Quanta ipocrisia nella finta scissione di Alfano e compagnia dal Pdl. E quanta demagogia nelle parole del Presidente Enrico Letta. Quello che ha fatto Berlusconi ed Alfano non è altro che una solita grande trovata elettorale per garantirsi ancora una volta il ruolo della vittima e al tempo stesso rimanere ancorato al Governo.

E sì, pensateci bene. Cosa cambia nel partito di Berlusconi? Nulla in peggio, anzi.

Dividendo il Pdl in due forze politiche falsamente diverse, Berlusconi ottiene un grande vantaggio. Intanto riprende il ruolo di oppositore al Governo delle tasse e riporta in vita il suo amatissimo “partito” azienda, ossia, Forza Italia. E nuovamente non potremmo più gridare con tranquillità Forza Italia. E va bene. Dall’altra parte continua a Governare con i suoi uomini fidati nei Ministeri chiave del paese.

Se questa scissione fosse vera, considerata la nuova composizione della maggioranza, al Nuovo Centrodestra non potrebbero spettare così tanti ministri e sottosegretari. Si dovrebbe rimescolare tutto e dare il giusto peso al partito di Alfano. E quindi un Governo nuovo e con meno Ministri del centro-destra.

Ma questo non accadrà. Rimarrà tutto così. E il motivo è molto semplice. Sono tutti d’accordo. Tutti contenti. Il Governo va tranquillamente avanti senza le intemperanze personali di Berlusconi e il centro-destra continua ad avere i suoi posti di Governo. Ergo nessuna vera scissione. Solo una grande furbata. La solita manfrina.

Letta insieme a Napolitano non fanno altro che pensare alla loro cara poltrona. Il Governo della finta stabilità per loro non è altro che il Governo del mantenimento del potere. Nessuna prospettiva di riforme e di interventi seri e concreti per il Paese. Solo finzione.

Pensate con 30 Senatori e 27 deputati, il partito di Alfano ha più Ministri del Partito Democratico. Una spartizione di certo non logica in una normale divisione politica. E di certo il Partito democratico se ne guarderà bene dal chiederne conto a Letta. Altrimenti, Napolitano potrebbe arrabbiarsi.

Un Governo che non riesce neanche ad essere trasparente e libero per un momento. Emblematico il caso Cancellieri. Dove un ministro della Giustizia, nonostante gli innegabili errori commessi, viene difeso non solo dal Presidente del Consiglio ma addirittura dal Presidente della Repubblica in persona. Non si è mai visto un Presidente, che dovrebbe rappresentare il ruolo di garanzia di tutte le forse politiche, intervenire politicamente in difesa di un ministro.

Quindi, nessuna scissione del Pdl. Ma una grande ed ennesima presa per i fondelli. Ma il problema è sempre lo stesso. La colpa non è dei bugiardi. La colpa è sempre dei creduloni. Perché i bugiardi esistono perché ci sono i creduloni.