Il metodo Stamina viene eseguito in uno degli ospedali pubblici migliori del Paese posto al secondo posto secondo una indagine dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Quindi la prima domanda è capire chi e perché ha autorizzato il secondo ospedale che offre cure migliori in Italia ad accettare pazienti che fossero sottoposti a trattamenti con un metodo che tutta la comunità scientifica nazionale ed internazionale, la magistratura e gli organi istituiti dal Ministero della salute ritengono addirittura pericoloso.

Il collegamento possiamo trovarlo nel dott. Luca Merlino, direttore vicario sanità della regione Lombardia, che ha utilizzato direttamente questo metodo. Siamo sicuri che sia il caso che la regione Lombardia continui ad avere come direttore vicario della sanità un medico in assoluto conflitto (a causa della sua malattia e della terapia a cui volontariamente si sottopone) con persone che sono indagate con ipotesi di reato gravissime: “associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, nonché alla truffa”?

Ricordo che conobbi il dott. Luca Merlino alla fine del 2007, su indicazione dell’allora assessore della sanità della regione Luciano Bresciani, quando andai a presentargli il mio metodo per fare controlli sanitari non sulle cartelle cliniche ma sui pazienti. Queste le sue parole, che mi scrisse su una mail in mio possesso che trascrissi nel mio libro Ci sarà un futuro? Una sanità migliore in un mondo migliore?” a pag. 61 “le avevo manifestato interesse per il lavoro di valutazione svolto” e dopo “E’ riuscito a trovare consenso?”.

Pensavo che il lavoro di ricerca di consenso di controlli sanitari seri dovesse essere fatto da chi paga le prestazioni e gestisce la salute pubblica. Io davo una idea ma nessuno voleva ascoltarla come disse Milena Gabanelli nella puntata di Report “La prestazione” del 2 maggio 2010 nella quale fui intervistato sull’argomento.

Mi domando caro dott. Merlino, e lo domando ai magistrati che stanno indagando, non pensate che solo controlli seri ed appropriati prima di utilizzare pazienti vittime, ancor di più se piccoli, dovevano essere eseguiti su “chi fa cosa”? Non pensa dott. Merlino che avrebbe dovuto ascoltarmi di più? Credo che ci sia molta confusione intorno a questa vicenda, che poco ha a che vedere con le terapie compassionevoli.

Credo che le Istituzioni per primo debbano decidere da che parte stare se dalla legge o da chi abusa, senza fondamenti, del male altrui. Presidente Maroni non crede di dover intervenire su come e chi controlla la salute pubblica e che Umberto Ambrosoli avesse ragione?