stazione unica appaltante provinciale) e ho svolto un’intensa attività di contrasto alle infiltrazioni nelle amministrazioni pubbliche (quattro le proposte di accesso antimafia, di cui due già sfociate in scioglimento di organi elettivi)”.

Già a Padova, Sodano si è occupato del tema delle mafie: “È evidente che chi ha capitali ingenti guardi a queste zone. Spesso – ha spiegato il prefetto al suo primo giorno a Bologna – le aziende in crisi di liquidità si affidano a queste realtà criminali convinte di liberarsene una volta risolto il problema. Ma è una pia illusione: l’obiettivo della mafia non è lucrare con interessi usurai. L’obiettivo è impossessarsi di una azienda”. Sodano, che dovrà gestire la ricostruzione post terremoto in Emilia e, anche in questo caso, il pericolo delle infiltrazioni mafiose negli appalti, nel suo sito ricorda di avere ricevuto un encomio in occasione del terremoto dell’Umbria, quando mise a punto “il sistema informatizzato locale di monitoraggio degli appalti pubblici, inserito in un complesso di misure tese a contrastare eventuali fenomeni di infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione”.

Nel 1996, inoltre, l’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano gli conferì una medaglia di bronzo al valor civile perché a Orbetello, dove prestava allora servizio come funzionario “accorreva tempestivamente presso una fabbrica di esplosivi nella quale si era sviluppato un violento incendio – si legge nell’onorificenza – e coordinava con instancabile impegno l’intervento del personale coinvolto nello spegnimento delle fiamme impedendo, con la rapida evacuazione delle vicine abitazioni, il verificarsi di ben più gravi conseguenze”. Sodano ha ammesso di conoscere ancora troppo poco Bologna per esprimersi sui temi caldi che interessano la Prefettura. Su tutti c’è quello del Cie di Bologna, al momento chiuso per lavori. Per ora nessun commento sulla sua futura riapertura, ma Sodano conosce bene il tema, essendosi occupato nel 2002 dei Centri di permanenza temporanea (i predecessori dei Cie) quando era funzionario al Viminale. Poi c’è la questione dei facchini, in maggioranza stranieri, che protestano contro le grandi coop emiliane per una paga migliore e che periodicamente bloccano il passaggio di Tir negli snodi centrali della grande distribuzione. In ballo c’è anche il tema di Ripoli e della frana creata dai lavori per la Variante di Valico. “La prima cosa che farò – ha spiegato il nuovo prefetto congedando i giornalisti – sarà girare per la città e ascoltare la gente e le altre istituzioni. Non ci sono ricette preordinate per affrontare i problemi”.