Negli ultimi anni, in Italia, il numero dei poveri è raddoppiato, raggiungendo la cifra record di 4,8 milioni, mentre si allarga ogni giorno il divario tra chi è ricco e chi non ha soldi da spendere. Come si fa a parlare di sinistra se non si riesce a trovare un antidoto alla crescente povertà ed alla forbice sociale che oggi divide gli italiani? Sono i temi affrontati nella ottava puntata di Servizio Pubblico da Michele Santoro, che stasera ospita in studio il viceministro dell’Economia Stefano Fassina, l’economista Alberto Bagnai ed il vicedirettore di Libero Franco Bechis

Santoro: “C’entra l’euro o c’entra pure la politica?”
“Ma come? Non eravamo tra i grandi?”. Così esordisce Michele Santoro nel suo consueto editoriale di apertura della nuova puntata di Servizio Pubblico. “E partono di nuovo i bastimenti coi migranti” – continua – “giovani che decidono di andare via. E non piangono di nostalgia, né si voltano e vedere l’Italia, considerata da loro una landa desolata, dominata da vecchi lupi famelici”. Il conduttore sottolinea che l’immigrazione dall’Italia non riguarda solo i cervelli che scappano, ma anche persone normali, vivaci, intraprendenti. Insomma, la nostra classe dirigente. E accusa i politici di essere ciechi: “Non capiscono la catastrofe di questo esodo, proprio come l’immigrazione che condannò il sud dell’Italia rendendolo prigioniero del latifondo, della rendita, della mafia, dei peggiori interessi”. Santoro poi affronta il tema delle pensioni d’oro, citando Michele Caruggi, ospite della scorsa puntata: “Se i giovani scappano, la colpa è di Michele, che come pensione prende 7mila euro al mese avendo pagato tutti i contributi. Nessuno, però, ha ricordato che Monti ha portato nell’Inps le pensioni dei dipendenti pubblici e questo ha peggiorato in conti”. E sottolinea: “C’entra l’euro o c’entra pure la politica?” (GUARDA IL VIDEO)

Milano: i ricchi e gli “invisibili”
Servizio di Francesca Fagnani sul doppio volto di Milano: ricchezza sfrenata e povertà assoluta a una manciata di metri. Un caleidoscopio di situazioni differenti e contrastanti: dal caffè a 600 euro al chilo ai guinzagli Swarovski da quasi 100o euro fino agli “invisibili”, i nuovi poveri costretti a mangiare alle mense della Caritas (GUARDA IL VIDEO)

Fassina: “L’epicentro del conflitto è Bruxelles e non Roma”
“Alla fine di quest’anno il Pil sarà positivo, ma a nessuno sfugge che la disoccupazione sia aumentata, come il numero dei poveri”. Sono le parole di Stefano Fassina, che ammette che le risposte sinora date dal governo Letta non sono sufficienti. Il vicemninistro dell’Economia menziona l’integrazione della cassa in deroga e il salvataggio di alcuni esodati. Ma lancia un monito all’Europa: “L’epicentro del conflitto è Bruxelles e non Roma” (GUARDA IL VIDEO)

Beppe Grillo su euro, debiti, consumi
Beppe Grillo propone di rinegoziare il debito con Bruxelles, tassare maggiormente i consumi per togliere le imposte sul lavoro e non i lavoratori. E, qualora la situazione lo richieda, il leader del M5S auspica di considerare di dividere la moneta unica in due categorie: un Euro di serie A e uno di Serie B: “Togli il lavoro nero, i commercialisti, la finanza. Lo Stato può guarda chiunque non paga l’Iva. Bisogna andare a Bruxelles e dire non ci stiamo più” (GUARDA IL VIDEO)

Bechis: “La retorica di Monti”
Franco Bechis, vicedirettore di Libero, afferma come alcune dell manovre economiche degli ultimi anni siano state un problema. Politiche sbagliate e cassaintegrati senza soldi. E sottolinea che l’euro per l’Italia è stata una medicina sbagliata, in quanto il Pil dal 2002 al 2011 è cresciuto solo dello 0,3 (GUARDA IL VIDEO)

Bagnai: “Sull’Iva ha ragione Fassina e non Grillo”
Alberto Bagnai introduce il suo intervento, sottolineando: “Non tutti i politici italiani sono incompetenti, Fassina non lo è per esempio”. E boccia la proposta di Grillo sull’Iva, precisando che si tratta di una imposta regressiva che danneggia i centi più poveri. “Sa cosa diceva Mandel?” – continua l’economista – “Se c’è un problema e se c’è rigidità del cambio, dobbiamo abbassare i salari. Ecco perché c’è una diseguaglianza, e c’è una intera fascia di popolazione che si chiede come si può votare certi partiti che hanno portato a questa situazione sull’euro. E l’onorevole Fassina lo sa perfettamente. Auspico che queste parole di verità vengano ascoltate”. E aggiunge: “I problemi iniziano 5 ani prima che noi mettiamo l’euro in tasca”. Bagnai denuncia che l’emigrazione non è una soluzione positiva: “C’è un’intera fascia di popolazione che si chiede come fa a votare che hanno accettato di aderire ad un sistema monetario in cui quando c’è uno shock ricade sul mondo del lavoro” (GUARDA IL VIDEO)

Fassina boccia Beppe Grillo
Nell’eurozona è necessario crescere attraverso l’esportazione. Al momento ci riesce solo la Germania e per Fassina questa linea è insostenibile. E, dopo aver bocciato Beppe Grillo e le sue proposte (“Due più due fa quattro, non può fare cinque”), sottolinea: “Se non ci saranno segnali chiari il 1 luglio 2014, quando inizierà il semestre di presidenza europea dell’Italia, dovremo rivedere tutti i nostri piani” (GUARDA IL VIDEO)

Studente London School vs Bagnai: “I Fondamentali Macroeconomici ve li siete magnati tutti”
I ragazzi della London School osservano i problemi dell’euro e le conseguenze che la moneta unica ha avuto nella penisola. E si anima in studio il dibattito con Alberto Bagnai. In particolare, uno studente di economia Nicola parla di competitività: “Colpa nostra. La Germania ha continuato ad investire nella educazione. Il sistema va corretto. Euro non euro non cambia. Abbiamo problemi strutturali simili al Portogallo”. Bagnai replica: “Lei ha mai visto un grafico della produttività del 97 se non si fida di me vada sul blog di Krugman. Se lei mi spiega perché la produttività si appiattisce nel 97 io allora la ascolto». Lo studente ribatte: “I Fondamentali Macroeconomici ve li siete magnati tutti” (GUARDA IL VIDEO)

La denuncia di Mascitti contro De Fanis: “La cultura violentata”
Andrea Mascitti ha denunciato per concussione Luigi De Fanis, assessore alla Cultura Regione Abruzzo in quota Pdl perché il festival che organizzava da sette anni aveva bisogno, secondo il politico, di una aggiustatina al bilancio. Mascitti rifiuta di essere definito eroe e afferma: “Se gli onesti sono cretini, spero di essere cretino sempre” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “La sprecopoli italiana regione per regione”
“Davigo dice che, dopo Tangentopoli, i politici non hanno smesso di rubare: hanno smesso di vergognarsi”. Marco Travaglio, nel suo editoriale, si dedica alle “ruberie istituzionali” e osserva: “A 6 anni dal boom del libro “La Casta” e dai due V-Day di Grillo, rubano come prima, e più di prima”. Menziona, quindi, le grane giudiziarie di Luigi De Fanis, assessore del Pdl alla Cultura della Regione Abruzzo. E analizza con dovizia di dettagli la sprecopoli italiana e le ruberie sui fondi dei rimborsi politici regione per regione: dall’Abruzzo alla Sardegna fino al Piemonte. Il vicedirettore de “Il Fatto Quotidano” cita gli asciugacapelli per politici pelati, le penne Montblanc, la festa di nozze di Carlo Sanjust messa in conto alla Regione. “E che fanno i partiti?” – chiede Travaglio – “Puniscono i colpevoli? No, di solito li coprono. In Sicilia, ad esempio, invece di rubacchiare, 13 dipendenti della Regione si sono presi 800mila euro di fondi pubblici”. Il giornalista menziona anche Vasco Errani e il suo conflitto di attribuzione in Emilia Romagna, nonché il lucano Marcello Pittella, il fratello del candidato alle primarie del Pd (GUARDA IL VIDEO)

Bechis: “Una svolta di rigore”
Gli italiani si aspettavano una svolta di rigore rispetto alle scelte relative alle spese pubbliche. Ma, fa notare Franco Bechis, nessuno va a vedere la piccola spesa, che in Italia aumenta per piccoli scandali, come gli 800 euro per acquistare una bandiera della Croazia o i 25 mila euro spesi per rifare le sedie dell’ufficio del premier (GUARDA IL VIDEO)

I falchetti e le rampanti del Pdl – Forza Italia
Il Cavaliere fa il casting per i volti nuovi di Forza Italia, pescando fra i giovani romani. Ci sono i fratelli Zappacosta, ma anche chi ‘si riconosce nella sinistra di Berlusconi’, chi lo paragona a Totti, chi ripete il mantra della rivoluzione liberale, chi si lamenta: “Sò una donna di 42 anni, che mi devo mettere? I rasta?”. Il servizio di Luca Bertazzoni (GUARDA IL VIDEO)

Studente London School vs Bagnai: “Tecnicismi di economia”
Nuovo scontro dialettico tra uno studente della London School e Alberto Bagnai. “Ci siamo dimenticati Se la Merkel ha fatto tutto questo”danno” all’Italia, allora gli altri a Bruxelles dove erano?”, chiede polemicamente Eugenio. Ma l’economista non ci sta e sottolinea che la crisi dell’eurozona è dovuta al debito privato e spiega: “In Italia siamo costretti ad esportare, perché se non esporti non hai le risorse per importare. E se ha un cambio forte va in crisi”. Marco Travaglio interviene a difesa dello studente e afferma: “Senza euro saremmo la merda che siamo sempre stati” (GUARDA IL VIDEO)

Grillo su crescita e reddito di cittadinanza
Un altro stralcio del comizio di Beppe Grillo, che parla di famiglie e di imprese. E afferma: “Non mi interessa da dove prenderemo i soldi per il reddito di cittadinanza, li prenderemo da qualche parte. La crescita toglie posti di lavoro. Il reddito non lo può più dare il lavoro”. Dura accusa contro la Cancellieri: “Il problema non è lei che chiama una che sta male, ma il figlio” (GUARDA IL VIDEO)

Studenti London School vs Bagnai: “Differenze tra crisi economica e crisi sociale”
Un altro studente della London School osserva che esiste una differenza tra la crisi economica analizzata da Bagnai e quella sociale che vivono i giovani in Italia. E aggiunge che molti di loro sono all’estero grazie a borse di studio erogate da Paesi che non sono quello nativo, come la Francia. L’econimista ribatte, rivolgendosi anche al vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano”: “Riconosco i problemi che voi ragazzi sollevate, ma noi sforiamo i parametri europei. E’ questo è il problema. Se io, caro dotto Travaglio, le faccio vedere un grafico e mi dice che il problema sono i falsi invalidi, io le chiedo perché allora le famiglie e imprese improvvisamente sono state costrette a crescere a debito” (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “Le pensioni d’oro e la casta parlamentare”
Si parla tanto di tagliare le pensioni d’oro, ma intanto la spesa per gli assegni previdenziali di deputati e senatori è aumentata di 7 milioni, totalizzando ben 220 milioni, per non parlare delle pensioni dei giudici della Corte Costituzionale. L’editoriale di Gianni Dragoni (GUARDA IL VIDEO)

Bechis vs Fassina: “Avete buttato via 4 miliardi di euro dell’abolizione dell’Imu”
Franco Bechis, vicedirettore di Libero, elenca consa non funziona e cosa non ha funzionato nelle ultime manovre economiche italiane. E accusa Fassina: “Avete buttato via 4 miliardi di euro dell’abolizione dell’Imu” (GUARDA IL VIDEO)

Studenti London School vs Fassina e Bagnai: “E’ un’Italia ingiusta”
Il gruppo di ragazzi italiani che studia presso la London School analizza la situazione: quanto costerebbe al sistema Italia la volontà di investire sulle risorse italiane sparse all’estero? La risposta arriva dalla viva voce di Fassina e Bagnai. Nicola ribatte a Fassina: “Non c’entra il deficit del 3%, c’è una fetta di italiani in grado di formare altre persone, qui dovete intervenire”. Fassina: “Per la prima volta dopo tanti anni l’Italia mette risorse sulla scuola. Poche, per carità, ma va in controtendenza” (GUARDA IL VIDEO)

Emigrati italiani: “Noi, gli albanesi d’Inghilterra”
Servizio di Andrea Casadio sullo stato degli italiani che emigrano all’estero. Non solo giovani neolaureati. Sono anche lavapiatti, camerieri, che cercano di conquistarsi il lavoro con gli immigrati lituani, bulgari, rumeni. ““Non c’è prospettiva di vita” – denuncia un intervistato – “non puoi crearti un futuro in Italia. Che devi fare se non trovi lavoro, andare a rubare? No, vai all’estero. Siamo diventati gli albanesi d’Inghilterra”. Nel reportage si parla dell’omicidio di un italiano nel Kent ad opera di quattro lituani. E alcuni inglesi si lamentano del governo, accusato di essere troppo accondiscendente con gli immigrati (GUARDA IL VIDEO)

Giuliano Ferrara: “Se non c’è Berlusconi nel Pdl, non c’è niente”
“Berlusconi ha i voti. Se c’è lui, c’è lui. Se non c’è lui, non c’è niente”. Lo dichiara Giuliano Ferrara, intervistato da Luca Bertazzoni. Secondo il direttore de “Il Foglio”, il governo può andare avanti anche senza Berlusconi, ma precisa: “Non lo auguro a quelli della maggioranza, perché l’Italia è fatta così. Non ama i governi di larghe intese”. Non manca una stoccata alle colombe del Pdl e ad Alfano: “Loro dicono che vogliono la stabilità e nello stesso tempo dicono che stanno con Berlusconi. E’ una contraddizione palese. Fini, ad esempio, non era mica uno stupido. Casini non è mica uno stupido. Hanno fatto parte della coalizione berlusconiana per molti e molti anni. Quando sono andati via, non hanno combinato niente, perché non esprimevano e non rappresentavano nulla”. E rincara: “Dal ’94 non esiste più la Dc in Italia, non la si può più ricostruire dal centro nemmeno con un uomo come Monti, che è diventato presidente del consiglio dall’alto” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio su governo Letta: “Predichi lavoro, produci depressione”
“Per dire ‘il governo va avanti’ devi immaginare qualcosa in movimento. Il governo Letta, invece, ha la stabilità del morto: è immobile”. Lo afferma Marco Travaglio, che commenta il governo di larghe intese, osservando come sia “difficile immaginare un governo più debole di quanto già non lo sia”. “Più si fanno politiche per la crescita e lo sviluppo, predicando il lavoro” – spiega – “e più si produce disoccupazione e depressione. E sembra che poi i politici non riescano a fare altro che andare in televisione e fare gli opinionisti. La gente si è stancata di questo. In troppi, come Enrico Letta e Renato Brunetta, parlano del passato senza dire nulla di concreto sul prossimo futuro. Dei “bisognerebbe” e della famosa ‘fase 2’ sono piene ormai le cronache televisive”. Il giornalista sottolinea che i partiti italiani stanno lavorando alacremente per spolpare il bipolarismo, in nome della stabilizzazione delle larghe intese: “Vogliono stabilizzare per sempre una situazione in cui non vince mai nessuno e dove governano i contrari insieme, elidendosi”. E aggiunge: “Come fai a farti sentire in Europa se hai dietro un’armata Brancaleone che non è d’accordo su niente?”. Bechis sottolinea che ormai i moderati non esistono più, perché “sono tutti incazzati”, senza rendersene conto. “Il governo Letta può pure cadere” – ribatte Fassina – “bisognerebbe poi spiegare a tutti i disperati che abbiamo visto che cosa succede dopo”. “La tragedia è che non cambia niente”, replica Travaglio. “Fare un altro giro di elezioni con questa legge elettorale” – ribadisce il viceministro dell’Economia – “e con questo sistema istituzionale vuol dire condannare l’Italia al baratro. Poi può darsi che ci finiamo lo stesso, ma almeno proviamo ad evitarlo. E oggi, qui ed ora, è l’unica possibilità che abbiamo” (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: dal Papa alla Cancellieri
Gran finale con le vignette di Vauro, che commenta gli avvenimenti della settimana con la sua irriverente matita: dall’incontro di Papa Francesco con Napolitano al restyling del Pdl fino alla situazione interna del Pd, al caso Cancellieri e alla portaerei Cavour inviata in Africa (GUARDA IL VIDEO)