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Solo il 18% degli italiani favorevole all’invio di armi all’Ucraina. E la crisi climatica diventa il secondo tema che preoccupa di più i cittadini: i sondaggi Ixè

Nelle intenzioni di voto Fdi resta primo partito, ma scende al 26,1% riducendo a 4 punti il vantaggio sul Pd (22%). Il M5s sale al 13,6% mentre prosegue la crescita di Fn di Vannacci, stimato all’8,1%
Solo il 18% degli italiani favorevole all’invio di armi all’Ucraina. E la crisi climatica diventa il secondo tema che preoccupa di più i cittadini: i sondaggi Ixè
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Aumenta il sentimento di incertezza tra gli italiani, il 58% dei quali ritiene che nell’ultimo anno la situazione complessiva del Paese sia peggiorata. Tra i temi che preoccupano di più i cittadini resta al primo posto il costo della vita, ma il segnale più evidente riguarda il cambiamento climatico e la situazione ambientale, che, dopo l’estate torrida, cresce nettamente rispetto ad aprile e diventa il secondo tema più citato. Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, invece, si esprime come favorevole a continuare il sostegno militare a Kiev meno di un italiano su cinque. È questo il quadro che emerge dall’Osservatorio Politico Ixè di settembre.

Il fronte internazionale e le guerre

Sul piano internazionale, l’Unione Europea mantiene un livello di fiducia contenuto (43%), e in calo, mentre nella percezione delle minacce all’ordine mondiale gli Stati Uniti di Donald Trump restano al primo posto (55,8%), seguiti dalla Russia di Vladimir Putin (40,6%) e da Israele di Benjamin Netanyahu (33,8%). Sulla guerra in Ucraina, però, gli italiani hanno posizioni molto differenti da quelle del governo: solo il 18% degli intervistati è favorevole a continuare a sostenere Kiev anche militarmente, finché sarà necessario. La quasi totalità, infatti, è contraria all’invio di armi. Il 26,8% vorrebbe puntare soprattutto a un negoziato, anche accettando compromessi territoriali da parte dell’Ucraina; il 26,7% si dice d’accordo a ridurre progressivamente il coinvolgimento dell’Italia nel conflitto, mentre il 24,8% è favorevole a continuare il sostegno politico ed economico all’Ucraina, ma interrompere l’invio di armi. Sul fronte dei partiti a favore del disimpegno italiano si dichiara il 31% degli elettori della Lega, il 28% di quelli di Fdi e il 26% di M5s. Per il negoziato, anche con compromessi territoriali, si dice favorevole il 37% di chi ha votato M5s, il 35% del Pd, il 31% sia di Lega che di Avs e il 26% di Fdi. A essere favorevole a continuare anche con l’invio di armi è il 61% dell’elettorato di Azione di Calenda e il 34% tra gli elettori di Forza Italia.

Il clima preoccupa gli italiani

Sul fronte delle preoccupazioni degli italiani, l’avere affrontato un’estate con numerose e intense ondate di calore e afa ha modificato le priorità degli italiani. Se l’aumento del costo della vita preoccupa il 53,2% degli intervistati, balza al secondo posto il cambiamento climatico e la situazione ambientale. Il 45,3% degli italiani cita il tema, contro il 24,4% dello scorso aprile. Seguono il peggioramento della sanità (40,8%), la sicurezza e la criminalità (39,4%) e le guerre (38,2%, ma era il 56,8% ad aprile). Tra le fasce d’età, un italiano su due tra i 35 e i 44 anni si dichiara preoccupato dalla crisi climatica.

Politica interna e intenzioni di voto

Sul fronte interno, la fiducia nel governo di Giorgia Meloni resta stabile al 37%, mentre in termini di fiducia nei leader politici Mario Draghi è in vetta con il 48%, seguito da Meloni al 39% e Giuseppe Conte al 34%. Dietro Antonio Tajani (28%), Elly Schlein (24%), Roberto Vannacci (20%) e Matteo Salvini (17%). Nelle intenzioni di voto Fratelli d’Italia resta primo partito, ma scende al 26,1% (-1,4% rispetto a luglio) riducendo a 4 punti il vantaggio sul Partito Democratico (22%, +0,6%). Cresce (+0,8%) il Movimento 5 stelle, stimato al 13,6%, mentre prosegue la scalatadi Futuro Nazionale di Vannacci, stimato all’8,1% (+1%). Seguono Forza Italia (7,6%), Alleanza Verdi Sinistra (7,3%), Lega (4,6, -05%), Azione (3%), Italia viva (2,4%), +Europa (1,6%) e Noi moderati (1%).

L’Osservatorio Politico Ixè è stato condotto su un campione di 1.000 soggetti maggiorenni, con interviste telefoniche(CATI/CAMI) e web (CAWI) dal 3 al 10 settembre. Il margine di errore massimo è di ± 3,10%.

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