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Stipendio e pensione, ma era vietato: la Corte dei conti indaga 4 manager della sanità campana ai tempi di De Luca

La procura campana della Corte dei conti ha notificato un invito a dedurre, contestando un danno erariale complessivo di oltre 880mila euro
Stipendio e pensione, ma era vietato: la Corte dei conti indaga 4 manager della sanità campana ai tempi di De Luca
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Galeotta fu la doppia retribuzione: indennità di manager della sanità campana e pensione anticipata. In violazione di una normativa che vieta il conferimento di incarichi dirigenziali e direttivi a chi si trova in quiescenza. A meno che non vengano svolti a titolo gratuito. Non sarebbe stato così, invece, per i quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie campane ai quali la procura campana della Corte dei conti ha notificato un invito a dedurre, contestando un danno erariale complessivo di oltre 880mila euro.

Si arriva a questo punto anche perché cadde nel vuoto una richiesta di parere formulata dal direttore generale della Sanità Antonio Postiglione: “Ad oggi non è pervenuto alcun riscontro in merito da parte della Presidenza del consiglio dei ministri”, si legge negli atti trasmessi agli indagati. E fu ignorata anche la successiva interrogazione consiliare di FdI alla giunta De Luca, che ipotizzava un danno erariale, rimasta inevasa “sul quesito di maggiore rilevanza, avente ad oggetto, appunto, la richiesta in merito al se quei rapporti, dal momento dell’avvenuto collocamento in quiescenza dei direttori generali, sarebbero stati trasformati o meno in rapporti a titolo gratuito”.

Si tratta di Giuseppe Longo, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli (tra il 9 agosto 2022 e l’8 agosto 2025) a cui viene contestato un danno erariale di 171mila euro; Renato Pizzuti, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino (dal 9 agosto 2022 all’8 agosto 2025) al quale viene contestato un danno erariale di oltre 382mila euro; Attilio Antonio Montano Bianchi, già direttore generale dell’Irccs Fondazione Pascale di Napoli (dal 12 ottobre 2016 al 12 ottobre 2024) al quale viene contestato un danno erariale di quasi 134mila euro; e Vincenzo D’Amato, già direttore generale dell’Ospedale universitario San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno (dall’1 agosto 2023 all’8 agosto 2025), al quale viene contestato un danno erariale di oltre 193mila euro.

L’indagine è stata svolta dal Nucleo Pef della Finanza di Napoli, agli ordini del colonnello Paolo Consiglio, coordinata dai pubblici ministeri contabili Ferruccio Capalbo e Raffaella Miranda e dal procuratore Giacinto Dammanco. Gli accertamenti riguardano un periodo che va dal 2022 al 2025, gli ultimi tre anni dell’era deluchiana, e hanno ricostruito la posizione lavorativa e i compensi percepiti dal momento del pensionamento fino alla cessazione dell’incarico, dai quattro direttori generali, andati volontariamente in pensione prima della naturale scadenza del mandato ma continuando tuttavia a intascare contemporaneamente pensione e retribuzione dirigenziale.

Tutti, inoltre, avrebbero omesso di segnalare il mutamento del proprio status alla Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Regione Campania. Tre dei quattro direttori generali, inoltre, avrebbero inizialmente sospeso l’erogazione della retribuzione in coincidenza con il collocamento in quiescenza, per poi riattribuirsela autonomamente – comprensiva degli arretrati maturati – alla scadenza del mandato, senza darne comunicazione alla competente Direzione generale regionale.

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