Il presidente Viktor Yanukovych preferisce sospendere l’accordo di associazione con l’Unione europea e concentrarsi sul rafforzamento dei rapporti con la Russia. Ma la sua decisione scatena le proteste a Kiev, dove oltre 10mila manifestanti sono scesi in piazza. Le proteste giungono mentre a Vilnius, in Lituania, è cominciato il summit del partenariato dell’est, nel corso del quale si sarebbe dovuta svolgere la firma dell’intesa. “Se l’Ucraina non usa l’opportunità di entrare in Europa lascerò il Paese”, spiega uno dei manifestanti che esprime la posizione di tanti cittadini ucraini, convinti che la scelta del governo sia un modo di pensare a breve termine che nega i vantaggi a lungo termine di una più stretta integrazione con l’Europa.

Intanto, a Vilnius è proprio il “caso Ucraina” a tenere banco al vertice dell’Unione europea con i sei Paesi partner dell’est. Sotto i riflettori la possibilità di una firma “last minute” dell’accordo di associazione con Kiev e l’appello della leader dell’opposizione Yulia Timoshenko, che oggi ha chiesto “fortemente” ai leader dei 28 di firmare l’accordo “senza alcuna esitazione e senza condizioni, inclusa quella riguardo al mio rilascio”. In precarie condizioni di salute, Timoshenko è in sciopero della fame da lunedì scorso, come segno di solidarietà con la protesta.

“Lavoreremo per vedere se è possibile recuperare, però confesso che la preoccupazione è parecchia”, ha detto il premier Enrico Letta, prima di fare il suo ingresso alla cena di lavoro dei leader dell’Ue con quelli di Ucraina, Georgia, Moldavia, Armenia, Azerbaijan e Bielorussia. Il governo di Kiev, sotto la forte pressione da Mosca, ha spiegato il congelamento della firma con motivazioni economiche. Ma l’Unione europea non si presta al gioco, una partnership con i 28 “è un impegno a lungo termine, non un gioco al rialzo” a chi fa l’offerta economica più alta o batte più forte sul tavolo, ha detto l’ex presidente dell’Europarlamento, Pat Cox, aprendo i lavori del Forum della società civile nella capitale lituana. Piuttosto, un accordo con l’Ue è “un’occasione unica di invertire il calo degli investimenti esteri diretti in Ucraina e dare slancio ai negoziati con il Fondo monetario internazionale“, ha spiegato il commissario europeo alla politica di vicinato, Stefan Fule. Perché “a mettere la grossa cifra per aiutare Kiev sarebbe l’Fmi, con dietro il sostegno dell’Ue”, precisano fonti comunitarie.

La proposta di Mosca e Kiev di tenere con Bruxelles colloqui a tre sull’accordo Ue-Ucraina poi è del tutto esclusa. Ciononostante, i “segnali confusi” in arrivo dalla capitale ucraina hanno alimentato l’idea che la partita potesse essere “ancora aperta”, aveva detto a poche ore dal summit il ministro degli esteri lituano, Linas Linkevicius. La cancelliera Angela Merkel, invece, al suo ingresso non ha usato mezzi termini: “Non c’è speranza che l’accordo venga firmato questa volta”. Dichiarazioni poi confermate dalla stessa presidenza dell’Unione: “Ucraina resta per ora indisponibile a firmare l’accordo di associazione con l’Ue”.