Il Lingotto investe in Italia con i soldi dell’Unione europea. “La Banca europea degli investimenti (Bei), Sace e Fiat hanno perfezionato un finanziamento di 400 milioni di euro finalizzato a sostenere i piani in ricerca e sviluppo di cinque laboratori italiani della casa automobilistica nel periodo 2013-16″, annuncia una nota congiunta, spiegando che l’investimento sarà finanziato dalla Bei, l’istituzione finanziaria dell’Ue, e garantito al 50% dalla Sace, il gruppo assicurativo controllato al 100% dalla Cassa depositi e prestiti (che a sua volta è partecipata all’80% dal Tesoro).

“L’operazione conferma l’efficacia della partnership tra Sace e Bei a sostegno dei piani di investimento in R&S delle imprese italiane, che nel 2013 ci ha visti garantire oltre 1 miliardo di euro di finanziamenti”, ha dichiarato Alessandro Castellano, amministratore delegato di Sace, dicendo di essere “orgoglioso di contribuire al rafforzamento della capacità di innovazione di Fiat, che siamo certi avrà effetti positivi sia in termini di competitività sui mercati internazionali, sia sui processi produttivi e occupazionali dell’ampio indotto di Pmi del settore”.

Il finanziamento, spiega la nota diffusa dalle società, “consentirà a Fiat di: migliorare il proprio know-how nell’innovazione di prodotto per ridurre consumi e emissioni inquinanti, sostenere la ricerca di nuove soluzioni per automobili che trasportano più passeggeri e allo stesso tempo presentano maggiori caratteristiche di sicurezza per i pedoni”, prosegue il testo, “in modo da favorire, in generale, la riduzione delle emissioni di CO2 e di altre sostanze nocive in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione europea per il 2015 e il 2020″.

Una cosa, per ora, è certa. L’aiuto europeo è una manna dal cielo per l’azienda torinese, che ha visto nei giorni scorsi ridurre le vendite del 7,3% in un mercato europeo in crescita in ottobre del 4,6% sul mese prima, mentre in Italia si registra ancora un calo del 5,6 per cento. Non c’è motivo di festeggiare, invece, per i contribuenti italiani. Il saldo del Lingotto con l’Inps, l’ente che gestisce gli ammortizzatori sociali, secondo quanto riporta Repubblica citando “fonti vicine al Lingotto”, è infatti “molto probabilmente” negativo. I contributi versati dal gruppo per la Cig e la Cigs, la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, sarebbero quindi inferiori alle risorse pubbliche assorbite.