La web tax così com’è formulata sembra “contraria alle libertà fondamentali e i principi di non-discriminazione dei trattati”. Dopo le polemiche politiche italiane, anche l’Europa interviene sulla disciplina che imporrebbe alle aziende straniere che operano in italia di aprire una partita Iva nel nostro Paese. A criticare la norma è  stato Emer Traynor, portavoce del commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale Algirdas Semeta, con una dichiarazione al Corriere delle Comunicazioni. 

“Trattandosi per il momento di una semplice proposta – spiega il rappresentante Ue – dovremo analizzare il testo finale prima di dare un’opinione definitiva. Tuttavia, abbiamo seri dubbi sull’emendamento per come si presenta attualmente”. Bruxelles, sottolinea il Corriere delle Comunicazioni, condivide appieno la bocciatura formalizzata proprio ieri dall’ufficio studi della Camera secondo cui il comma bis della proposta targata Francesco Boccia (Pd) risulta “non compatibile con la normativa comunitaria in materia di libertà di circolazione di beni e servizi”. “Invitiamo – ha aggiunto Traynor – il governo italiano ad assicurare che ogni nuova misura legislativa sia appieno compatibile con il diritto europeo”.