Nella telenovela dell’abolizione dell’Imu, oggi è il momento dello stop. Perché l’eliminazione della seconda rata sulla prima casa, che era in discussione oggi nel consiglio dei ministri, è slittata. Se ne tornerà a parlare martedì prossimo. Il governo non è ancora riuscito a trovare le coperture necessarie, pari a 2,4 miliardi di euro. Mancano ancora 400 milioni, la cifra che consentirebbe di confermare l’esenzione anche per le aree agricole, a cui non vuole rinunciare il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo. E proprio su tale questione oggi è saltata la trattativa. “Martedì saranno approvati entrambi i provvedimenti” sull’Imu e sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia e “la seconda rata dell’Imu non sarà pagata perché questo è un impegno da tempo preso” ha assicurato dopo il consiglio dei ministri il presidente Enrico Letta.

Per ora il governo ha trovato solo 2 miliardi di copertura, assicurati dall’aumento degli acconti Irap e Ires di banche e assicurazioni. Oltre alla richiesta degli agricoltori, i Comuni vogliono che venga assicurato il gettito atteso per il 2013, il che richiederebbe ulteriori 500 milioni di euro. In pratica, nel calcolare le coperture necessarie all’esenzione sia dalla prima che dalla seconda rata, il governo ha sempre fatto riferimento agli introiti dell’ultimo anno di pagamento, il 2012. L’anno scorso dall’Imu sulla prima casa e su terreni e fabbricati agricoli a dicembre entrarono 2,4 miliardi di euro. Ma nel 2013 600 Comuni hanno aumentato l’aliquota base del 4 per mille, portandola in molti casi al 6 per mille, con una differenza rispetto al 2012 che ammonta appunto a circa mezzo miliardo di euro. Risorse che ora mancano dai bilanci comunali e che le amministrazioni chiedono dunque come compensazione allo Stato centrale.

La questione su cui oggi si è interrotta la discussione è però il nodo dei terreni agricoli, su cui si è scatenata la tutt’altro che sottile polemica tra Forza Italia e Nuovo centro destra, rappresentato dal ministro De Girolamo. Il ministro è stato tirato in ballo nei giorni scorsi dagli ex colleghi di partito, capitanati da Maurizio Gasparri e Renato Brunetta, perché mantenesse una linea coerente nonostante la scissione nel Pdl e difendesse gli agricoltori, oltre che la linea ‘no-tax’ del Popolo della libertà. Una sfida che la De Girolamo ha raccolto in pieno, assicurando il suo sostegno nei fatti oltre che nelle parole.

A margine del lavoro del consiglio dei ministri di oggi, De Girolamo ha dichiarato che l’esenzione “sui fabbricati c’è”, mentre dei terreni “discuteremo martedì”. Il rinvio non è piaciuto agli esponenti di Forza Italia. “Evidentemente il governo e, in particolar modo, il ministero dell’Economia e delle finanze non erano pronti”, sottolinea il capogruppo alla Camera Brunetta in riferimento all’Imu e all’altro rinvio deciso oggi, quello sulla rivalutazione delle quote delle banche in Bankitalia. “Peccato che di entrambi i provvedimenti si stia discutendo da almeno sei mesi. Troppe incertezze, troppi tempi persi”. Aggiunge Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera: “Anche oggi il governo risulta impegnato in ciò che gli riesce meglio: rinviare, rinviare, rinviare”.

Sullo slittamento di oggi è positivo il commento della Coldiretti: “E’ necessario per evitare un inaccettabile dietrofront nei confronti degli impegni assunti per abolire l’Imu sui terreni e i fabbricati strumentali all’attività agricola. Le imprese hanno bisogno di certezze e stabilità e non certo di una tassa ingiusta che colpisce i fattori di produzione”.

E se mancano le coperture sull’abolizione della seconda rata, nemmeno quelle trovate per la prima si sono dimostrate efficaci, dal momento che il flop della sanatoria sulle slot machine ha portato a un ammanco di 300 milioni rispetto al previsto.